Tamponi Fasulli e Truccati…!, i veri esperti lo dimostrano !

Tampone, cosa è ?

Il tampone è generalmente costituito da un bastoncino con del cotone sterile ad una estremità (tipo un lungo cotton fioc) che viene poggiato, e strofinato, sulla zona da indagare, per prelevare tessuto, cellule, microbi, materiale genetico proveniente da cellule e microbi.
Il materiale prelevato viene quindi analizzato dal laboratorio di microbiologia con vari metodi anch’essi molto imprecisi ed aleatori.
Il materiale prelevato con il tampone, può provenire dalle cellule del tessuto irritato/infiammato sia da elementi irritanti provenienti dall’aria respirata, tipiche delle zone con aria inquinata densa di polveri (nano particelle) in sospensione e trattenute dalle mucose nasali, perfetto dispositivo inventato dalla natura per filtrare per quanto possibile le impurità presenti nell’aria, oppure dalle infiammazioni che partendo dall’intestino in alterazione della flora, degli enzimi è in situazione di disbiosi, arrivano come prima segnalazione della situazione di non funzionalità dell’intestino, soprattutto stipsi, rallentamento del transito intestinale, irritazione della mucosa intestinale per cibi inadatti al soggetto, o per cibi troppo additivati con spezie o per uso di farmaci, ma soprattutto per i Vaccini ricevuti, che alterano anche ed immediatamente il pH digestivo e quindi la flora batterica ed enzimatica del tubo digerente; queste infiammazioni intestinali risalgono immediatamente dal tubo digerente e sono veicolate anche nel sangue e quindi arrivano in primis alle prime vie respiratorie, dando quella sensazione di bruciore, irritazione, infiammazione alle mucose della bocca, naso, tonsille, faringe, laringe.

Infatti le prime vie respiratorie si comportano come le spie, indicanti  il malfunzionamento dell’intestino.
Ciò significa che il materiale genetico prelevato dal tampone, proviene sia dai tessuti delle mucose orofaringee e cioè dalle cellule ammalate in stress ossidativo/apoptosi che alla loro morte quando queste si degradano rilasciando ai liquidi extracellulari in loco, il loro materiale genetico, sia dai batteri SEMPRE presenti il loco per tentare di riparare i tessuti danneggiati oppure per riprodurre il nuovo tessuto quando le cellule di esso muoiono.

Il tampone utilizzato come strumento sanitario, può essere eseguito sulle mucose (tampone faringeo, nasale, auricolare, vaginale, rettale, uretrale, oculare), sulla pelle (tampone cutaneo), sulle ferite e sulle ulcere.
In particolare:
– il tampone salivare, è comunemente utilizzato per cercare di trovare sostanze nocive dell’apparato buccale
– il tampone faringeo, è comunemente utilizzato in caso di sospetta infiammazione delle vie respiratorie orofaringee.
– il tampone oculare, è eseguito in caso di infiammazioni agli occhi
– i tamponi vaginale e rettale, sono indicati nelle donne in gravidanza per controlli od in fase di infiammazioni alle mucose vaginali
– i tamponi uretrale, vaginale o del collo dell’utero, sono prescritti per l’identificazione di infiammazioni in loco, specie per le candidosi.
– il tampone sulla ferita post-chirurgica è eseguito per verificare se è presente infiammazione in loco.
Ma cosa impostante da dire a parte le facili contaminazioni, il materiale che preleva NON può MAI fornire indicazioni di cause di malattia, bensì SOLO ed unicamente lo stato di conseguenza dell’ammalamento stesso del tessuto prelevato e contenente cellule e materiale genetico di esse o dei batteri presenti in loco.
Infatti i produttori dei tamponi, specificano e scrivono sulle confezioni che li contengono:
NON deve essere usato a scopo diagnostico”, e “NON serve per individuare i Virus“….. quindi neppure il cosidetto e fantomatico covid19 od il Sars-Cov2  mai isolato in natura né sequenziato, ma elaborato e creato al computer per brevettarlo….

Infatti i tamponi hanno una “precisione” del 95% di falsi positivi o negativi, nei fatti NON servono ad altro che al prelievo di tessuto nella zona di prelievo, malata od infiammata, tutto qui.
Quindi quando si inventa la dizione lei ha fatto un tampone e risulta positivo a….si dice una “emerita fesseria ascientifica”.
Diffidate da quei medici che fanno tali affermazioni, sono degli incompetenti, quindi pericolosi !

Cio significa che il Tampone, NON serve per fare diagnosi, infatti questa dicitura sta scritta, (vedi foto sopra)  sulla scatola del fornitore di tamponi, quindi dire tampone “positivo o negativo”, NON significa assolutamente nulla….., se non vengono processati con apparecchiature particolari, che danno anch’esse risultati fasulli, fino al 95% di falsi positivi.
Il prelievo deve essere fatto, essendo un trattamento sanitario, solo da un  medico otorinolaringoiatra.
Il test consiste nel prelievo, tramite un bastoncino cotonato, di materiale biologico (mucosa) presente nelle prime vie respiratorie (in questo caso dalla faringe)
Il tampone faringeo processato mediate la tecnica di biologia molecolare viene chiamato tampone molecolare, mentre il tampone faringeo processato tramite la tecnica di immunofluorescenza viene chiamato tampone rapido.
Comunque, come ci spiega un dirigente di un laboratorio di Microbiologia e Virologia, il set per il prelievo consiste di un Tampone con anima di plastica molto sottile, flessibile e lungo, alla cui estremità è presente “una parte cosiddetta floccata”, composta da tanti piccoli fili di cotone che consentono di recuperare le cellule delle vie prime vie aeree… (naso, faringe, gola, bocca, ecc.)”.
I tamponi effettuati i prelievi vengono portati in un laboratorio di Microbiologia e Virologia “Una volta che i tamponi arrivano in questo laboratorio, devono essere processati per essere attendibile, fra parentesi con FALSI positivi del 85% (ha…ha…ha…), devono essere processati entro le 48 ore dal prelievo, mantenendolo a +4 gradi oppure, oltre quel lasso di tempo, va conservato a -80.
Alcune strutture sanitarie (es. ASL del Lazio, Italia), completamente all’oscuro delle procedure stabilite dall’ISS, hanno processato dei tamponi dopo 10 giorni senza averli conservati a -80 gradi. In Calabria addirittura viaggiavano in semplici scatole di cartone !
Poi con dei detergenti, si deve procedere all’estrazione del suo DNA/Rna, che avviene automaticamente immesso all’interno di un sistema chiuso”. La durata di questa prima fase è di circa un’ora e mezza, durante questo lasso di tempo va sempre mantenuto alla temperatura di +4 gradi, oltre il quale va mantenuto come già detto a -80°…….
Una volta cosi trattati, i campioni vengono inseriti in un apposito macchinario che li analizza per due ore e mezzo; cosa effettua questo macchinario ?
Esso amplificherà elettronicamente il contenuto di Rna rilevato, e l’amlificazione normalmente può arrivare al massimo di 15 volte, ma nel 2020 si è arrivati ad amplificare fino a 35 volte il materiale prelevato pur di trovare un sono gene, del cosiddetto FALSO virus, mai sequenziato per intero, falsificando e condannando alla positività (inesistente) i cosiddetti asintomatici (NON malati), infatti qualsiasi medico coscienzioso sa benissimo che un soggetto per essere considerato malato di una qualsiasi influenza o malattia, deve presentare dei sintomi ben precisi, in assenza dei quali non lo si può cnbsiderare malato, cioè positivo alla malattia.
Quindi come potete vedere essere positivi, NON significa assolutamente nulla !
Poi i risultati ottenuti dal macchinario, vengono elaborati da un computer, e successivamente devono essere “interpretati” dal tecnico….. Nel complesso, l’intero processo richiede quattro ore e mezza.
Nel kit, del test, sono contenute alcune particelle del virus (antigeni), da indagare, a cui si dovrebbero legare gli eventuali anticorpi presenti nel sangue del paziente, quindi ciò significa che se un soggetto, ad esempio si è fatta l’influenza 30 giorni prima ed ha ancora gli anticorpi, risulterà “positivo” anche se non è malato !

Il tampone rapido si basa sulla tecnica di immunofluorescenza per rilevare le nucleoproteine del SARS-CoV-2, grazie ad una linea diagnostica rivestita con anticorpo monoclonale anti-SARS-CoV-Il campione del paziente viene applicato sul pozzetto del dispositivo diagnostico.
Se l´antigene virale è presente, reagirà con l’anticorpo monoclonale creando un complesso di particelle fluorescenti. Lo strumento a questo punto analizzerà l’intensità della barra di fluorescenza e restituirà un risultato visibile all´operatore per valutare o meno la presenza del patogeno.

