Sars-Cov2, Covid19, HIV e gli altri virus, chi li ha visti ? – 2

La proteina “spike” è un’operazione di DISTRAZIONE di MASSA…..

I preparati biologici o concentrati per dispersione iniettabile o pseudo vaccini a mRNA non possono fornire informazioni alla cellula e quindi permettergli così di produrre la fantomatica proteina spike.

Ogni cellula del corpo umano è in grado di effettuare dalle 30.000 alle 100.000 trasformazioni molecolari ogni secondo, nel momento in cui l’uomo stesso interagisce con l’UNIVERSO, con la materia, i minerali, i vegetali, gli animali ed i suoi simili.

Molte delle funzioni delle  cellule derivano direttamente dalle attività innescate dalle proteine di membrana; il movimento prodotto da questi “ingranaggi” favorisce funzioni fisiologiche che consentono la vita e la difesa dell’organismo.

La membrana cellulare rappresenta l’interfaccia tra i segnali ambientali e le proteine citoplasmatiche che generano i comportamenti cellulari necessari alla vita e alla difesa dell’organismo.

Inoltre, le proteine di membrana, comportandosi da “recettori effettori”, costituiscono le basi fisiche fondamentali della “intelligenza cerebrale della cellula”.

Fig.: La Cellula ed i Mitocondri

Le nanostrutture non sono certo le più piccole entità conosciute, ma sono (attualmente) la materia solida più piccola che si possa ottenere e manipolare. La scienza che studia i principi fondamentali di molecole e strutture con almeno una dimensione compresa nel range 1-100 nm è detta nanoscienza. Analogamente la nanotecnologia è un ramo della scienza applicata e della tecnologia che si occupa del controllo della materia su scala dimensionale inferiore al micrometro e della progettazione e realizzazione di dispositivi in tale scala. Il termine “nanotecnologia” indica genericamente la manipolazione della materia a livello atomico e molecolare, e in particolare si riferisce a lunghezze dell’ordine di pochi passi reticolari.

L’effetto delle dimensioni, rappresenta un aspetto determinante per descrivere il comportamento dei nanomateriali, infatti con il variare delle dimensioni si apprezzano modificazioni delle caratteristiche strutturali, chimiche, termodinamiche, elettroniche, spettroscopiche ed elettromagnetiche della materia. Al diminuire delle dimensioni aumenta la percentuale di atomi superficiali, con un incremento della reattività delle particelle.

Si potrebbe pensare che le nanoparticelle dei pseudo vaccini a mRNA obbediscano alle leggi della meccanica quantistica(le particelle non possiedono solo caratteristiche di oggetti ma possono manifestarsi simultaneamente sia come particella che come onda) per cui potrebbero superare la membrana cellulare, entrare nel citoplasma della cellula dove l’informazione genetica contenuta nel mRNA (RNA messaggero) viene convertita in proteine spike. Alla fine della sua vita l’mRNA viene degradato.

La LOGICA del CREATO attraverso l’INTELLIGENZA della MEMBRANA CELLULARE vieta la generazione della fantomatica proteina “spike” fungendo da barriera all’mRNA.

In altri termini la membrana cellulare costituisce una formidabile barriera dinamica(fisico-chimica) contro il rilascio a destinazione intracellulare che possiede l’RNA messaggero.

La MEMBRANA CELLULARE  può fungere da barriera alle particelle cariche positivamente chiamate protoni.
Il protone è una particella subatomica composta dotata di carica elettrica positiva, formata da due quark up e un quark down uniti dalla interazione forte e detti “di valenza” in quanto ne determinano quasi tutte le caratteristiche fisiche, il suo raggio è inferiore a un femtometro (il femtometro equivale a un milionesimo di miliardesimo di metro) ed essendo 1 Nanometro [nm] = 1 000 000 Femtometro [fm]le sue dimensioni sono 100 000 000 più piccole di una struttura nano-particellare come l’mRNA.

Un esempio è la membrana dei mitocondri,  organuli responsabili della produzione di energia necessaria alla cellula per crescere e riprodursi, proprio come le centrali elettriche artificiali producono energia elettrica utilizzando il flusso di vento o acqua per mettere in rotazione una turbina. Sono costituiti da due membrane: la membrana interna e la membrana esterna; lo spazio fra queste due membrane è detto spazio intermembrana. Lo spazio delimitato dalla membrana interna è detto matrice mitocondriale; la membrana interna si estende nella matrice formando delle pieghe dette creste mitocondriali che contengono molecole cruciali per la produzione di ATP a partire da altre molecole.

Queste reazioni, che nel loro insieme costituiscono il processo di “respirazione cellulare”, comportano il consumo di ossigeno e la produzione di anidride carbonica, hanno luogo nella membrana mitocondriale interna.  Uno dei ruoli chiave di questa di questa membrana è quello di fungere da barriera alle particelle cariche positivamente chiamate protoni, consentendo così di mantenere un gradiente di concentrazione in cui lo spazio intermembrana ha molti protoni rispetto alla matrice.

La catena respiratoria di trasporto degli elettroni è un sistema di complessi proteici localizzati nella membrana mitocondriale interna. Tre di questi complessi sono ossidoreduttasi che pompano protoni, cioè generano un gradiente di protoni attraverso la membrana mitocondriale interna.Si instaura così un gradiente elettrochimico protonico tra i due lati della membrana mitocondriale interna e il flusso inverso di protoni lungo il gradiente serve a pilotare l’attività dell’enzima ATP-sintetasi, che utilizza il gradiente protonico per catalizzare la trasformazione ADP + Pi → ATP e conclude il processo della fosforilazione ossidativa. Gli enzimi della catena respiratoria sono in grado di trasportare un solo elettrone alla volta. Gran parte dell’energia liberata durante il trasporto degli elettroni è utilizzata per sospingere i protoni idrogeno (H+).
Respirazione cellulare – Processo della fosforilazione ossidativa (Fig.)

By Ing. Giuseppe Reda, già ricercatore presso Dipartimento di Chimica UNICAL, membro del Patto Vera Scienza.

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Cambiare il modo di pensare: “virus” è antiscienza di Primo livello

C’è un modo per chiedere al Creatore del Mondo LA LOGICA DEL CREATO ? molti direbbero di NO, non c’è e non sarebbe possibile. Invece usando la ragione si può capire che la modalità con cui la scienza procede per raggiungere una conoscenza della realtà oggettiva è la verificabilità e l’osservabilità sperimentale, il cui risultato non è altro che una risposta alla nostra domanda da parte del Creatore del Mondo.

Fondamentalmente, l’accettazione della teoria del contagio presuppone l’accettazione della teoria dei germi come causa delle malattie, esse continuano ad essere propagandate dal moderno sistema medico, il cui prestigio, i cui profitti e il cui potere dipendono largamente dalla fiducia in questa assurda teoria.

IL CORPO FA SCATTARE E CONDUCE UN PROCESSO DI DISINTOSSICAZIONE, batteri, germi e virus non sono i padroni della situazione, ne gli agenti causativi. LE TOSSINE DA ESPELLERE, sono il terreno per batteri e funghi. I batteri e i funghi, proliferano solo DOPO che il loro cibo è per loro assimilabile, non prima.. Il corpo, è sempre il PERNO nei processi di malattia e li termina quando gli obbiettivi sono compiuti. Se i microbi fossero i padroni del gioco, ovviamente non arresterebbero i loro processi distruttivi.

Il MICROBO APPARE SOLO DOPO l’ INSORGENZA della MALATTIA.
Essi sono PRIVI DI INTELLIGENZA e delle risorse richieste per governare il processo patologico.

SOLO IL CORPO è in grado di dare inizio a un tale PROCESSO RISANANTE (crisi di disintossicazione o malattia), poiché il CORPO è la SOLA ENTITA’ INTELLIGENTE IN GRADO di CONDURRE quei PROCESSI FISIOLOGICI che vengono chiamati “MALATTIE”.