Il test si basa sulla tecnica immunoenzimatica (ELISA – test dichiaratamente impreciso) o di chemiluminescenza (CLIA). L’antigene che è contenuto nel kit si lega alle immunoglobuline specifiche eventualmente presenti nel siero del paziente. Dopo i lavaggi per eliminare le proteine che non hanno reagito, viene eseguita un´incubazione con un coniugato composto da anticorpi monoclonali iGa/IgM/IgG anti-umani coniugati con un rilevatore. L’avvenuto legame tra anticorpo del paziente e l’anticorpo antiumano fa si che la soluzione sviluppi un colore o una fluorescenza che verrà poi quantificato tramite lettura allo strumento.
I primi “risultati” sono disponibili normalmente nell’arco di 30-40 minuti.

Quindi nulla di certo e verificabile con certezza, anche perché tutto va interpretato alla luce della conoscenza e della preparazione del tecnico, che se non sa cosa sono i virus/esozomi, non solo si sbaglierà grandemente, ma metterà a rischio il soggetto che è stato “tamponato” (ha…ha…), fornendo alte percentuali di FALSI +.

….anche olio motore, banane, papaia, capre, e altro … provate anche Voi.
Perfino gli umani  sono  Positivi, sopratutto i fessi che credono al Coviddo governativo,  Doppio Positivi.
Anche Elon Musk (titolare della Tesla ed altro) ci  credeva,  poi su 4 tamponi, 2 positivi  e  2 negativi,  così ha detto: “Ma  me  stanno  a  pijà  per  culo” ?

Inoltre:
TAMPONI  –  DA UN DOCUMENTO UFFICIALE DELL’ISTITUTO SUPERIORE DELLA SANITA’ (ISS):
cfr. rapporto ISS Covid-19 n. 46/2020. – Cerca con Google
https://www.google.com/search?q=cfr.+rapporto+ISS+Covid-19+n.+46%2F2020.&oq=cfr.+rapporto+ISS+Covid-19+n.+46%2F2020.&aqs=chrome..69i57j33i22i29i30l2.1500j0j9&client=ms-android-samsung-gj-rev1&sourceid=chrome-mobile&ie=UTF-8

Fate attenzione:
Un Theragripper, ha le dimensioni di un granello di polvere.. e  sono facilmente inseribili sui tamponi….
Questo stick contiene dozzine di piccoli dispositivi.
I Theragripper non si basano su elettricità, segnali radio o controlli esterni.  “Invece, funzionano come piccole molle compresse con un rivestimento a temperatura controllata sui dispositivi che rilascia in modo indipendente l’energia immagazzinata a temperatura corporea”..
I ricercatori della Johns Hopkins, hanno realizzato i dispositivi con circa 6.000 Theragripper per wafer di silicio da 3 pollici..Nei loro esperimenti sugli animali, hanno caricato un farmaco analgesico sugli artigli.

https://hub.jhu.edu/2020/11/25/theragripper-gi-tract-medicine-delivery/

Operazione di prova degli stick test – Il ministro della Salute Mückstein /D) come medico prima di assumere l’incarico..

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I test detti sierologici, sono comunemente usati per la ricerca di anticorpi generati dall’organismo in risposta ad una possibile infiammazione/infezione presente o pregressa e superata: la presenza di questi anticorpi indica che il paziente è/o è stato, malato o meno.

Di solito questi test rappresentano un approccio pieno di incognite, in quanto non tutti i malati presentano degli anticorpi, quindi non può essere considerato un test sierologico diagnostico preciso, ma solo indicativo, con dei forse e dei ma….nei confronti di molte cosiddette impropriamente “infezioni”, infatti trattasi di infiammazioni del tessuto e cellule, per le intossicazioni indotte in essi.

La diversa tempistica in cui compaiono le varie classi di anticorpi (Immunoglobuline IgM, IgA e IgG) e la loro evoluzione infatti rappresenta un valido indicatore per confermare la presenza di un´infezione in atto o pregressa, ma il tutto deve essere “interpretato” da colui che effettua il test sul macchinario, che some abbiamo già detto se non sa cosa sono i virus/esosomi, facilmente sbaglierà nelle sue interpretazioni dei dati.

Le IgA, si dice che sono gli anticorpi che compaiono per primi durante la risposta immunitaria, e sono il segno quindi di un infezione/infiammazione in atto.

Le IgM, si dice che siano gli anticorpi che compaiono nel siero dei pazienti dopo una primaria esposizione all´antigene (in genere non prima di 10 giorni), e quindi la loro presenza indica un´infezione/infiammazione recente.

Le IgG  si dice che iniziano a formarsi dopo circa 15 giorni dall’esposizione primaria all’antigene e quindi la loro presenza indica a avvenuta infiammazione con cessazione del periodo maggiormente indicativo nei confronti del’ammalamento.
Il tutto viene etstato e comparato con dei Gold Standard (mai stati certificati) che variano nei loro valori, a seconda della casa fornitrice, (ha…ha…)
Questo in estrema sintesi come si processa il pateriale cellulare, quindi genetico prelevato……il tutto è chiamato scientifico….alla faccia della vera scienza….

Ecco cosa affermano i laboratoristi:
Tutti noi laboratoristi siamo in attesa di nuovi kit diagnostici, attualmente in sperimentazione nell’ospedale di Pavia, e che alla fine del mese probabilmente saranno in commercio. Questi  utilizzano metodiche di laboratorio con elevate caratteristiche di sensibilità e specificità (rispettivamente la capacità di individuare gli anticorpi, evitando falsi negativi, e il loro riconoscimento accurato, per evitare i falsi positivi, ndr), rispetto ai test rapidi ora a disposizione. Solo grazie a questi nuovi kit diagnostici si potrà finalmente effettuare l’auspicato screening sulla popolazione in modo accurato, scientificamente valido. Tutti dovranno possibilmente utilizzare lo stesso metodo per tale screening. La sperimentazione di questi giorni e la validazione su larga scala effettuata in ospedali di riferimento restano punti cruciali per l’immissione in commercio di questi nuovi test, che realmente potranno permetterci di avere dati certi su come è avvenuta l’infezione nella popolazione“.
Tratto da:
https://www.neuromed.it/coronavirus-come-funzionano-i-test/

Ecco cosa contengono i Tamponi:
vedi i vari PDF: presentazione-tecnico1 + analisi-sui-polimeri2 + Foto-contenuto_tamponi3

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TAMPONI
Diamo un altro scossone al castello di carta dei test molecolari.

Un anno fa, ad inizio pandemia 2019-2020, l’OMS scelse il test RT-PCR (chiamato comunemente “tampone”) come standard per la diagnosi del virus.
Il protocollo prevedeva che la diagnosi di positività fosse a fronte della presenza di tre precise sequenze genetiche, la cui contemporaneità indica ineluttabilmente un’infezione da Sars-Cov-2.

Per semplificare: volendo riconoscere un limone analizzandone solo tre aspetti caratteristici, potremmo affermare che sono limoni tutti i frutti gialli, con forma sferica allungata e gusto aspro.
Nel nostro caso, i geni da identificare sono E, N e RdRP.

Potete trovare qui il documento completo dell’OMS.

http://www.amsd.info/public/ni/WHO-2019-nCoV-laboratory-2020.6-eng.pdf

Il giorno 2/4/2020 una direttiva del Ministero della Salute, attesta in autonomia che da quel momento basta solo un gene dei tre per essere positivi.

Nella direttiva si legge in modo molto esplicito “(…) in aree con diffusa trasmissione Covid-19, è considerata sufficiente quale diagnosi di laboratorio la positività al test RT-PCR rilevata su un singolo gene target di Sars-Cov-2 (…)”

Ecco il documento integrale.
http://www.amsd.info/public/ni/allegato2514408.pdf

In pratica: sei un limone anche se sei solo giallo oppure solo sferico o solo aspro.
Quindi banane, kiwi e arance vengono identificate come limoni.
A fronte di questa decisione, insorgono diversi virologi (di cui, all’epoca, il CTS era sprovvisto, badate bene), tra cui il dott. Palù, attuale presidente dell’Agenzia Italiana del Farmaco e membro del CTS, nonchè ex presidente dell’Associazione Italiana Virologi (quindi, mica un passante) e il dott.Scoglio, i quali affermano che “dovrebbero essere trovati tutti e tre, perché se il virus è integro, è chiaro che il test deve trovare tutti e tre i geni che lo compongono (…) ed esiste anche la possibilità che si stia amplificando solo un frammento di un Rna che è in degradazione e non rappresenta una particella virale infettante.”
Articolo completo
https://www.ilgiornale.it/news/cronache/pal-cos-contiamo-troppi-falsi-positivi-1901730.html

Il dott. Palù affronta anche un’altra spinosa questione, ovvero quella dei cicli di amplificazione.
Il test RT-PCR si basa infatti su una procedura di amplificazione del campione prelevato.

Per semplificare: supponete di voler identificare una persona in una foto scattata al buio; ingrandendola, vedrete che l’immagine perderà sempre più la definizione finchè, se si supera una certa soglia di ingrandimento, ogni minima imperfezione della foto diventerà macroscopica, creando l’illusione di vedere la persona cercata anche se si tratta di un lampione o di un idrante.

Ogni tipo di tampone ha una sua soglia di cicli di amplificazione, mediamente intorno ai 35, che a quanto pare viene spesso superata, dando quindi come risultato dei falsi positivi.

Il vero problema è che queste informazioni non sono presenti negli esiti, in cui viene semplicemente riportata la positività o negatività della persona.
Il caso ha voluto che, in seguito ad uno di questi test, io stesso sono risultato positivo.
A quel punto ho chiesto i dettagli della mia RT-PCR alla AUSL di riferimento, inviandogli una PEC come questa:
“Buongiorno, la presente per richiedere l’esito del test molecolare per Sars-Cov-2 eseguito al sottoscritto, XXX XXX in data xx/xx/xxxx, di cui allego l’esito “sintetico” ricevuto via mail, completo delle seguenti informazioni:
– Tipo di test utilizzato
– Numero di cicli di amplificazione effettuati
– Numero e tipologia dei geni rilevati.

Quanto richiesto rientra nei diritti del privato cittadino, secondo quanto previsto dall’informativa Sul Trattamento Dei Dati Personali (art. 13 del Regolamento (UE) 2016/679).”

La risposta è arrivata solo in seguito ad un sollecito, ma era comprensiva dei dati richiesti:
-Tipo di test utilizzato: Abbott PCR (Polymerase Chain Reaction) su strumento Abbott m2000
-Numero di cicli di amplificazione effettuati: CT 9.55 per primo esame per rilevare la positività, CT 27.30 secondo esame
-Numero e tipologia dei geni rilevati: 2 sequenze rilevate ovvero N e RdRp

Il risultato è che il mio secondo tampone è stato amplificato un numero di volte molto vicino alla soglia massima (che nel caso di quello specifico test era di 30), ma soprattutto non sono mai state rilevate tutte e tre le sequenze genetiche.

Quanti altri casi come questi vanno ad alimentare il numero dei positivi? Probabilmente rappresentano la maggior parte dei casi asintomatici.
E il numero dei positivi reali cala ancora.
Fonte dati:
– Protocollo che spiega le tre sequenze genetiche da ricercare:
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC6988269/?fbclid=IwAR0nzO-vqDf0FU4fRjYsuiwhC4_yFFGVNT272YftYQZyUHIKRCnNxLiPobM

– Ecco l’articolo in cui si parla del perché da Aprile dell’anno scorso non si cercano più tutti e tre i geni ma ne basterebbe uno:
http://www.medicinapiccoledosi.it/stefano-scoglio-perche-pieni-positivi-ce-un-trucco-nel-test/

– Avvertenze OMS sull’esecuzione dei test molecolari:
https://www.who.int/news/item/20-01-2021-who-information-notice-for-ivd-users-2020-05

– Altri articoli che approfondiscono il tema
https://www.filodiritto.com/troppi-cicli-e-pochi-geni-cosa-non-va-nei-tamponi

https://www.finddx.org/covid-19-old/sarscov2-eval-molecular/

http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=91248

http://www.incontradonna.it/index/consigli-quotidiani/1071-covid-tampone-cap-1-vademecum-volontarie-id

By Alessandro Varesi

QUINDI, dopo queste quattro risate sulla “scientificità” di questi Test, e di chi li sponsorizza….Ministero della “salute”, medici, ecc.

 

Dalle mucose nasali si può avvelenare direttamente il liquido interstiziale e “casualmente dal 2009”, Bill Gates studia polveri intelligenti.

Provate a pensarci un attimo.
Per di più i tamponi non sono cottonfiok, ma se li analizzate troverete una sostanza polimerica come Fili d argento, che inseriscono e rilasciano nelle mucose..

I tamponi nasali usati per il Covid possono contenere nanoparticelle che causano danni al cervello !

Lo studio (peer reviewed) è del Trinity College di Dublino ed è apparso su nature.com.
Quando queste nanoparticelle entrano nel cervello, i loro messaggeri cellulari vengono rilasciati e possono causare danni al DNA delle cellule cerebrali in via di sviluppo.
Non solo continuare a fare tamponi tiene in piedi la Dittatura Sanitaria, adesso è provato che gli stessi possono essere anche molto dannosi.

La Denuncia sui Tamponi che Smaschera il Grande Inganno del Covid-19.

DICHIARAZIONE CONGIUNTA
I sottoscritti
Dr, Fabio Franchi Medico Infettivologo Esperto di virologia
Dr.ssa Antonietta Gatti Scienziata Esperta di nanopatologie
Dr. Stefano Montanari, Farmacista Ricercatore scientifico e Nanopatologe
Dr. Stefano Scoglio, Ricercatore Scientifico, Candidato Premio Nobel per la Medicina 2018
Tutti nella loro qualità di esperti e ricercatori scientifici, con riferimento all’utilizzo dei c.d. tamponi Covid-19, che sono al centro dell’attuale gestione dello stato di emergenza collegato alla nota problematica del Govid-19.
DICHIARANO
– di aver appurato, da un documento della Commissione Europea e da uno dell’istituto Superiore di Sanità 1, che i tipi di tampone circolanti in Europa al 16 Maggio 2020 erano 78, nessuno dei quali autorizzato, valutato o validato:
– di aver riscontrato dai medesimi documenti che gran parte dei medesimi tamponi sono altresi privi della dichiarazione delle sequenze geniche contenute, abbiamo deciso di approfondire la cosa.
Si é pertanto ritenuto necessario approfondire la problematica attinente alla validita dei risultati dei tamponi e si é potuto accertare che:
1) per stessa ammissione del Centers for Disease Control and Prevention americanco (doc. 3) e del Gruppo di Lavoro Covid della Commissione EU, il virus SARS-Cov2 (doc. 2), presunto responsabile dal Covid, non é mai stato isolato fisio-chimicamente
2) I liquidi patogeni usati come modello per il sequenziamento genico non avevano nessuna titolazione del virus, il che implica che in tali liquidi erano contenute miliardi di altre particelle simil-virali (incluse le non patogeniche vescicole extracellulari naturalmente presenti nel nostro organismo), Ciò comporta che:
non esiste a tutt’oggi nessun marker specifico del virus, e dunque nessuno standard che possa rendere i tamponi affidabili.Medici Americani, in gruppo, sconfessano i Tamponi e non solo…..

CI FANNO CREDERE CHE DOBBIAMO RIMANERE IN LOCKDOWN……

Qui a questa pagina trovate il Video che dimostra in diretta come si effettuano i tamponi e quali risultati fasulli forniscono = 100% di dati fasulli; analizzando vari prodotti (10) vegetali, molti sono risultati + (positivi), questo Video è stato poi consegnato in tribunale assieme ad una denuncia circostanziata scientificamente, con la richiesta di perseguire i mandanti di tali FALSE affermazioni spacciate per scientifiche (il sig Conte ed il governo) che hanno generato tutti FALSI positivi, pur di spaventare la popolazione e togliere i diritti alla salute, al lavoro, ed alla circolazione delle persone…ed anche uccidere persone con le loro cure errate, ecc.
https://www.facebook.com/1664801827114861/posts/2741813012747065/?sfnsn=scwspmo

Un gruppo di medici americani ha tenuto una conferenza davanti alla scalinata della Corte Suprema americana, a Washington. Si tratta della seconda conferenza stampa dI America’s Frontline Doctors.
Vedi qui: https://www.davvero.tv/byoblu24-1/videos/dottori-web

http://www.studiomassafra.com/news-e-giurisprudenza/ricorsocollettivoaltarlazioavversoildpcm03112020inrelazioneallobbligodiindossarelemascherineancheallapertoallachiusuradelleattivitaalcoprifuocoeallegeneralimisuresproporzionaterispettoallemergenzainvocataalorogiustificazione
Questo studio si occupa anche dei Tamponi, ed altro….

IMPORTANTE
Vedi Livelli Gerarchici delle Leggi Umane:
https://pattoverascienza.com/giurisprudenza/
https://pattoverascienza.com/?s=livelli+gerarchici

Grande decisione del consiglio di stato italiano, che di fatto ANNULLA tutti i DL, DCPM, ecc., CHE HANNO CALPESTATO I DIRITTI COSTITUZIONALI, vedi video:

Ecco perché siamo pieni di positivi: c’è un trucco nel test !”
By Stefano Scoglio:

Credo di aver abbondantemente dimostrato che i tamponi Covid sono del tutto inaffidabili, e servono solo per mantenere in piedi la tragica farsa degli asintomatici positivi che proroga all’infinito questa devastante falsa pandemia. Ma oggi ho scoperto un nuovo elemento di questa vera e propria truffa, la scelta di ridurre la positività al tampone al rilevamento di uno solo dei 3 geni che definirebbero il SARS-Cov 2.