I virus che la medicina ufficiale spaccia come fossero gli agenti patogeni, microrganizzati e vivi, delle influenze e delle altre pestilenze moderne sono, in realtà, residui tossici di cellule autologhe e/o batteriche endogene, allogeniche e/o eterologhe e/o batteriche di origine esogena (vaccini) che di vivo conservano solo il lontano ricordo. I virus sono detriti metabolici di materiale non biocompatile, metaboliti di scarto, cataboliti. Come sporcizia cellulare mostrano resti di acidi nucleici, di filamenti di DNA nucleare e/o mitocondriale, e RNA ribosomiale, citoplasmatico e/o mitocondriale, e/o nucleare. I virus sono particelle organiche esauste, spazzatura di origine endogena proveniente dalla incompleta decomposizione di batteri e cellule a fine ciclo vitale digerite per fagocitosi immunitaria e apoptosi programmata, autolisi energetica e fisiologica autofagia intracellulare finalizzata al turnover molecolare e organellare citoplasmatico. Ogni giorno, a seconda del nostro livello di tossicità, muore un numero di cellule comprese fra 300 milioni e oltre mezzo trilione di cellule; ognuna di esse contiene in media dai 5.000 ai 20.000 mitocondri. Quando le cellule muoiono esse vengono autodistrutte dai loro stessi lisosomi, ma i nuclei e i genomi dei mitocondri sono protetti assai meglio rispetto ad altri organelli, perciò spesso non si decompongono completamente. Esistono anche virus che non presentano acidi nucleici – DNA o RNA – perché provenienti da molecole denaturate e decomposte e non da cellule. I “virus sono sempre morti o inattivi”, non sono altro che molecole di RNA o DNA e proteine. Poiché dunque i “virus” non sono vivi, essi non possono agire in nessuno dei modi che vengono loro attribuiti dalle autorità mediche.

I VIRUS non saltano: non hanno gambe.
I VIRUS non volano: non hanno ali.
I virus non sanno fare il cosiddetto “salto di specie”. I virus sono entità inerti metabolicamente e fisiologicamente, perché non sono degli organismi vivi. I virus sono macromolecole composite, per lo più proteiche, consistenti di resti molecolari e/o cellulari autologhi, allogeni e/o eterologhi, in certe occasioni sofisticate con metalli pesanti e sostanze di sintesi, come avviene nel caso dei vaccini, e con geni modificati.

Le vere cause di  GENERAZIONE di MALATTIE da PARTE dell’ORGANISMO derivano da interazioni con l’ambiente esterno e che sono di natura chimico fisica e il cui risultato provoca: carenza(di nutrienti, energia) e tossicità.

Noi siamo fatti di particelle fondamentali, le produciamo e per tutto il giorno ne siamo bombardati costantemente. Ci ritrovammo con un mondo traboccante di particelle. E non particelle qualsiasi, ma aventi precisamente la massa e la carica elettrica atte a consentire lo sviluppo della vita umana. Circa il 99 % del nostro organismo è composto da atomi di idrogeno, carbonio, azoto e ossigeno. Contiene anche, in quantità minori, gli altri elementi essenziali alla vita. Mentre la maggior parte delle cellule del nostro corpo si rigenera ogni 7-15 anni, molte delle particelle che compongono queste ultime esistono in realtà da milioni di millenni. La dimensione di un atomo dipende dalla localizzazione media dei suoi elettroni. I nuclei sono 100000 volte più piccoli degli atomi che li ospitano. Se perdessimo tutto lo spazio vuoto presente all’interno dei nostri atomi, l’intera razza umana occuperebbe il volume di un cubetto di ghiaccio.

Immaginate di vedere gli atomi e quindi la composizione microscopica del nostro organismo. La forma degli atomi nella materia ne determina le proprietà macroscopiche. La capacità di vedere gli atomi, guidata dalle previsioni teoriche della meccanica quantistica, ridurrebbe la biologia alla fisica fondamentale della struttura atomica e molecolare della materia. Gli atomi si comportano come nient’altro può comportarsi nel macroscopico, perché essi obbediscono alle leggi della meccanica quantistica.

La vera realtà è legata alla energia che è anche vibrazione e quindi frequenza, pertanto le cause viste con l’ottica della medicina classica sono false, le vere cause sono quelle indagate nel campo dell’infinitamente piccolo dalla fisica quantistica.

L’energia dei campi elettromagnetici rappresenta l’energia basilare da cui dipende l’organizzazione vivente ed in grado di incidere sui processi atomici e molecolari. Ne consegue che un qualsiasi sbilanciamento a livello energetico e frequenziale non può che ripercuotersi a livello delle reazioni enzimatiche, biochimiche e metaboliche. Inizialmente gli effetti principali dei campi energetici avvengono a livello cellulare, a livello della membrana biologica che rappresenta un’interfaccia essenziale per la vita delle cellule, la quale potrebbe andare incontro ad un’alterazione del fondamentale potenziale elettrico di membrana. Poi queste anomalie possono tradursi in un’alterazione biochimica, che apre le porte al disturbo o alla malattia conclamata. Pertanto il fattore determinante nelle condizioni patologiche è proprio un evento fisico di tipo informazionale e frequenziale elettromagnetico. Questa anomalia energetica ed informazionale provoca effetti a cascata sullo stato di salute delle cellule, poi dei tessuti ed infine a livello sistemico.

Isolamento: l’azione di isolare; il fatto o la condizione di essere isolato o di stare da soli; la separazione da altre cose o persone, l’essere solitari.

Una volta determinata la purezza, le particelle possono essere ulteriormente caratterizzate. Ciò include l’esame della struttura, della morfologia e della composizione chimica delle particelle. Poi si fa un’analisi per confermare che queste particelle uniformi siano di origine esogena e non i normali prodotti di degradazione dei tessuti morti e morenti.

Usando la definizione di cui sopra, il buon senso, le leggi della logica e i dettami della scienza, qualsiasi persona imparziale deve giungere alla conclusione che il virus non è mai stato isolato o purificato.

Di conseguenza, non è possibile trovare alcuna conferma dell’esistenza del virus. Le conseguenze logiche, di buon senso e scientifiche di questo fatto sono:
– la struttura e la composizione di qualcosa di cui non è stata dimostrata l’esistenza, non può essere nota, inclusa la presenza, la struttura e la funzione di qualsiasi ipotetico spike o altre proteine;
– la sequenza genetica di qualcosa che non è mai stato trovato non può essere conosciuta;
– le “varianti” di qualcosa che non è stato dimostrato di esistere, non possono essere conosciute; è impossibile dimostrare che il virus causi una malattia.

Poi si fa un’analisi per confermare che queste particelle uniformi siano di origine esogena, come si suppone sia un virus alla origine e non i normali prodotti di degradazione dei tessuti morti e morenti.

Se siamo arrivati a questo punto, allora abbiamo completamente isolato, caratterizzato e sequenziato geneticamente una particella di virus esogeno.
Tuttavia, dobbiamo ancora dimostrare che sia occasionalmente correlata ad una malattia.

Questo viene fatto esponendo un gruppo di soggetti sani (di solito si usano gli animali) a questo virus isolato e purificato nel modo in cui si pensa che la malattia venga trasmessa.

Se gli animali si ammalano della stessa malattia, come confermato dai risultati clinici e autoptici, si è dimostrato che il virus causa effettivamente una malattia. Questo dimostra l’infettività e la trasmissione di un agente infettivo.

Nessuno di questi passaggi è stato eseguito con successo per qualsiasi virus cosiddetto patogeno. Non esiste nella letteratura medica, un singolo studio che mostri queste fasi.

Invece i virologi prendono campioni non purificati da un numero di persone, poi trattano in minima parte questo campione e inoculano questo campione non purificato in una coltura di tessuto contenente di solito da quattro a sei altri tipi di materiale, tutti contenenti materiale genetico identico a quello che viene chiamato “virus”. La coltura del tessuto viene privata di nutrimenti e intossicata e si disintegra naturalmente in molti tipi di particelle, alcune delle quali contengono materiale genetico. Contro ogni buon senso, logica e integrità scientifica, questo processo è chiamato “isolamento del virus”.

Questa mescolanza contenente frammenti di materiale genetico da molte fonti, viene poi sottoposta ad analisi genetica, che poi con un processo di simulazione al computer, crea la presunta sequenza del presunto virus, un cosiddetto genoma in silico. “La locuzione, comparsa di recente in letteratura scientifica, è usata per indicare fenomeni di natura chimico biologica riprodotti in una simulazione matematica al computer, invece che in provetta o in un essere vivente.