Sapete anche che, pur sostenendo che il virus non è mai stato isolato e non esiste prova della sua patogenicità, cerco sempre di trovare le contraddizioni all’interno dell’impianto ufficiale che sostiene la narrativa pandemica. Ed è facendo questo che ho scoperto quest’ulteriore tassello della truffa. Altri magari l’avevano già scoperto. In effetti, sono stati allertato inizialmente da una dichiarazione del Prof. Palù, riportata proprio nell’articolo de La Verità che ha parlato anche di me e della nostra denuncia contro i tamponi:
Se si usa un kit di tamponi che amplifica un solo gene, come si fa oggi per velocizzare, si amplifica la sensibilità con il rischio di falsi positivi.

Quando ho letto questa frase mi si è acceso un campanello di allarme.
Ma è solo quando mi è capitato per mano un certificato di un tampone Covid, che ho capito. Questo è il certificato:

Come vedete, il test ha cercato 3 geni, il gene E, il gene RdRp e il gene N. Si tratta di 3 geni che sarebbero tutti e 3 caratterizzanti il SARS-Cov 2. Dunque, se il virus fosse presente, dovrebbero essere trovati tutti e 3, perché se il virus è integro, l’unico caso in cui può avere un ruolo patogeno e infettare, è chiaro che il test deve trovare tutti e 3 i geni che lo compongono. Se ne trova solo uno, o è un test negativo, oppure deve ammettere che del virus ce n’è solo un pezzo.

E in effetti, all’inizio era così: eri positivo solo se il test rilevava tiutti e tre i geni. Ma, come spiega lo stesso certificato, tutto è cambiato nell’Aprile scorso:
dal 02/04/2020, in accordo con il centro coordinatire regionale, la rilevazione anche di un singolo gene target di SARS-Cov2 viene interpretata come esame POSITIVO”.

Quindi, se si fosse mantenuto l’approccio originario, quasi sicuramente la massa di positivi asintomatici che abbiamo oggi non ci sarebbe stata. Invece, con questo cambio in corso d’opera, improvvisamente basta rilevare un solo gene dei 3, per essere dichiarati positivi !

E come ho spiegato nel mio documento sui tamponi, la necessità di rilevare tuti e tre i geni diventa evidente quando si guarda alla scarsa specificità di ciascun gene. Sotto vediamo le sequenze geniche della equipe tedesca di Drosten, colui che ha fatto il test-tampone dichiaratamente solo al computer, senza avere nessun virus fisico a disposizione.
Si tratta comunque di un test-tampone tra i più diffusi in Europa:

Come si vede, il tampone di Drosten utilizza tutti e 3 i geni: E, N e RdRP. Ma se confrontiamo la sequenza genica del SARS-Cov 2 con quella del SARS-Cov originario (al penultimo posto nella lista), vediamo che:

– il gene E del SARS-Cov 2 è identico al 100% a quello del SARS-Cov1, e probabilmente a quello di tutti i SARS coronavirus (nella penultima riga non ci sono variazioni di lettere);

– Il gene N ha una sola variazione, una C invece di una T, al 15° posto della sequenza del Reverse primer. Questa è una variazione di appena 1/64esimo, ovvero di appena l’1.5%. Le possibilità di confusione e cross-reattività (rilevare un SARS virus diverso dal SARS-Cov2) è molto elevata.

– Il gene RdRP è l’unico che ha 5 variazioni su 64, di nuovo non una grande differenza, anche se meglio degli altri due.

Quindi, in base alla nuova diposizione secondo cui un solo gene è sufficiente, se il gene che si rileva è il gene E, il test non dovrebbe avere nessun valore, dato che si tatta di un gene aspecifico, ovvero proprio di tutti i coronavirus; e invece, oggi, se ti rilevano il gene E, sei positivo, con tutte le conseguenze del caso.

Se, come in questo caso, ti trovano solo il gene N, il rischio di cross-reattività, cioè che il test reagisca ad altri virus o particlle virali, è molto alto, dato che il gene N ha solo un nucleotide di differenza su 64, quindi basta un niente (specie se si considera che si insiste sempre sulla mutevolezza del virus), per “beccare” un virus diverso , magari del tutto innocuo (da cui l’asintomaticità). Quindi, anche qui, col solo gene N, si è quasi certi di risultare positivi a qualsiasi particella simil-virale, come spiegano alcuni ricercatori che hanno valutato la cross-reattività dei test tampone:
“…abbiamo trovato che solo uno di loro (il gene RdRP-SARSr-P2) è quasi specifico per il nuovo coronavirus, mentre le altre “sonde” (sequenze geniche) rilevano anche altri tipi di coronavirus. Sotto questo aspetto, i risultati con falsi positivi possono ampliarsi in rapporto al Covid-19”.
(Kakhki RK et al, COVID-19 target: A specific target for novel
coronavirus detection, Gene Reports 20 (2020) 100740).

Quindi, per concludere, anche se ritengo che non ci sia nessun virus patogeno, è chiaro che, ponendosi dal punto di vista di chi crede a questo super-patogeno SARS-Cov2, data la sua “forza” patogenica, non dovrebbe essere difficile trovare tutti e 3 i geni indicati come costitutivi del virus. E allora, perché si è deciso che per la positività è sufficiente trovarne 1 solo? Palù, diplomatico, afferma che è stato per velocizzare le cose; io, che come Andreotti ritengo che a pensar male si può far peccato ma spesso ci si prende, penso che abbiano fatto questa decisiva modifica perché quando hanno visto che i morti causati dalle terapie sbagliate di Marzo stavano iniziando a scemare, e c’era bisogno di tenere altro il livello di guardia coi positivi, per quanto asintomatici, hanno stabilito una procedura che garantisse di trovare quanti più positivi possibile, per quanto asintomatici, che è quello che è successo e sta continuando a succedere.

Ora, io faccio appello a tutti coloro che, in buona fede, credono al virus super-patogeno: OK, ma non si dovrebbe far sì che tale virus venga rilevato in modo corretto, e senza trucchi?

E a questo proposito, si guardi l’altra affermazione contenuta nel certificato Covid:
Rilevata positività con valori di CT > 35. Si ricorda che tale condizione, in più del 95% dei casi, non è associata a presenza di infettività.”

Questo significa che l’unico gene rilevato, come se non bastasse la sua aspecificità e cross-reattività, è stati rilevato con un numero di cicli di PCR superiore a 35, il che, a detta di tutti gli esperti seri di PCR, genera risultati non affidabili, e generalmente “spazzatura”.

Almeno, in questo laboratorio, hanno scritto che il positivo in questione non è infettivo; ma pensate che ciò venga riportate nelle terroristiche statistiche nazionali ?
By Dr. Stefano Scoglio

A fronte di un articolo pubblicato sul web, che tentava di sconfessare l’articolo del dr. Scoglio, egli ha cosi risposto:

Come ormai tutti sanno, la mia nota “La Ciliegina truffaldina sulla Torta avvelenata dei tamponi” è stata censurata da Facebook, che rimanda ad un articolo di Facta.news, cacciatori di falso o falsologi, che dimostrerebbero che le mie tesi sono sbagliate.
Dato che esistono ancora spazi di dibattito aperto, ho deciso di pubblicare qui la mia puntuale replica a questi falsologi, che partono subito stravolgendo la mia posizione:
“…I primer del test per il coronavirus Sars-CoV-2 non sarebbero abbastanza specifici, perché la loro sequenza, a detta di Scoglio, non è stata ben progettata. Sarebbe, a suo dire, identica sì a quella di Sars- CoV-2, ma anche a quella di altri coronavirus…”

Questa è una prima bugia: da nessuna parte io dico che i tamponi utilizzano delle sequenze geniche identiche al SARS-Cov2.
Come vedremo, per me i tamponi non rilevano un bel nulla, se non positività del tutto casuali. Falsificando così la mia posizione, questi falsologi, verificatori di fatti immaginari, sperano di poter evitare le mie vere e sostanziali critiche, ad esempio quelle relative al numero di cicli di PCR, che è ancora più devastante per la credibilità dei tamponi.

Ma andiamo oltre. La loro descrizione della PCR come fotocopiatrice è carina, ma parte dal presupposto che ci sia un foglio scritto da copiare; mentre qui il problema è che ci sono 30 miliardi di fogli (acidi nucleici) e tu devi scegliere in questo mare di fogli quello giusto da fotocopiare, senza sapere come è fatto perché è uno scritto nuovo che nessuno conosce.
Ovviamente questo, che è il problema di fondo dell’uso diagnostico della PCR, viene accuratamente evitato da questi fact checkers riduzionisti.
Scrive Facta, dopo aver spiegato che la PCR è un processo di replicazione del DNA:
I più pignoli potrebbero notare che i coronavirus hanno un genoma a Rna, un tipo di acido nucleico leggermente diverso dal Dna.”

Già, solo i più pignoli, perché invece i leccaculo del sistema accettano supinamente l’idea che va bene così, perché in fondo lo RNA è solo “leggermente diverso” dal DNA. Si, il DNA ha due filamenti, lo RNA ne ha uno solo: una “leggera” differenza del 50%! Sarebbe come a dire che io e il mio gatto siamo solo leggermente diversi, perché lui è un quadrupede, ma in fondo io sono solo un bipede, una leggerissima differenza !
I falsologi supini devono sorvolare alla svelta il problema, perché il passaggio dallo RNA al DNA che si compie nella RT-PCR, che è al centro del funzionamento dei tamponi, è uno dei punti più critici di tutto il sistema. I riduzionisti supini descrivono invece la cosa come la più semplice del mondo:

Come facciamo però a essere sicuri di “fotocopiare” (amplificare) solo la molecola che ci interessa, con tutte le molecole di Dna e Rna che si trovano in un campione biologico umano ?
Per funzionare, la PCR ha bisogno di due piccoli pezzettini di Dna, chiamati primer, che legano l’inizio e la fine della sequenza di Dna che ci interessa – un pò come la frase iniziale e finale di un paragrafo di un libro. Questi primer vengono appositamente progettati in laboratorio per legare solo la sequenza desiderata.

Anche i falsologi ogni tanto, come un orologio rotto che due volte al giorno mostra l’ora giusta, dicono la verità.
E così riconoscono che il campione biologico testato contiene un gran numero di molecole di DNA e RNA. Il numero approssimativo l’ho dato io: in 150 microlitri di campione biologico umano ci sono circa 30 miliardi di acidi nucleici, ovvero di unità di RNA e DNA. Come ho dimostrato in un altro mio scritto (che ovviamente i supinologi si sono ben guardati dall’andare a verificare), fino ad oltre il 90% di questi acidi nucleici sono di origine umana1, DNA e RNA di particelle endogene come le EVs (vescicole extra-cellulari) e gli esosomi, che guarda caso, secondo ricercatori che cito nello stesso documento, sono “indistinguibili dai virus”:
Negli ultimi decenni, la similarità tra EVs e particelle virali è diventata progressivamente evidente. Virus e EVs condividono diversi aspetti, come la dimensione, la composizione strutturale e biochimica, e il trasporto di molecole bioattive dentro le cellule…Oggigiorno, è una missione quasi impossibile separare EVs e virus attraverso i metodi canonici di isolamento delle vescicole…al momento, un metodo affidabile che possa garantire effettivamente la separazione completa non esiste.”2

Ma per i falsologi questo non è un problema, basta avere un culo infinito: si gettano due primers, due sequenze geniche casuali, nel mare degli acidi nucleici, e voilà, il SARS-Cov 2 viene magicamente pescato, senza nessun rischio che, essendo tale virus indistinguibile dagli acidi nucleici umani, si possa pescare invece casualmente una vescicola extra-cellulare o un’esosoma. Che tale confusione sia possibile, lo confermano però, con un lapsus freudiano, gli stessi falsologi, che prima ci dicono che il virus è a RNA ma, quando ci descrivono la procedura dei primers, affermano che tali primers legano “l’inizio e la fine della sequenza di Dna che ci interessa”: quindi in realtà non vanno a cercare il virus ma i ben più facili da trovare nucleotidi di DNA, che sono di origine umana e sono presenti nel campione biologico in grande maggioranza! O forse sono solo dei somari…

I falsologi di Facta semplicemente bypassano il problema. Non dimostrano come sia possibile che due primers di 18-24 nucleotidi possano legare esattamente la micro-frazione cercata in un mare di trillioni (miliardi di miliardi) di nucleotidi appartenenti a nano-organismi sostanzialmente indistinguibili tra di loro. Semplicemente affermano che lo fanno perché i primers non possono fallire, essendo stati “appositamente progettati in laboratorio per legare solo la sequenza desiderata”. Cioè: è così perché è così ! E veniamo al loro trattamento della mia posizione:

“La nota pubblicata da Stefano Scoglio attacca proprio quest’ultimo punto. I primer del test per il coronavirus Sars-CoV-2 non sarebbero abbastanza specifici, perché la loro sequenza, a detta di Scoglio, non è stata ben progettata. Sarebbe, a suo dire, identica sì a quella di Sars-CoV-2, ma anche a quella di altri coronavirus. Se così fosse il tampone potrebbe identificare come «positivo» al Sars-CoV-2 una persona in realtà affetta da un altro coronavirus.”

Come ho già accennato sopra, i falsologi devono ricorrere alla menzogna. Io non ho mai detto che la “sequenza sarebbe identica a quella del SARS-Cov2, ma anche a quelli di altri coronavirus”. Se avessi detto ciò avrei contraddetto la mia posizione generale sul virus mai isolato: se il virus non è mai stato isolato, è evidente che le sequenze geniche (primers) che lo dovrebbero identificare sono del tutto casuali. E’ per questo che ho chiarito che i tamponi sono fallaci al 100%, sono senza alcun significato, senza alcuna relazione con un presunto virus reale. Il mio ragionamento puntava a mostrare le contraddizioni del sistema PCR, quindi la mia posizione può essere riassunta così: i tamponi sono fallaci al 100%, perché non contengono nessun SARS-Cov2 o SARS-Cov1, anche perché a tutt’oggi il virus, non essendo stato isolato, non esiste; ma se anche accettassimo, in via puramente ipotetica, che essi contengono geni riferibili al SARS-Cov2, come rivendicano i virologi mainstream, in realtà la mancanza di specificità e la conseguente cross-reattività di tali geni fa sì che essi non potrebbero comunque rilevare la presenza del SARS-Cov2.

Una volta entrati in questo ambito immaginario, una fantasia dove si accetta che esista il SARS-Cov2 e i suoi geni, i falsologi riconoscono che tra le sequenze geniche dei diversi coronavirus utilizzate da Drosten “a prima vista le differenze sono pochissime o nulle”, riconoscendo così la non specificità dei geni attribuiti al SARS-Cov2.
Come si può vedere dalla tabella di Drosten, le sequenze dei virus successivi al primo, quello di Wuhan, sono nella maggior parte dei casi identiche al 100% a quello:

Continuano i falsologi:
Inoltre, come nota Scoglio, all’inizio i tamponi cercavano di amplificare tre geni diversi del coronavirus Sars-CoV-2, e davano risultato positivo solo se li trovavano tutti e tre. Dalla circolare ministeriale del 19 marzo 2020, in «aree con diffusa trasmissione Covid-19 è considerata sufficiente quale diagnosi di laboratorio la positività al test RT-PCR rilevata su un singolo gene target di SARS-CoV-2”.

Quindi ammettono che c’è stato un cambio in corsa, e già questo dovrebbe essere spiegato: se prima occorreva l’identificazione di 3 geni, perché improvvisamente non è più necessario ? Se non è necessario ora, non sarebbe dovuto essere necessario neppure prima.

Ma si noti la spiegazione data dalla Circolare Ministeriale, datata 19 Marzo, per cui l’utilizzo di un solo gene è autorizzata solo “in aree con diffusa trasmissione Covid-19”.
Il ragionamento che ci sta dietro è assurdo: nelle aree ad alta presenza della malattia, il virus dovrebbe circolare molto di più, e quindi dovrebbe essere molto più facile rilevarlo con tutti e 3 i geni !
Quindi il Ministero ha preso una decisione contraria alla logica e al buon senso, una delle tante di quel periodo. Tuttavia, dato che la riduzione dei geni da rilevare è stata giustificata in riferimento solo alle zone ad alta diffusione del Covid-19, come mai, una volta che la diffusione del Covid è radicalmente diminuita a partire dal mese di Maggio, non hanno restaurato il criterio del necessario rilevamento di tutti e 3 i geni per dichiarare la positività ? Forse perché era necessario gonfiare i numeri dei positivi asintomatici ?

Ancora:
A differenza di quanto sostiene Scoglio, però, sappiamo che i test PCR per il tampone sono estremamente specifici proprio per Sars-CoV-2. Chi progetta i tamponi infatti sa bene che bisogna evitare le cosiddette reazioni incrociate con altri virus che rischiano di falsare il risultato, e quindi tutti i test commerciali vengono testati proprio con campioni di altri virus per accertarsi che non ci siano falsi risultati positivi. Grazie a questi controlli sappiamo che i tamponi per Sars-CoV-2 non danno nessuna positività quando testati con altri virus, inclusi gli altri coronavirus umani.”

Qui il profondo ragionamento dei falsologi può essere riassunto così: Scoglio dice che i tamponi sono fatti male, noi però sappiamo che non è vero. Fine della discussione, nessuna spiegazione. Ancora: è così perché è così !
La profondità di questi falsologi ricorda quella di certi giudici italiani che emettono sentenze senza motivazione.