In nessun momento un virus reale viene confermato al microscopio elettronico. In nessun momento viene estratto e sequenziato un genoma da un virus reale. Questa è una frode scientifica.
L’osservazione che il campione non purificato, inoculato su colture di tessuti insieme ad antibiotici tossici, tessuto fetale bovino, liquido amniotico e altri tessuti, distrugge il tessuto renale su cui è inoculato, viene data come prova dell’esistenza e della patogenicità del virus. Questa è una frode scientifica.

Sentirete le seguenti scuse, per spiegare perché non è stato fatto un vero e proprio isolamento:
Non c’erano abbastanza particelle di virus nei campioni dei pazienti da analizzare.
I virus sono “parassiti” intracellulari; non possono essere trovati fuori dalla cellula in questo modo.
Vedi cosa sono veramente i virus:
https://pattoverascienza.com/?s=cosa+sono+i+virus

Se non possiamo trovare il virus nei campioni delle persone malate, allora su quali prove pensiamo che il virus sia pericoloso o addirittura letale? Come si diffonde il virus da persona a persona? Ci viene detto che emerge dalla cellula per infettare gli altri. Allora perché non è possibile trovarlo?

Far luce su questa verità è essenziale per fermare questa terribile frode che l’umanità sta fronteggiando.

Perché, come ora sappiamo, se il virus non è mai stato isolato, sequenziato o mostrato come causa di malattia, se il virus è immaginario, allora perché indossiamo maschere, prendiamo le distanze sociali e mettiamo il mondo intero in isolamento?

Infine, se i virus patogeni non esistono, allora cosa c’è in questi preparati biologici o concentrati per dispersione iniettabile erroneamente chiamati “vaccini”, e qual è il loro scopo?
Questa domanda scientifica è la più urgente e rilevante del nostro tempo.

Riferimenti:
Nessuno è riuscito a rilevare il “virus”- Kary B. Mullis; Peter H. Duesber.

I virus semplicemente non esistono – Dr Stefan Lanka.
Non è stato possibile individuare, vedere, fotografare, isolare il “virus”. L’ipotetica esistenza dei “virus” è ancora in fase d’indagine – Dr. Ryke Geerd Hamer
Non è possibile trovare alcuna conferma dell’esistenza del virus – Dr. Thomas Cowan, Dr. Andrew Kaufman
Il processo di separazione del virus non sarebbe mai stato realizzato – Prof. Stefano Scoglio.

FOIA no. 22-00207 al CDC americano.
Richiesta del 28 Ottobre 2021: qualsiasi studio e/o documentazione in possesso del CDC o dell’ATSDR che descrivono la purificazione di qualsiasi virus HIV che si dice abbia causato malattie in esseri umani con i sintomi dell’AIDS, senza ricombinarle con cellule estranee al paziente.
Risposta del 15 Novembre 2021:
una ricerca nei nostri archivi non ha rivelato alcun documento relativo alla sua richiesta.
Il carteggio.
Insomma Christine Massey continua a cercare virus che non esistono se non commettendo frodi scientifiche.
Questa volta tocca all’HIV; il Sars-Cov2 potrebbe non essere l’unico virus inesistente nella storia della medicina.

I virus sono resti di materiale vivente – Dr. Arthur M. Baker.
Non ho mai avuto modo di conoscere un singolo MEDICO che non abbia RISO in PRIVATO a proposito del CONTAGIO, mentre in pubblico difendeva tenacemente questa teoria – dott. Matthew J. Rodermund.

By Ing. Giuseppe Reda, ex ricercatore presso Dipartimento di Chimica UNICAL, membro del Patto Vera Scienza.
http://www.strettoweb.com/2022/02/covid-il-ricercatore-reda-denuncia-il-premier-draghi/1302210/

Il dr. Scoglio (ricercatore scientifico), spiega i particolari sulla falsa epidemia covi19 e sulla inesistenza dei virus e dei fasulli tamponi e PCR che forniscono dati FALSI, assieme all’ing. G.  Reda che non solo conferma, ma aggiunge altri particolari molto interessanti !

Conclusione:
Tutta la teoria del “virus” è stata completamente smentita. La scienza non è in grado né di trovare il “virus” e né di provare che sia la causa di malattia,  per tale fatto, non può sussistere la figura del “virologo”
By Ing. Giuseppe Reda.

L’incapacità di PENSARE
Ci chiediamo se questi preparati biologici o concentrati per dispersione iniettabile o “pseudo vaccini” possono proteggere da una fantomatica infezione virale.
Un errore di pensiero fondamentale che è alla base dello sviluppo dei preparati biologici o concentrati per dispersione iniettabile o “pseudo vaccini” è stato quello di trascurare la distinzione funzionale tra le due principali categorie di anticorpi che l’organismo produce per proteggersi.

La prima categoria, immunoglobuline A (IgA) cioè molecole coinvolte nella risposta immunitaria dell’organismo umano, è prodotta dalle cellule immunitarie (linfociti) a livello del tessuto linfoide associato alle mucose (MALT) del tratto digerente e respiratorio. Gli anticorpi prodotti da questi linfociti vengono secreti attraverso e sulla superficie delle mucose.

Questi anticorpi sono quindi sul posto per incontrare fantomatici elementi patogeni nell’aria e possono essere in grado di prevenire l’infezione delle cellule.

La seconda categoria, IgG e IgA circolanti, si trova nel flusso sanguigno; le Ig vengono prodotte dai linfociti B nel loro stadio di differenziazione finale ovvero dalle plasmacellule, vengo prodotte quando il   sistema  immunitario di un individuo  entra in contatto con antigeni, ovvero con sostanze estranee  o non self, le Ig prodotte in conseguenza di tale stimolo  sono specifiche per quell’antigene, si legano a tale sostanza estranea facilitando  così la  sua eliminazione. La principale funzione degli anticorpi è quella di opsonizzare tale sostanza estranea, cioè legarsi a loro e facilitare la loro distruzione, attraverso fagocitosi o lisi cellulare. Questi anticorpi proteggono gli organi interni del corpo dagli agenti infettivi che cercano di diffondersi attraverso il flusso sanguigno.

I preparati biologici o concentrati per dispersione iniettabile o “pseudo vaccini” che vengono iniettati nel muscolo, cioè l’interno del corpo, indurranno solo IgG e IgA circolanti, non IgA secretorie. Tali anticorpi non possono e non proteggeranno le mucose o le membrane dall’infezione.

Pertanto, le “infezioni rivoluzionarie” attualmente osservate tra gli individui “vaccinati” si limitano a confermare i difetti di progettazione fondamentali dei “pseudo vaccini”.Le misurazioni degli anticorpi nel sangue non possono mai fornire alcuna informazione sul vero stato di immunità contro le infezioni delle vie respiratorie.

Un’infezione naturale rimarrà localizzata nella maggior parte degli individui nelle vie respiratorie. Al contrario, i “pseudo vaccini” fanno sì che le cellule all’interno del nostro corpo esprimano il picco virale proteico e/o semimetallico, cosa che non avrebbero mai dovuto fare per natura. Qualsiasi cellula che esprime questo corpo estraneo verrà attaccato dal sistema immunitario, che coinvolgerà sia gli anticorpi IgG che i linfociti citotossici. Ciò può verificarsi in qualsiasi organo.

Un certo numero di aspetti salienti potrà dominare tutti i tessuti colpiti, eventi infiammatori, un’abbondanza di linfociti e cellule endoteliali morte, l’esteso accumulo perivascolare di linfociti T, una massiccia infiltrazione linfocitaria degli organi o dei tessuti non linfatici circostanti con linfociti.
Dove questi sono presenti, solitamente sono accompagnati da distruzione dei tessuti.
Questa combinazione di patologia multifocale dominata dai linfociti T che riflette chiaramente il processo di auto-attacco immunologico o autodistruzione è senza precedenti.
Immagine dei Linfociti T

By Ing. Giuseppe Reda, ex ricercatore presso Dipartimento di Chimica UNICAL, membro del Patto Vera Scienza.

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PREMIO garantito di 1.5 MILIONI DI EURO
..per un VIROLOGO che presenta la PROVA SCIENTIFICA dell’ESISTENZA … di un VIRUS CORONA

Gli  SFIDANTI e GARANTI DEL DENARO, hanno notato che TUTTI i virologi del mondo hanno INGANNATO se stessi e il pubblico, oltre che i politici, quando hanno affermato l’esistenza di virus come il SARS-CoV-2 che dicono che causino malattie.