Poi, per darsi un tono scientifico inaccessibile alle masse, portano a loro supporto i riferimenti bibliografici di 3 studi che proverebbero che i tamponi sono molto specifici. Probabilmente fanno conto sul fatto che nessuno dei lettori si prenderà la briga di andare a verificare quegli studi, e dunque non rischiano brutte figure. Ma io sono andato a verificare:
Il primo è uno studio olandese, in cui si sono valutati 7 tipi di tampone.
Si tratta di uno studio i cui stessi autori, riconoscendo i limiti del loro studio, affermano: “consigliamo ai laboratori diagnostici sul campo di condurre ulteriori e più estensive validazioni cliniche interne…”.
Questo sarebbe lo studio definitivo che prova la specificità dei tamponi ! Senza entrare nei dettagli tecnici di questi studio minore basti dire che gli autori hanno comunque trovato una elevata cross-reattività con il gene E dal SARS-Cov1, ovvero i tamponi testati possono risultare positivi anche se trovano un gene, il gene E, che non è specifico per il SASRS-Cov2. E il gene E è parte integrante delle sequenze geniche di molti dei test tampone circolanti, incluso quello usato per il certificato allegato alla mia nota, dove si dichiara che anche solo il rilevamento di un solo gene, tra cui il gene E, è sufficiente per essere dichiarati positivi. Quindi questo studio è semmai la prova che la maggior parte dei tamponi circolanti generano elevati livelli di falsi positivi ! Essendo questo l’unico studio di valutazione di tamponi circolanti, questo ne ha testati solo 7 sugli oltre 100 in circolazione, di cui la stessa Commissione EU ha ammesso di non conoscere neppure le sequenze che li compongono !

Il secondo studio citato è quello dell’Istituto Pasteur che auto-valida il suo kit, proprio come l’oste che dichiara che il suo vino è il migliore. Ed è addirittura lo studio in cui la tabella contenente i primers utilizzati include la sequenza genica del cromosoma 8umano, come ho sottolineato in un altro mio intervento.
Praticamente questo test è cross-reattivo con il genoma umano ! Forse è per quello che i falsologi hanno detto, con lapsus freudiano, che i primers vanno a cercare DNA, invece che RNA virale !

Il terzo studio è del tutto inutile, essendo riferito ad un test-tampone sviluppato in laboratorio a scopo di ricerca e non commercializzato.

Tutto questo dimostra che i fact checkers neppure controllano i fatti, come farebbe pensare il loro pomposo e autoreferenziale appellativo. Se controllassero i fatti, avrebbero dovuto portarci la dimostrazione di specificità degli oltre 100 tamponi commerciali che circolano oggi in Europa.
Invece le sole dimostrazioni che portano sono: la validazione di un test fatto a scopo di ricerca e non circolante; l’autovalidazione fatta dall’Istituto Pasteur, talmente poco specifico da contenere addirittura la sequenza genica del DNA umano; uno studio su 7 test-tampone commerciali, che però conclude che almeno uno dei 3 geni normalmente utilizzati (sufficiente per dichiarare da solo la positività), il gene E, non è specifico e appartiene anche ad altri corona virus!

Viene da chiedersi se questi ragazzotti di Facta siano solo degli incompetenti, o se invece siano anche loro vittime del sistema, essendo costretti a cercare di argomentare la loro posizione senza prove, o con prove che di fatto dimostrano il contrario di quello che affermano !

E veniamo da ultimo al loro appello al noto (?) ricercatore Gerdol, mai sentito nominare. Anche costui deve appartenere alla categoria degli scienziati supini, dovendosi arrampicare sugli specchi per cercare di negare la verità. Questo sarebbe il suo argomento:
“…in realtà Scoglio non si accorge che le sequenze genetiche presentate in quell’immagine identificano solo i cosiddetti sarbecovirus, sottocategoria dei coronavirus a cui appartengono alcuni virus dei pipistrelli, il virus Sars- CoV-2 e il virus Sars-CoV-1. Quest’ultimo era il virus causa della Sars, ma non è più in circolazione dal maggio 2004… certamente non c’è nessuna possibilità che il test risulti positivo a causa dei coronavirus umani OC43, HKU1, NL63 o 229E.”

Ora, se questa critica fosse corretta, dovrebbero farla non a me, ma al loro idolo Drosten, che nello studio in cui presenta la tabella-immagine a cui si riferisce il Gerdol (e riportata sopra), spiega che il “SARS-CoV 1 ceppo Frankfurt può essere usato come positive control per tutti e tre i saggi di RT-PCR.” Quindi Drosten non ritiene che il SARS-Cov 1 sia scomparso, o altrimenti non lo avrebbe scelto come virus di controllo. In effetti, sulla base della teoria virale, i virus non scompaiono nel nulla, semplicemente vengono “domati” dal nostri sistemi immunitari e non fanno più danni, ma continuano a circolare nei nostri organismi; e se un tampone non distingue tra SARS-Cov2 e SARS-Cov1, probabilmente già presente nella maggior parte della popolazione dal 2004, quel tampone genererà molti falsi positivi. Ed è così, perché come si vede dalla tabella, la sequenza genica del SARS-Cov1 è identica, almeno per i geni E ed N, a quella del SARS-Cov 2, e quindi i tamponi che cercano i geni E ed N, la stragrande maggioranza, generano costanti cross-reattività, producendo dunque elevate percentuali di falsi positivi.

Questo è stato provato anche dallo studio, questo si indipendente e citato nella mia nota, che riporta come i test basati sui geni E ed N, generano:
“…una elevata cross-reattività con i Coronavirus BtRs-BetaCoV (MK211374- MK211378), SARS coronavirus Urbani (MK062179- MK062184), Bat coronavirus (KY770858-KY770859), SARS coronavirus (AH013708-AH013709, e con altri.”3
Per Gerdol “non c’è nessuna possibilità che il test risulti positivo a causa dei coronavirus umani OC43, HKU1, NL63 o 229E».

Assodato che i tamponi possono comunque dare falsi positivi a causa di geni appartenenti anche ad altri coronavirus come il SARS-Cov1 o al SARS-Coronavirus Urbani, dove sono le prove che nei tamponi, in tutti gli oltre 100 tamponi, il SARS-Cov2 non si possa confondere con questi 4 coronavirus umani? L’unico studio che afferma ciò, quello olandese citato sopra, analizza solo 7 di questi oltre 100 tamponi, e avverte che le sue conclusioni non sono definitive; oltre ad affermare che comunque anche in quei miseri 7 tamponi il gene E del Sars-Cov1 può generare falsi positivi. Tutta qui la prova di affidabilità dei tamponi di questi fact checkers? Insomma, anche qui, i falsologi possono solo fare affermazioni apodittiche e non provate: è così perché è così !

Ma questo modo di procedere non è degno della vera scienza. Essendo probabilmente questi fact checkers degli studenti alle prime armi, fossi io il loro professore, non mi limiterei a bocciarli, ma li convincerei a scegliere un’altra strada. Non è questione di intelligenza (anche se anche in quella non mi sembrano brillare), ma di carattere: chi manca di amore della verità e di onestà intellettuale, chi falsifica per imporre le tesi dominanti puntando sul potere politico-economico che le sostiene, non dovrebbe essere ammesso al sacro consesso della scienza.

1 Calistri A., Palù G., Unbiased Next-Generation Sequencing and New Pathogen Discovery: Undeniable Advantages and Still-Existing Drawbacks, Clinical Infectious Diseases® 2015;60(6):889–91.

2  Giannessi F et al., The Role of Extracellular Vesicles as Allies of HIV, HCV and SARS Viruses, Viruses 2020, 12, 571; pp. 572-4.

3  Kakhki RK et al, COVID-19 target: A specific target for novel coronavirus detection, Gene Reports 20 (2020) 100740.

By Dr. Stefano Scoglio

Riassunto:
– IL REGIME DEL TERRORE, ECCO COME GONFIANO IL NUMERO DEI POSITIVI – By dr. Stefano Scoglio – 11/11/2020
Link all’intervista integrale:
https://www.davvero.tv/videos/ecco-come-gonfiano-il-numero-dei-positivi

I tamponi sono inaffidabili al 100%, perché il virus non è mai stato isolato”, è la tesi sostenuta, sulla base di prove scientifiche, dal dottore Scoglio in una precedente intervista su Byoblu che ha ricevuto più di 315 mila visualizzazioni e che continua a essere condivisa e a circolare sul web.
A distanza di un mese circa, Stefano Scoglio torna su Byoblu per spiegare una sua nuova ricerca sui tamponi nasofaringei.
Esistono oltre cento tipologie di tamponi, nessuna delle quali verificata e validata e di cui nel 99% dei casi non si sa quale sequenza genica ci sia dentro”.
Uno dei tamponi maggiormente utilizzati è basato unicamente sulla sequenza computerizzata inviata dai laboratori cinesi, lo hanno ammesso in uno studio i ricercatori dell’équipe tedesca di Drosten”, ha detto il dottore Scoglio.
Anche volendo ammettere che il virus sia stato isolato, “il sistema comunque non funziona ed è creato in modo tale da far aumentare il numero dei positivi”, sostiene Scoglio.
Fino allo scorso aprile, i tamponi cercavano tutti i geni (cioè il gene E, il gene N, e il gene RdRp2), questo sistema era un argine a una crescita smisurata del numero dei positivi.
Un soggetto esaminato era infatti considerato positivo solo se il test rilevava tutti e tre i geni.
Del resto, osserva Scoglio, “se il virus fosse davvero presente nell’organismo umano, dovrebbero essere trovati tutti e tre i geni”. Solo in questo caso il virus potrebbe ritenersi integro e capace di infettare.
Dal 2 aprile scorso, a seguito di una circolare del Ministero della Salute, la rilevazione anche di un singolo gene target di SARS-Cov2 viene interpretata come esame positivo.
Se si fosse mantenuto l’approccio originario, quasi sicuramente la massa di positivi asintomatici che abbiamo oggi non ci sarebbe stata”.
La giustificazione addotta dal Ministero è che nelle zone rosse, cioè nelle aree di massima circolazione del virus, non c’è più bisogno di trovare tutti e tre i geni, ne basta uno solo.
Da un punto di vista scientifico, è una follia”, osserva Scoglio,
perché nelle zone di massima circolazione dovrebbe semmai essere più facile trovarli tutti e tre i geni”.
A tutto ciò si aggiunge il problema legato ai cicli di PCR.
I maggiori esperti al mondo sostengono che il massimo di cicli che dovrebbero effettuarsi per avere un risultato significativo è di venti/trenta. 
L’Istituto superiore di sanità di Francoforte ha stabilito che qualsiasi tampone che utilizzi più di 25 cicli di PCR è nullo e non deve considerarsi”.
 “In Italia, invece, secondo documenti dei laboratori di analisi in mio possesso”, rivela Scoglio, “fanno oltre 32 cicli di PCR e in alcuni casi anche 50”.
In questo caso “il risultato è spazzatura e non dovrebbe avere alcun significato scientifico”.
Oltre i 30 cicli i risultati dovrebbero essere automaticamente negativi.
Se si mettesse la regola di buon senso per cui oltre i 30, massimo 35 cicli di PCR, i risultati sono negativi, come sostenuto anche dal professore Massimo Clementi, primario di microbiologia del San Raffaele di Milano, la pandemia sarebbe finita domani”.
Gli autonominati controllori di fatti di Facta news si sono scagliati contro le osservazioni scientifiche del dottore Scoglio, etichettandole come “ipotesi complottiste”.
A loro, che sposano sempre le tesi dominanti del pensiero unico, Stefano Scoglio ha risposto con una dettagliata nota pubblicata anche sulla sua pagina facebook:
–FACT CHECKERS O FALSOLOGI ?  LA MIA REPLICA AI SOLDATINI DEL DITTATORE

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Abbiamo provato a leggere il bugiardino di un tampone: è tutto normale ? NO ! – Agosto 2020

Sono molte le polemiche sul test diagnostico che rileva la positività al SARS-CoV-2. Abbiamo provato a cercare qualche risposta nel bugiardino di un tampone.
L’infettivologo del Policlinico San Martino di Genova ha dichiarato: “Consideriamo, per quanto riguarda i campioni, fino al 30% può essere un falso negativo, se poi ci mettiamo gli errori umani ecco che il tampone può essere un falso negativo fino al 50% dei casi“.

Il dottor Scoglio cita un documento della Commissione Europea che informerebbe che in Europa vengono eseguiti 78 tipi di tamponi e 110 tipi di test sierologici tutti non valutati, non verificati e non autorizzati.
E quindi sostiene che il tampone sia pressoché inutile perché il virus non è mai stato veramente isolato per intero, infatti lo dicono non solo i Cinesi ma anche i CDC americani, nei fatti hanno isolato qualche gene, ma non il virus intero….e siccome di virus/esosomi che ne creiamo a Trilioni al giorno, come fanno a sapere che quello è veramente il virus e che “sarebbe” l’agente di ammalamento, che cioè sarebbe “infettivo” e per di più, non è vero che i virus girano/volano nell’aria…., anche perché questo materiale genetico = virus/esozomi, a contatto dell’ossigeno si ossida ed i raggi solari lo disintegrano !, quindi a cosa servono ad esempio le mascherine….solo a generare PAURA nella popolazione ignorante, medici compresi…… ed a imporre i lockdown per impoverire le nazioni e comperare i loro “gioielli” a costi minimi…..ed a ricattarle)

Abbiamo provato a leggere il foglietto illustrativo –buguiardino – di un tampone, precisamente l’Xpert Xpress SARS-CoV-2.

Cosa ci dice ?

1 – In Uso previsto è indicato che “I risultati positivi sono indicativi della presenza di RNA del SARS-CoV-2”. Quindi il tampone non indicherebbe la presenza del virus ma quella dell’RNA del virus. Considerando che nel nostro corpo vivono stabilmente migliaia di miliardi di virus (fonte) sorge un dubbio: se l’RNA è una catena di nucleotidi, possiamo essere sicuri che la presenza di una catena di nucleotidi uguale a quella del SARS-CoV-2 sia la prova della presenza del virus ?
2 – Subito dopo è indicato che, nonostante la positività, “per determinare lo stato di paziente infetto è necessaria la correlazione clinica con l’anamnesi e con altri dati diagnostici del paziente stesso”.
Quindi significa che la sola positività del tampone non sia sufficiente a determinare la malattia.
Dunque ci pare di capire che, seguendo queste indicazioni, i cosiddetti asintomatici, cioè sani, non dovrebbero essere considerati “pazienti infetti”.
3 – Altri dati sul bugiardino: “I risultati positivi non escludono la presenza di infezioni batteriche o di infezioni concomitanti da altri virus. L’agente rilevato potrebbe NON essere la causa concreta della malattia”.
Cioè significa, che una persona abbia sintomi influenzali, faccia il tampone e risulti positivo. Ma in realtà la causa della malattia potrebbe non essere il SARS-CoV-2 od altri supposti virus. E quindi che senso ha fare il tampone ?

Nella parte “Limitazioni” del bugiardino del tampone viene ripetuto che:
Questo test non è in grado di escludere malattie causate da altri agenti patogeni batterici o virali”.
Quindi il rischio è minimo ma non è esclusa la contaminazione.

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Ecco cosa cita il foglietto illustrativo del tampone o bugiardino a voi le conclusioni:
By Ennio de Bartolomei Medico Oncologo.

Nome registrato
Xpert Xpress SARS-CoV-2
2 Nome comune o usuale:
Xpert Xpress SARS-CoV-2
3 Uso previsto:
Xpert Xpress SARS-CoV-2 è un test di reazione a catena della polimerasi in tempo reale (RT-PCR) previsto per il rilevamento qualitativo degli acidi nucleici del SARS-CoV-2 in campioni di analisi da tampone nasofaringeo, tampone nasale o lavaggio/aspirato nasale prelevati da soggetti con sospetta infezione da COVID-19.

I risultati servono per l’identificazione dell’RNA del SARS-CoV-2. I risultati positivi sono indicativi della presenza di RNA del SARS-CoV-2; ciò nonostante, per determinare lo stato di paziente infetto è necessaria la correlazione clinica con l’anamnesi e con altri dati diagnostici del paziente stesso. I risultati positivi non escludono la presenza di infezioni batteriche o di infezioni concomitanti da altri virus. L’agente rilevato potrebbe non essere la causa concreta della malattia.

I risultati negativi non escludono un’eventuale infezione da SARS-CoV-2 e non devono essere usati come unica base per il trattamento o per altre decisioni riguardanti la gestione dei pazienti. I risultati negativi devono essere accompagnati da osservazioni cliniche, anamnesi del paziente e informazioni epidemiologiche.

Il test Xpert Xpress SARS-CoV-2 deve essere svolto da operatori opportunamente addestrati, in ambiente di laboratorio o presso il paziente”.
1) da eseguire su pazienti sospetti
2) i risultati positivi sono “ INDICATIVI”
3) va fatta una correlazione clinica, ma se il 70% o più sono asintomatici ???
4) altri dati diagnostici ?
Quali ogni volta che lo dico mi dicono tampone golden standard (secondo la società produttrice non lo è) altri esami costosi ?
5) la positività non esclude che possa essere attribuita ad altri agenti e non al sars cov2
6) i risultati negativi (falsi positivi) ecc., ecc. !!
Quindi se questo è il Golden Standard…….

NdR: siamo nella campo delle ipotesi per di più basate sulla falsa teoria che i virus sono materiale infettivo…., cosa assolutamente falsa, vedi: Cosa sono i virus ?
Parla l’inventore della tecnica tamponi/rT-PCR Karl Mullis:
“SE SI VUOLE SI TROVA QUALSIASI VIRUS IN CHIUNQUE”…..

 

Bertolaso smaschera business dei positivi negli Ospedali italiani:
2.000 € al giorno a ricoverato Covid” – 26 Ottobre 2020 – By Denise Baldi

In un’intervista a Libero Bertolaso ha affermato che gli ospedali non si privano dei malati Covid per l’indennizzo dato per i ricoveri.
L’ex capo della Protezione Civile è stato largamente criticato qualche tempo fa per la costruzione dell’Ospedale Covid in Fiera a Milano.
Durante un’intervista rilasciata al quotidiano Libero ha parlato di un tema che è rimasto un pò in sordina ma che potrebbe cambiare alcune prospettive.
Per l’ex capo della Protezione Civile uno dei problemi è la gestione di questa situazione da parte degli ospedali italiani: “Dovrebbero alleggerire i reparti Covid“. Ma ha spiegato perché questo non avviene: il motivo è strettamente economico.