In REALTÀ, i virologi quando cercano di trovare ed isolare qualche virus, uccidono inavvertitamente le cellule nelle provette, credendo che questo sia la prova della virulenza del presunto virus/esosomi, che fra parentesi sono creati dalle cellule stesse, e credono nella loro mente, che questo sia la conferma della presenza e dell’isolamento di un virus, il che significa che solo da FRAMMENTI di cellule morenti i virologi costruiscono MENTALMENTE ed al computer, una sequenza genetica e la fanno PASSARE per un FATTO.

Pertanto, le procedure di test per l’isolamento dei virus NON offrono ALCUN SIGNIFICATO.
Le strutture tipiche dei residui dei mitocondri e nuclei delle cellule morte, al microscopio elettronico, sono SPACCIATE per  VIRUS.
In realtà tali Tali strutture (virus tossici) non sono MAI stati RILEVATI o RICONOSCIUTI in un essere vivente !

Gli SFIDANTI DICHIARONO lo SCOPO ed OBIETTIVO della SCOMMESSA come segue:
“Questi sviluppi ed approcci errati completamente sbagliati, hanno ALLONTANATO la MEDICINA dalla REALTÀ’ e dalla comprensione della VERA SALUTE.
Vogliamo contribuire a una COMPRENSIONE OLISTICA della malattia e della salute per tutte le persone.”
Quindi il virologo che vuole guadagnarsi il PREMIO GARANTITO deve confutare i seguenti 7 punti:
1 – I virologi INTERPRETANO la MORTE delle cellule in laboratorio come di ORIGINE VIRALE. A causa della mancanza di esperimenti di controllo, trascurano il fatto che UCCIDONO le cellule nel laboratorio stesso e involontariamente, affamandole e avvelenandole nella manipolazione che eseguono.
Alla base di questa INTERPRETAZIONE errata c’è una singola pubblicazione di John Franklin Enders e un collega (01.06.1954).
Questa pubblicazione è stata oggetto di una SENTENZA della Corte Suprema nel processo sul virus del morbillo, secondo la quale NON conteneva ALCUNA PROVA DI UN VIRUS.
Questa pubblicazione divenne la BASE esclusiva non solo della VIROLOGIA del morbillo, ma di tutta la virologia dal 1954 e dell’isteria del supposto virus Corona (Sars-Covid2).

2 – I virologi assemblano MENTALMENTE (!) e COMPUTAZIONALMENTE (!)  i pezzi più corti delle cosiddette informazioni genetiche delle cellule morenti, e ricostruiscono il tutto al computer, in un FILAMENTO GENETICO molto lungo, che poi SPACCIANO come il filamento genetico di un presunto virus.
Questo processo mentale/computazionale si chiama ALLINEAMENTO. Così facendo, NON hanno MAI effettuato gli ESPERIMENTI di  CONTROLLO, il tentativo di costruire mentalmente/computazionalmente il filamento ereditario desiderato, e ricostruito al computer, anche da brevi pezzi di cosiddette informazioni genetiche provenienti da FONTI NON INFETTE, i detriti cellulari.

3 – I virologi hanno sempre bisogno di un filamento genetico di un virus PRESTABILITO per l’allineamento di un virus.
Tuttavia, USANO SEMPRE un filone ereditario che è stato generato solo MENTALMENTE/COMPUTAZIONALMENTE  e MAI uno REALE  che è stato trovato in CONDIZIONI NATURALI o REALI.
Così facendo, non hanno MAI effettuato gli esperimenti di controllo per VERIFICARE se anche i filamenti ereditari “virali” di virus completamente diversi, potessero essere costruiti dall’insieme di dati esistenti delle cosiddette informazioni ereditarie.

4 – I virologi non hanno MAI VISTO  o ISOLATO i “virus” nell’uomo, negli animali, nelle piante e nei loro fluidi.
Lo hanno fatto solo APPARENTEMENTE ed INDIRETTAMENTE e sempre solo per mezzo di sistemi cellulari molto speciali e ARTIFICIALI  in laboratorio.
Non hanno MAI menzionato o DOCUMENTATO gli esperimenti di controllo se sono riusciti a visualizzare e isolare i virus anche in e da esseri umani, animali, piante o loro fluidi.

Ciò significa che i virologi non hanno MAI effettuato i test di controllo, documentando tutti i passaggi fatti per dimostrare l’esistenza dei virus.

5 – I virologi non hanno MAI isolato, seguendo i canoni scientifici standard, quei presunti virus che dicono di fotografare per mezzo di micrografie elettroniche,
NON li hanno caratterizzati biochimicamente e NON hanno mai estratto da essi il loro presunto materiale genetico.
NON hanno MAI effettuato esperimenti di controllo o pubblicato se, dopo l’isolamento di queste strutture, le PROTEINE “virali” (l’involucro del virus) e, soprattutto, il filamento ereditario virale, che si suppone essere il componente centrale e caratteristico di un virus, potevano effettivamente essere rilevati.

6 – I virologi SPACCIANO COME VIRUS o come COMPONENTI virali, i tipici artefatti, residui di tessuti/cellule morenti e le tipiche strutture prodotte quando i componenti cellulari come le proteine, i lipidi e i solventi utilizzati vengono turbinati.
Di nuovo, MANCANO gli esperimenti di controllo con cellule/tessuti NON INFETTI ma ugualmente trattati.

7 – I cosiddetti ESPERIMENTI di TRASMISSIONE che i virologi eseguono per provare la trasmissibilità e la patogenicità dei presunti virus SMENTISCONO l’INTERA VIROLOGIA.
Sono ovviamente gli stessi ESPERIMENTI a CAUSARE i SINTOMI che vengono SPACCIATI negli esperimenti sugli animali COME PROVA dell’esistenza e dell’effetto dei presunti virus.
Di nuovo, MANCA qualsiasi esperimento di controllo in cui si fa la stessa identica cosa, solo con materiali NON infetti o sterilizzati.
Risultato i virus non sono e non possono essere contagiosi, perché sono sostanze inerti.
Tratto da. https://t.me/altocla/4515 e dagli studi e ricerche del biologo tedesco Stephan Lanka
Pro memoria con un video di un importante ricercatore che ne parla chiaramente: https://t.me/altocla/4459

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Il GRANDE INGANNO della COVID 19

La teoria del pangolino e del pipistrello, proposta da alcuni scienziati per spiegare l’origine della pandemia, si è rivelata talmente assurda da sortire uno strano effetto negativo: portare l’opinione pubblica a credere in una teoria diversa, ritenuta più plausibile, l’esistenza di questo fantomatico virus Sars-Cov2, mai esistente in natura, mentre vi è ormai la certezza che sia un virus da laboratorio.
Il titolo di questo articolo, che parla di inganno, si riferisce a quelle due teorie sia ai cosiddetti pazienti della sindrome detta “COVID”, etichettati tali per un tampone falso positivo, che possono essere distinti in veri e falsi e che in nessuno dei due casi presentano il “virus Sars-Cov-2” come agente etiologico della loro malattia.

I pazienti “falsi” sono asintomatici oppure presentano malattie prevalentemente a carico dell’apparato respiratorio, che vanno dalle semplici sindromi influenzali, sostenute da agenti termici e sbalzi di temperatura, fino alle polmoniti interstiziali e che producono come risultato la presenza di Mycoplasma, Clamidia Pneumoniae, Legionella, ecc., infatti quelle presenze sono la conferma e la dimostrazione che essi sono una conseguenza dell’ammalamento del Terreno…i liquidi e la matrice.
I presunto pazienti della COVID presentano fenomeni tromboembolici dovuti a radiazioni elettromagnetiche e/o sostanze tossiche nei tessuti (che generano accumulo di catarro in loco), come il silicio ed il grafene ossidato (NdR: ossido di grafene), che destrutturano l’acqua in quarta fase presente nelle nostre cellule e nei vasi sanguigni.

I tamponi farlocchi si basano sulla PCR (reazione a catena della polimerasi), una grande intuizione di Kary Mullis (1944 – 2019), che ha pensato di riprodurre in laboratorio quello che avviene normalmente in natura, quando il DNA si replica.

Il materiale prelevato con il tampone nasofaringeo, e contenente acidi nucleici presumibilmente anche di origine virale/esosomica, viene innanzitutto riscaldato. Con un aumento della temperatura locale si ottiene la rottura dei ponti di idrogeno, che tengono unite le basi azotate e che rappresentano i punti di maggiore labilità delle molecole di DNA.  Le basi azotate si allontanano tra di loro e da un “bi filamento” si ottengono due “monofilamenti”.
A questo punto ogni filamento assume la funzione di stampo per un altro filamento complementare, ottenuto grazie all’enzima DNA polimerasi (o DNA nucleotidiltrasferasi), utilizzando i nucleotidi disponibili in loco. L’adenina si lega sempre alla timina con due legami a idrogeno, mentre la guanina si lega sempre alla citosina con tre legami a idrogeno. Da una molecola se ne ottengono due; col secondo ciclo di amplificazione se ne ottengono quattro, poi otto, sedici, trentadue, ecc.
Il DNA a doppia elica prelevato con i tamponi nasofaringei viene quindi amplificato per poter essere meglio identificato con marcatori fluorescenti, ma comunque non si trova un virus completo, ma solo parti di virus, quindi materiale indifferenziato.  A questo punto sorgono due problemi.
Il primo è rappresentato dal numero di cicli PCR: infatti tutti gli scienziati concordano sul fatto che, aumentando i cicli, aumentano anche i falsi positivi.
Al di sopra dei 20 cicli viene amplificato anche il cosiddetto rumore, cioè materiale genetico di varia provenienza e non più correlato alla nostra molecola di DNA di partenza indiferenziato.
A 25 cicli si parla già del 50% di falsi positivi; a 30 dell’80% ed a 35/40 (che sono quelli realmente utilizzati nel covid19) del 99%. Ma c’è un altro problema.
La PCR si può utilizzare partendo da una molecola di DNA a doppia elica, mentre il virus SARS-Cov-2 ci viene descritto come un virus ad RNA e ad elica singola. La metodica corretta da utilizzare è, in realtà, la RT-PCR, cioè la reazione a catena della polimerasi dopo retrotrascrizione (o trascrizione inversa).
Viene utilizzato l’enzima trascrittasi inversa (o DNA polimerasi RNA dipendente) per ottenere un filamento di DNA complementare all’RNA virale e con la timina al posto dell’uracile, tipico solo dell’RNA.
La trascrittasi inversa necessita di un “primer”, cioè una sequenza iniziale dove attaccarsi per iniziare a lavorare.
Come è stato possibile ottenere il primer del SARS-Cov-2, prima di avere isolato e sequenziato il virus?
Questo nessuno è stato capace di spiegarlo e rimane un mistero. C’è di più.
I processi di isolamento e sequenziamento sono basati su FALSI scientifici perché non solo non vengono fatti i controlli di riferimento, su ogni fase dell’isolamento, ma alla sostanza cellulare da esaminare, viene introdotto dopo un “lavaggio”, dell’antibiotico che nei fatti distrugge e modifica la struttura cellulare la quale muore poco dopo, anche senza introdurre l’ipotetico virus per verificarne l’infettività, quindi è il metodo di isolamento che è TOTALMENTE sbagliato !

Inoltre, se noi osserviamo le immagini di un testo di biologia o di genetica, oppure ricorriamo ad un filmato su internet, siamo portati a credere che il primer sia lungo più o meno un quarto o un quinto dell’intero virus. Le cose non stanno affatto così, in quanto il primer è una sequenza di 18 –24 nucleotidi, mentre il virus ne contiene oltre 30.000. Si tratta di una vera e propria “briciolina” di virus, praticamente non è un virus/esosoma, ma una infinitesima parte di un possibile esosoma/virus, o meglio di una brevissima sequenza di nucleotidi che potrebbe essere contenuta in tantissimi acidi nucleici di varia provenienza, quindi trattasi di materiale totalmente INDIFERENZIATO che viene spacciato per virus, per interessi ben evidenti dei produttori dei vaccini e di Big Pharma che spaccia le sue droghe con i virus (gli antivirali)..
Al  GISAID, che può essere considerata una specie di banca dei virus, già dopo pochi mesi si trovavano depositate oltre 150.000 sequenze di SARS-Cov-2 ed oggi sono oltre tre milioni; in pratica si dovrebbe trattare di tre milioni di virus diversi, chiamati tutti SARS-Cov-2. Come è possibile tutto questo?
Qualcuno sostiene che il virus muta e ci sono le varianti, ma qui si tratta di un numero enorme. Ogni laboratorio che tenta di sequenziare il cosiddetto virus, trova una sequenza diversa.
La ragione di tutto ciò è semplicissima: non si tratta di virus, ma di esosomi o di altri acidi nucleici (NdR: autocreati ) liberati da cellule umane o batteriche, che sono fra parentesi spezzettati e quindi indifferenziati.

Gli esosomi sono vescicole extracellulari costituite principalmente da proteine, lipidi ed RNA. Fino a qualche anno fa venivano considerati una specie di sacchetti per spazzatura che le cellule utilizzavano per eliminare scorie ed RNA inutile. Recentemente si è visto che fungono anche da messaggeri e le nostre cellule li utilizzano per comunicare tra loro ed inviarsi dei segnali, specie per riparare le cellule sotto stress ossidativo.
Ovviamente gli esosomi contengono svariati filamenti di RNA , ed è questo il motivo per cui il sequenziamento del presunto virus porta sempre ad un risultato differente.

Come se ciò non bastasse, questi esosomi risultano indistinguibili dal SARS-Cov-2 persino in microscopia elettronica. Hanno morfologia rotondeggiante, con diametro di 100 – 150 nanometri, e presentano anche la caratteristica corona proteica superficiale, identificata soprattutto dal rivelatore di elettroni secondari (cioè quegli elettroni che non derivano dal fascio incidente, ma vengono emessi dal campione in base al numero atomico degli atomi che lo costituiscono).

Per quanto riguarda l’isolamento, dopo aver centrifugato il campione prelevato dal paziente vengono utilizzati estrattori di acidi nucleici ed il prodotto così ottenuto viene messo in coltura con cellule di rene di scimmia o di tumore polmonare, che possono inquinare il campione.
Si aggiungono anche antibiotici, ormoni ed RNA sintetico che ne alterano la composizione primigena.
Dopo alcuni giorni (quattro o cinque) le cellule muoiono, liberando i virus che le avrebbero infettate.
Ma perché dovrebbe trattarsi di virus e non di esosomi, visto che le cellule stressate liberano esosomi  ? (NdR: che sono fra parentesi identici nella forma e nel contenuto, contengono materiale genetico, in pratica sono la stessa cosa).
Il microbiologo tedesco Stefan Lanka ha dimostrato che le cellule muoiono ugualmente dopo quattro o cinque giorni (al massimo sei), anche senza l’aggiunta del campione che dovrebbe contenere il virus.

Quindi tutta questa pseudo “Pandemia” è basata su queste FALSIFICAZIONI scientifiche, cioè sulla inesistenza di virus tossici od infettivi che MAI possono esserci, quindi niente mascherine, distanziamento, isolamento, Lockdown, tamponi fasulli, PCR che non identifica o scopre nulla di preciso…..ecc
By Admin del sito + Ing. Giuseppe Reda, ex ricercatore presso Dipartimento di Chimica UNICAL, membro del Patto Vera Scienza.

A conferma:
Il microbiologo tedesco Stefan Lanka ha dimostrato che le cellule muoiono ugualmente dopo quattro o cinque giorni (al massimo sei), anche senza l’aggiunta del campione che dovrebbe contenere il virus.

Dall’intervista a Stefan Lanka – luglio 2020
–  https://wissenschafftplus.de/uploads/article/wurzel-3-2020-virus-interview-juli-2020.pdf
–  https://thefreedomarticles.com/deep-down-virus-rabbit-hole-question-everything/

ASSASSINATO uno dei scopritori dell’idrossido di Grafene nei sieri genici, spacciati per Vaccini

Dr. Andreas Noak, è morto improvvisamente il 26/11/21 dopo aver messo online le sue scoperte sull’idrossido di grafene.” L’uomo aveva scoperto la verità su un ingrediente nei vaccini e spiegato perché gli atleti competitivi muoiono dopo le vaccinazioni. Su scala nanometrica, piccoli pezzi di metallo taglienti tagliano il corpo dall’interno e questa roba rimane nel corpo per sempre perché non è biodegradabile. Doveva morire per la verità.
Cinque giorni dopo la pubblicazione del video, il medico è stato aggredito e ucciso, ci racconta sua moglie (sabato 27 novembre 2021)
https://getindianews.com/how-did-dr-andreas-noack-die-and-what-was-his-cause-of-death-is-he-murdered-by-german-police/

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Altri grandi ricercatori, come Andrew Kaufman, James Hildreth e gli italiani Stefano Scoglio, sostengono che quello che viene definito virus potrebbe essere in realtà un esosoma.
In caso di processi patologici, come le polmoniti, le cellule hanno maggiore bisogno di comunicare tra loro e liberano più esosomi; è per questo motivo che i tamponi dei soggetti ammalati risultano più frequentemente positivi rispetto ai soggetti sani.