Bertolaso sulla distribuzione dei pazienti Covid:
Il Diagnosis related groups (Dgr) è un sistema che classifica e quantifica la retribuzione che spetta agli ospedali per ogni ricovero. Per la Covid riconosce 2.000 euro al giorno a paziente.
Un ospedale con 100 malati di Covid in reparto riceve dalla propria Regione, e quindi dallo Stato, 200.000 euro quotidiani“.
Bertolaso si è chiesto: “Come si può pensare che spontaneamente i vari ospedali si privino di malati di Covid per mandarli altrove ?

Altro dato che contribuisce a creare confusione è la spesa regionale per contagiato. L’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) ha pubblicato un rapporto con queste cifre.


La Campania, con i suoi 76mila euro per contagiato, rappresentava sicuramente il dato più anomalo.

Dopo troviamo la Toscana con circa 40mila euro per contagiato mentre la Lombardia, che ha avuto il maggior numero di contagi, conta una spesa di 5mila euro per contagiato.

Nel rapporto cercano di giustificare questa discrepanza con “l’alta incidenza di accordi quadro sulla spesa complessiva regionale, pari al 90,4% per la Toscana e al 73,2% per la Campania”».
Non è però stato riportato alcun chiarimento tanto che Cirielli Edmondo di Fratelli d’Italia ha aperto un’interrogazione parlamentare.

Si tratta di dati incredibili che pongono legittimi dubbi sull’efficienza, la regolarità della gestione e la trasparenza dell’amministrazione De Luca, già protagonista di svariate inchieste giudiziarie sull’emergenza Covid“.
video di Bertolaso: YouTube

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ATTENZIONE:
Se si nota anche tutte le misure “precauzionali” emesse per entrare nei supermarket oppure per praticare gli sport in regime di asserito presunto contagio da virus Covid, mirano a far utilizzare il più possibile anche il gel igienizzante cioè quello alcolico, che creano dei residui di alcool in gola e nel naso perché inavvertitamente il soggetto si porta le mani alla bocca o al naso determinando due deleteri effetti, che vengono a flasare i risultati del tampone se viene sottoposto a quella infausta tecnica NON diagnostica:

1) l’alcool impregna il tampone in nylon determinando la positività del soggetto al presunto Covid

2) l’alcool corrode la mucosa della gola, richiamando dall’ intestino il verme Ankilostoma perche è richiamato dalle parti dove si è verificato una corrosione, perché nell’ambiente umido della degenerazione cellulare la larva vive meglio.
Il verme Ankilostoma ha inoltre una testa che secerne una sostanza alcolica, per rovinare il tessuto della mucosa ove esso ama sopravvivere, contribuendo anch’esso a determinare la positività al tampone dell’asserito Covid
Confermato da più parti che la positività al Covid è risultata soprattutto dopo aver fatto uso di alcool, che poi si impregna sul tampone in nylon, senza corroderlo essendo il nylon resistente all’alcool.

Se una persona che ha fatto uso di alcool, per esempio igienizzando locali con gel alcolico senza apposita mascherina protettiva per esso, oppure avesse bevuto un bicchiere di vino od alcool, risultato poi positivo al tampone in nylon, fosse subito riesaminato con tampone non in nylon, si noterebbe subito che il tampone ne verrebbe corroso, ma un virus, non corrode, il verme Ankilostoma si.

La truffa sui tamponi è quindi stata servita su un piatto d’oro e d’argento.

Pertanto Tutte le multe emesse sono nulle, per MANCANZA al momento del fermo, di ultra- microscopio con ultra-filtrazione, in grado di effettuare le rilevazioni immediate della presenza dell’asserito virus nell’aria e nel luogo della presunta multa, del pari il velox rileva l’infrazione commessa.
Si rende pertanto necessario e si chiede che questo Prefetto e questo Sindaco revochino o sospendano l’efficacia della multa, di cui al verbale pretestualmente communato, in quanto, per i motivi sopra addotti.

E per finire, anche l’OMS fa marcia indietro….

L’OMS avvisa gli operatori sanitari di prendere con le pinze i risultati degli esami con PCR, perché potrebbero essere dei falsi.
Insomma, a 11 mesi dall’inizio dell’epidemia e dell’uso dei test “a tappeto”, l’OMS ammette che le statistiche si fondano su dati sbagliati; i “contagi” ed i “focolai” sono (ed erano) il più delle volte fasulli, perché basati sull’uso sconsiderato di questa metodica nei test di massa.
NB I Dpcm (compreso l’ultimo) e la conseguente distruzione della nostra società sono basati su una impostazione errata, ora sconfessata dall’OMS stessa.
Insomma l’OMS conferma quel che dicevamo da febbraio-marzo. Speriamo che non ci metta un altro anno per ammettere quel che andiamo dicendo dall’inizio di aprile.
Ecco la traduzione dei passaggi più importanti dell’avviso dell’OMS (in maiuscolo le frasi clou):
“Data: 7 dicembre 2020
Identificatore dell’OMS: 2020/5, versione 1
Scopo di questo avviso: garantire che gli utenti di determinate tecnologie di test degli acidi nucleici (NAT) siano a conoscenza di alcuni aspetti delle istruzioni per l’uso (IFU) di tutti i prodotti.
Descrizione del problema: L’OMS ha ricevuto il feedback degli utenti su un rischio elevato di falsi risultati al SARS-CoV-2 durante l’analisi di campioni utilizzando reagenti RT-PCR su sistemi aperti.
Come con qualsiasi procedura diagnostica, i valori predittivi positivi e negativi per il prodotto in una data popolazione di test sono importanti da notare. Quando il tasso di positività per SARS-CoV-2 diminuisce, diminuisce anche il valore predittivo positivo. Ciò significa che la probabilità che una persona che ha un risultato positivo (SARS-CoV-2 rilevato) sia veramente infettata da SARS-CoV-2 diminuisce al diminuire del tasso di positività, indipendentemente dalla specificità del test. Pertanto, gli operatori sanitari sono incoraggiati a prendere in considerazione i risultati dei test insieme a segni e sintomi clinici, stato confermato di eventuali contatti, ecc.
Gli utenti di reagenti RT-PCR devono leggere attentamente le istruzioni per l’uso per determinare se è necessario regolare manualmente la soglia di positività della PCR per tenere conto di un eventuale rumore di fondo che possa portare ad interpretare come risultato positivo un elevato valore soglia del ciclo di amplificazione (Ct).
Il principio di progettazione della RT-PCR significa che per i pazienti con alti livelli di virus circolante (carica virale), saranno necessari relativamente pochi cicli per rilevare il virus e quindi il valore Ct sarà basso. Al contrario, quando i campioni restituiscono un valore Ct elevato, significa che sono stati necessari molti cicli per rilevare il virus. In alcune circostanze, la distinzione tra rumore di fondo e presenza effettiva del virus bersaglio è difficile da accertare. Pertanto, le IFU indicheranno come interpretare i campioni pari o prossimi al limite di positività della PCR. In alcuni casi, le IFU indicheranno che il cut-off deve essere regolato manualmente per garantire che i campioni con valori DI Ct (CICLI DI AMPLIFICAZIONE) elevati non vengano assegnati in modo errato AL SARS-CoV-2 a causa del rumore di fondo.
[…]
Consigli sulle azioni che devono essere intraprese dagli utenti:
[…]
4. Considerare qualsiasi risultato positivo (SARS-CoV-2 rilevato) o negativo (SARS-CoV-2 non rilevato) in combinazione con il tipo di campione, le osservazioni cliniche, l’anamnesi del paziente e le informazioni epidemiologiche.
[…]
Si prega di diffondere questo avviso a tutti coloro che devono esserne a conoscenza all’interno della propria organizzazione o a qualsiasi organizzazione in cui il prodotto potenzialmente interessato è stato distribuito e utilizzato.”

TUTTA questa FARSA mondiale è basata su questi FATTI:
CDC (US) – 6 Agosto 2021 – Prova scritta:
il CDC NON ha ISOLATO e PURIFICATO un campione di virus Sars-CoV-2 che causerebbe la sindrome COVID-19, che null’altro è una semplice influenza stagionale…..
https://bit.ly/3ivz9vc

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Esperto per la Vera scienza, conoscenza, filosofo della vita eterna, esperto in Medicine Naturali, Scienza della Nutrizione, Bioelettronica e Naturopatia. - Consulente di https://mednat.news/curriculum.htm + https://pattoverascienza.com - info@mednat.news - Curatore, Tutore, Notaio, Trustee del TRUST estero: VANOLI GIOVANNI PAOLO (G.P.) - Human Rights Defender ONU/A/RES/53/144 1999 - Difensore dei Diritti dei Batteri e Virus, cioè della Vita/Natura in genere

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