In medicina abbiamo confuso la causa con l’effetto; mentre il virus dovrebbe essere la causa della malattia, la liberazione di esosomi è soltanto un effetto.
Ma perché sono necessarie le cellule di rene di scimmia o di tumore polmonare per isolare il virus ?
Perché si devono aggiungere anche antibiotici, ormoni e compagnia bella ? La risposta è semplice: in virologia isolare non vuol dire isolare, ma l’esatto contrario, cioè arricchire.
E’ impossibile isolare il virus nel vero senso della parola, però dobbiamo fare attenzione all’ambiente che ci circonda. Se apriamo una porta, dobbiamo usare i guanti o disinfettare la maniglia, dove potrebbe esserci il virus in agguato. Roba da non credere….

Alcuni, contrari ai vaccini ritenuti sperimentali e/o nocivi, sostengono di aver curato “il COVID” a casa dei pazienti con le terapie domiciliari. Ho messo il COVID tra virgolette perché si dovrebbe dire la COVID, al femminile (NdR: infatti è solo una sindrome); tuttavia, nella maggior parte dei casi, anche professionisti del settore, politici, giornalisti e scrittori dicono il COVID, al maschile. Questo frequente lapsus (NdR: voluto) è sicuramente dovuto al fatto che “virus” è un sostantivo maschile e tutte le persone che dicono “Il COVID” danno per scontato che il Sars-Cov-2 sai l’agente etiologico della malattia.
Forse per questo stesso motivo io ho detto sempre la COVID. Tornando ai colleghi delle cure domiciliari, dobbiamo dire che le loro terapie sono del tutto aspecifiche e comprendono quasi sempre antinfiammatori ed antibiotici.
Fino a poco tempo fa erano considerati ignoranti i medici che prescrivevano antibiotici nelle malattie virali; oggi sono cambiate le cose e si considerano ignoranti quelli che non lo fanno, perché non sanno che l’antibiotico, distruggendo i batteri del nostro microbioma, impedisce al virus di circolare.
Si dovrebbero riscrivere tutti i trattati di Medicina.
Per quale motivo nelle cure domiciliari viene utilizzata l’Azitromicina e non si utilizzano antibiotici ritenuti molto più efficaci, come le Penicilline e le Cefalosporine?
Penicilline e Cefalosporine agiscono sul peptidoglicano della parete cellulare, mentre l’Azitromicina agisce a livello citoplasmatico, e precisamente a livello dei ribosomi. Alcuni batteri, che non sono quelli del microbioma ma sono soprattutto il Mycoplasma e la Clamidia Pneumoniae, hanno dimensioni ridotte, non possiedono una parete cellulare e sono resistenti agli antibiotici che agiscono sulla parete; per contro sono sensibili all’Azitromicina. Anche la Legionella, che è provvista di parete, essendo un batterio prevalentemente intracellulare, non viene raggiunta dagli antibiotici che agiscono sulla parete. Visto che si usa proprio l’Azitromicina e che questi batteri non vengono più ricercati nelle polmoniti interstiziali attribuite al Sars-Cov-2 per il tampone FALSO positivo, come si fa ad escludere che i pazienti abbiano avuto una polmonite sostenuta da uno di questi germi ? I colleghi dovrebbero avere l’onestà intellettuale di dire che con le terapie domiciliari non stanno curando la COVID 19, ma processi broncopneumonici acuti di varia etiologia.
Passiamo ai pazienti veri.
Si tratta ovviamente dei pazienti generalmente più gravi, che in alcune città hanno intasato le Terapie Intensive e che spesso sono deceduti per tromboembolia polmonare.
Le tromboembolie polmonari sono state evidenziate solamente quando, contrariamente alle inspiegabili direttive ufficiali, alcuni medici hanno deciso di effettuare le autopsie dei pazienti deceduti per la COVID.
La tromboembolia polmonare non è una malattia dell’apparato respiratorio, ma è una malattia del sangue; di conseguenza non ha alcun senso effettuare un tampone nasale o faringeo per ricercare agenti patogeni.

Dobbiamo fare alcune premesse.
La maggior parte dei medici sono convinti che il sangue circoli per un meccanismo “idraulico”.
Il cuore, per come lo abbiamo studiato all’Università, è definito come una pompa aspirante e premente, che fa circolare il sangue in tutto l’organismo.
Bisogna credere che il ventricolo sinistro, grande poco più di una noce, abbia una forza di contrazione tale da spingere il sangue, attraverso le arterie ed i capillari arteriosi, in tutti gli organi, alle dita dei piedi e delle mani, e persino nel cervello, contro la forza di gravità.
Addirittura dovrebbe spingerlo in vasi capillari con diametro inferiore a quello dei globuli rossi. Per fare questo, è stato calcolato che ci vorrebbe una pressione superiore di circa un milione di volte. Poi l’atrio destro, rilassandosi, aspirerebbe tutto questo sangue, facendolo tornare indietro fino al cuore attraverso il sistema venoso. La realtà è ben diversa:
il sangue circola principalmente per elettromagnetismo, grazie alla quarta fase dell’acqua. Dai banchi delle scuole elementari fino alle grandi aule universitarie abbiamo studiato che l’acqua esiste in tre forme: liquida, solida, cioè come ghiaccio, e gassosa.
In realtà le forme sono quattro e la quarta fase dell’acqua può essere considerata una fase intermedia tra quella solida e quella liquida. Si tratta di acqua strutturata e la struttura microscopica di base è uno strato definito a “nido d’ape”, cioè costituito da tanti esagoni regolari uniti fra loro. La consistenza è viscosa e può essere paragonata a quella del miele. Si forma in prossimità di superfici idrofile ed è mantenuta da varie forme di energia incidente, come la luce solare, gli ultrasuoni, ecc.
Ad ogni vertice di un esagono si trova un atomo di ossigeno, mentre a metà di ogni lato c’è un atomo di idrogeno. La carica netta di ogni unità esagonale è -1, poiché all’interno di ogni esagono sono presenti 1/3 x 6 atomi di ossigeno (quindi 2 atomi di ossigeno) e ½ x 6 atomi di idrogeno (quindi 3 atomi di idrogeno). L’ossigeno ha una carica formale di -2, mentre l’idrogeno ha una carica formale di + 1; per questo motivo la carica totale è -1. Gli strati a nido d’ape non si sovrappongono in modo da combaciare perfettamente, ma si dislocano per ridurre al minimo le repulsioni dovute alla carica.
L’acqua così strutturata, e carica negativamente, viene definita EZ  (Exclusion Zone) per differenziarla dal volume o massa d’acqua (Bulk Water). Il nome EZ deriva dal fatto che essa esclude, cioè respinge, tutti i soluti. La struttura atomica della zona di esclusione, definita anche quarta fase dell’acqua, è molto simile alla struttura atomica del ghiaccio, e questa somiglianza è alla base del fatto che una è in grado di trasformarsi facilmente nell’altra. La formula chimica non è più H2O, ma H3O2.
Nella bulk water i protoni esclusi dalla EZ si attaccano alle molecole d’acqua per formare gli ioni idronio H3O+. Le cariche positive presenti nella bulk water si concentrano soprattutto al confine con la EZ e si forma così una vera e propria batteria. L’esistenza di questa batteria e, quindi, della EZ può essere dimostrata con vari esperimenti, utilizzando elettrodi, gel, coloranti, pHmetri, ecc.
Anche l’importanza della luce, e quindi dei fotoni, è stata dimostrata sperimentalmente, verificando che la EZ aumenta se la zona di contatto tra l’acqua e la superficie idrofila viene illuminata maggiormente.
Per non trasformare questo articolo sulla COVID 19 in un testo di fisica, invito i più curiosi a leggere i libri dello scienziato Gerald Pollack ed a seguire su Facebook la pagina dell’Ing. Giuseppe Reda (Direzione Ostinata e Contraria) e mi limito a concludere queste premesse con il solo concetto medico indispensabile per capire la patogenesi delle tromboembolie polmonari, attribuite erroneamente al SARS-Cov-2:
il nostro corpo è costituito prevalentemente da acqua, e l’acqua presente nei vasi sanguigni, le cui superfici interne sono idrofile, e nelle cellule del sangue, le cui membrane cellulari sono idrofile, è prevalentemente acqua EZ.
Premesso quanto sopra, possiamo affermare che una eventuale destrutturazione della EZ con impossibilità di ricaricare la batteria porterebbe sicuramente a fenomeni di stasi sanguigna, alterazioni della coagulazione, formazione di trombi ed infine anche embolia polmonare massiva. Cosa potrebbe destrutturare la EZ ? Certamente non il fantomatico virus respiratorio.
Le ipotesi sono tantissime ma, a mio avviso, non è certamente da scartare quella dei 5G e di alcuni elementi utilizzati come adiuvanti nei vaccini, quali il silicio ed il grafene ossidato (ossido di grafene), che sono stati ritrovati sia nei Vaccini per la Covid, che nei nuovi vaccini per l’influenza.
Dovrebbe essere proprio la differenza di potenziale tra i due materiali a destabilizzare e destrutturare la EZ. Da notare anche che le città maggiormente colpite dalla COVID 19 in forma grave sono state proprio quelle in cui è stata effettuata una massiva vaccinazione antinfluenzale e quelle del morbillo e della meningite e/o sono stati sperimentati i 5G a frequenze elevate.
La destrutturazione dell’acqua EZ, inoltre, potrebbe essere alla base di molte altre patologie, dai tumori alle malattie croniche degenerative.

Nella certezza che le cose migliorino e che emerga tutta la verità, ringrazio di cuore coloro che avranno letto questo articolo e, magari, avranno avuto voglia di approfondire ulteriormente gli argomenti trattati.

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La Prova Definitiva che l’isolamento dei “Virus” È una Farsa – 19/05/2021
Articolo e video a cura del Dr. Stefano Scoglio, Ph.D.

Sono partito già dal Marzo 2020 col denunciare che il presunto isolamento  del SARS-Cov2, eseguito in primis dall’equipe del Chinese Center for Disease  Control (CCDC), sotto il nome Zhu N. et al., non era affatto un isolamento, perché  non c’era nessuna purificazione del virus, ma solo la messa in coltura su cellule di  rene di scimmia del liquido bronco-alveolare di alcuni pazienti affetti da polmonite.  Come dissi allora, quel liquido bronco-alveolare, più o meno centrifugato,  conteneva circa 30 miliardi di particelle simil-virali, la maggior parte dei quali di  origine umana (esosomi, vescicole extra-cellulari, etc)., che veniva poi messo in  coltura su cellule di rene di scimmia Vero E6.  

Uno potrebbe obiettare: ma chi se ne frega se è stato isolato, il virus c’è ed  ammala. Ma è proprio qui il problema:
per poter dire che la causa di una malattia è  un virus, e non tanti altri possibili fattori, come quelli alimentari, ambientali e  iatrogeni (causati dai farmaci e dalle terapie stesse), occorre prima identificare il  virus, il che significa isolarlo/purificarlo estraendolo dalla enorme massa di miliardi  di particelle simil-virali presenti nel liquido del paziente; e poi, una volta isolato,  verificare che sia patogeno, che possa far ammalare, il che è possibile solo se io  testo su una cavia un materiale composto quasi esclusivamente dal virus, perché  se anche ci fosse un effetto patogeno, se il materiale da me testato è grandemente  eterogeneo, cioè composto di un grande numero di altri possibili fattori, non si  potrà mai sapere se quel virus che ipotizzo essere la causa della malattia (in  questo caso, Covid) ne sia veramente la causa.
In sintesi, questa è l’essenza di  quei principi fondamentali della microbiologia che si chiamano i Postulati di Koch. 

In miei precedenti scritti (e in maniera ancora più dettagliata nel libro che sto  per pubblicare) ho mostrato come tali Postulati di Koch non siano stati  minimamente soddisfatti dai ricercatori, e dunque non c’è nessuna possibilità di  affermare, con nessun grado neppure di probabilità, che le polmoniti bilaterali  interstiziali e le trombo-embolie polmonari, che costituiscono l’essenza della  malattia Covid (e che sono sempre esistite, e prima del 2020 si chiamavano col loro nome proprio) siano causate da un virus, e tantomeno dallo specifico virus  SARS-Cov2. 

Sono stato attaccato anche duramente per questa mia posizione, tacciata  come negazionista, ma i veri negazionisti sono coloro che negano la Vera Scienza,  volendo far passare per certo e provato solo ciò che è una mera ipotesi.
Oggi, la  mia posizione è definitivamente confermata da uno dei più importanti organi della  sanità mainstream mondiale, il Center for Disease Control, o CDC, americano.  

Dopo la comparsa della discussione sul presunto virus, già nel 2020 sono  iniziate ad accadere cose strane. Nell’Aprile 2020, la Commissione Europea  rilascia la seguente dichiarazione:
Since no virus isolates with a quantified amount of the SARS-CoV-2  are currently available…”.1
“Poiché nessun isolato con un ammontare quantificato di SARS-Cov2 è  attualmente disponibile…”.

E qualche tempo dopo, nel Luglio 2020, la stessa cosa viene ripetuta dal CDC  americano:
“Since no quantified virus isolates of the 2019-nCoV are currently  available…”.2
“Poiché nessun isolato virale quantificato è attualmente disponibile”.  

Utilizzai l’affermazione per mostrare come il non isolamento del virus fosse  confermato anche dalle principali istituzioni. E tuttavia, la dichiarazione era strana,  perché, anche se si affermava che non esisteva nessuna quantificazione del virus,  si parlava comunque ancora di “isolati”.  

La stranezza sta nel fatto che, a rigor di logica, un isolato è intrinsecamente  quantificato: isolamento significa separazione di un qualsiasi materiale, molecola o  organismo dall’intero complesso di cui fa parte; pertanto, idealmente l’isolato . 

Costituisce il 100% del nuovo materiale isolato che si ottiene. Può darsi che non si  possa raggiungere il 100% per la presenza di qualche impurità, ma comunque si  parlerebbe di un isolato al +/- 95%. Questo non sarebbe ideale, perché se io  devo essere certo che un certo batterio o “virus” sia patogeno, ne devo testare la  patogenicità nel suo stato di isolato puro, o mi resta sempre il dubbio che  l’eventuale effetto patogeno possa essere dovuto alle impurità presenti. Ma potrei  almeno parlare di una probabilità molto elevata, al 95%.  

La principale obiezione dei virologi a realizzare questi isolati purificati è che i  virus non possono sussistere al di fuori delle cellule ospiti, e quindi non si possono  “isolare” se non attraverso delle colture cellulari. Si tratta di un’obiezione infondata:  il presunto virus non è un organismo vivente, quindi non può morire, è una  molecola, e dunque se isolato, per quanto non proliferi, mantiene la sua struttura, è  può dunque riattivarsi una volta messo su altre cellule. E questo consentirebbe di  definire il virus, sequenziarne il genoma in modo corretto, e a quel punto ritrovarlo  e quantificarlo nelle colture cellulari in cui lo si pone dopo averlo isolato. Senza  nessun previo isolamento, la messa in coltura è messa in coltura di Dio solo sa  cosa !  

Anche volendo adeguarsi alla modifica dei postulati di Koch effettuata da  Rivers nel 1937, si può anche ammettere che, per le prove di patogenicità, si  utilizzino non il virus isolato ma le colture cellulari in cui si farebbe proliferare il  virus, ma per poter avere la certezza che quelle sono colture cellulari di uno  specifico virus, occorre prima conoscere il virus, che dunque deve essere  preventivamente isolato/purificato.  

Insomma, senza previo isolamento/purificazione del virus tutto ciò che ne ne  consegue non ha alcun senso. Ecco perché affermare di aver prodotto un isolato  non quantificato non ha alcun senso, è una contraddizione in termini.  Contraddizione che esplode in tutta la sua gravità in un recente documento  ufficiale dello stesso CDC. 

Il CDC americano ha risposto a due richieste sull’isolamento del virus  avanzate sulla base del Freedom of Information Act (FOIA). Questa è la risposta  alla prima:

Qui, la frase chiave è:
“The SARS-Cov2 virus may be isolated from human clinical specimens  by culturing in cells.”  

“Il virus SARS-Cov2 può essere isolato da campioni umani clinici  coltivandolo in coltura cellulare.”  

Questo conferma quello che sospettavamo, e che sono andato ripetendo in questi  ultimi mesi: laddove l’isolamento è un procedimento di sottrazione, ovvero tu  sottrai ciò che vuoi isolare dal complesso di cui fa parte, qui l’isolamento viene  identificato con un procedimento moltiplicativo, la messa in coltura, che è l’esatto  opposto dell’isolamento. 

In una seconda richiesta FOIA, questo elemento è stato ulteriormente  specificato, perché chi ha sottoposto la richiesta ha addirittura riportato la  definizione di isolamento del vocabolario proprio per evitare che si giocasse sulla  terminologia:

Quindi, la richiesta è specifica, e si chiede se il virus è stato isolato secondo la  definizione comune di “isolamento”, come riportata nel vocabolario:  “to set apart from others” – “Separare dagli altri”;
“Select among others – to separate from another substance so as to obtain  pure or in a free state” –
“Selezionare tra gli altri – separare da un’altra sostanza in modo da ottenere  un elemento puro o in uno stato libero.”   

A questo punto la richiesta è ineludibile, e questa è la sorprendente riposta  del CDC (il documento completo è allegato in appendice):

La definizione di “isolamento” fornita nella richiesta è al di fuori di  ciò che è possibile in virologia, dato che i virus hanno bisogno delle  cellule per replicarsi, e le cellule hanno bisogno di cibo liquido. Tuttavia, il  virus SARS-Cov2 può essere isolato da un campione clinico umano  mettendolo in coltura cellulare, che è la definizione di isolamento  utilizzata in microbiologia…”  

Quindi, quando i virologi dicono che hanno isolato un virus, non intendono  dire che l’hanno purificato, separato dal resto del materiale organico in cui si trova.  No, intendono l’opposto, ovvero per loro isolare significa moltiplicare, cercare di far  proliferare, l’esatto contrario del significato del termine “isolamento”.  

Ad esempio, questa è la risposta degli scienziati cinesi dell’equipe che, per  la prima volta al mondo hanno detto di aver isolato il SARS_Cov2 , ad una 3 richiesta di chiarimento avanzata dal mio amico e giornalista tedesco Torsten  Engelbrecht:

Alla domanda se l’ultra-Alla domanda se l’ultra-centrifugazione del campione biologico dei pazienti  effettuata dai ricercatori cinesi fosse stata fatta in gradiente di densità (una tecnica usata per la purificazione di materiale biologico), i ricercatori rispondono:  

Come detto sopra, i campioni sono stati arricchiti piuttosto che purificati...”  

Questo conferma quello che ho detto sopra:
il processo normalmente  utilizzato in virologia non purifica, ovvero non sottrae, ma arricchisce, ovvero  moltiplica il già super-complesso secreto del paziente in una coltura cellulare  altrettanto complessa, dato che le stesse cellule di rene di scimmia hanno la  stessa complessità genica e molecolare delle cellule umane del paziente.  

La dichiarazione del CDC vista sopra rappresenta una conferma eclatante e  a queso punto indiscutibile: i virus non possono essere isolati, non nel senso  corretto del termine, perché ciò è “…al di fuori di ciò che è possibile in virologia“.  

Abbiamo già risposto alla misera scusa con cui il CDC giustifica questa  impossibilità a isolare, secondo cui i virus hanno bisogno delle cellule per replicarsi, ma ripetiamo:
il CDC afferma che i virus hanno bisogno delle cellule per  “replicarsi”, non per sopravvivere, proprio perché il virus, non essendo un  organismo vivente, non può morire, è una molecola di acido nucleico in una  capsula lipoproteica.
In quanto tale, il presunto virus può essere isolato come  qualsiasi altra molecola, e come per tutte le molecole la loro attività è data dalla  loro struttura. Quindi, isolando un presunto virus integro, che mantiene la sua  struttura, dopo averlo purificato e analizzato, lo si può mettere in coltura su cellule  sane, e usare quella coltura per le prove di patogenicità.  

La cosa sorprendente è che gli esosomi, che sono indistinguibili dai virus e  hanno la stessa dimensione e struttura dei presunti virus, sono invece isolati in 4 modo corretto.
E allora perché i virologi non fanno lo stesso ?
Forse perché 5 dovrebbero ammettere che cercando di isolare potenziali virus super-tossici in  realtà non fanno che isolare innocui esosomi ?
Questo porterebbe a prove di  patogenicità in cui la tossicità e l’effetto patogeno sarebbe del tutto assente, e  questo porrebbe in una crisi esiziale le stesse fondazioni della virologia

E così, i virologi si ostinano a generare colture indistinte, senza nessuna  conoscenza preliminare del virus che si vuole testare, con prove di patogenicità del  tutto manipolate e truccate.  

I virologi affermano che c’è un virus patogeno nella coltura cellulare perché  le cellule Vero (di rene di scimmia), su cui viene immesso l’estratto di secreto del  paziente, dopo 3 o 5 gg iniziano a morire.
Questa sarebbe la prova, senza nessun  preliminare isolamento del virus, che nel secreto del paziente si ha un virus  patogeno che uccide le cellule Vero. Ma soprattutto, tutte le volte che vien fatto  questo esperimento di “isolamento virologico” attraverso la prova degli effetti  citopatici (patogenicità cellulare) su cellule Vero, i virologi non si preoccupano mai  di fare un test di controllo adeguato e corretto, per verificare cosa succederebbe  alle stesse cellule Vero senza l’immissione di nessun liquido del paziente.  

A volte il controllo viene fatto, ma in modo manipolatorio: come sottolineai in  un articolo scritto sul presunto primo isolamento del virus da parte dell’equipe cinese di Zhu et al., i ricercatori cinesi fecero la solita coltura cellulare e trovarono 6 che dopo 4 gg le cellule Vero iniziavano a morire; mentre nel controllo, ovvero  senza nessuna immissione di materiale presuntivamente infetto, accadde la stessa  cosa, ma in 6 gg. Questo fu interpretato come indice del fatto che nella coltura  dove fu immesso materiale presuntivamente infetto c’era il virus ! Ma a parte che  una differenza di 2 gg non sembra sufficiente a trarre nessuna conclusione, gli  autori nascosero il fatto che le due colture erano differenti: quelle col “virus” erano  cellule di cancro al polmone, mentre quelle del controllo erano cellule Vero di rene  di scimmia, che sono chiaramente più “robuste” e meno fragili di quelle tumorali.  Era quindi chiaro che i dati non avevano nessun valore. Ma in generale, neppure un  tale finto controllo viene eseguito.  

Le cellule di rene di scimmia sono sottoposte al test di cito-patogenicità  non in uno stato neutro, ma con l’aggiunta di antibiotici, ormoni e altri nutrienti  sintetici; e dato che tali ingredienti sono anch’essi relativamente tossici, per  confermare che la tossicità cellulare sia dovuta al virus e non ad altro, occorre  verificare in parallelo che la mistura di cellule Vero non degradi e non produca  effetti auto-tossici di per sé, senza l’intervento di nessun secreto di paziente.  Questo, però, non viene mai fatto.  

Lo ha fatto, recentemente, l’equipe del dr. Stefan Lanka, che non ha ancora  completato lo studio, mancando le fasi del passaggio al microscopio elettronico, e  del sequenziamento, ma ha diffuso i primi risultati, già estremamente significativi.

Qui sopra si vedono le diapositive delle colture cellulari sviluppate dall’equipe del  Dr. Lanka, senza l’aggiunta di nessun secreto di pazienti presuntivamente affetti da una patologia virale, ma seguendo la procedura normalmente usata  dagli stessi virologi per la coltura cellulare del presunto virus. Questa, ad esempio,  è la procedura descritta dal gruppo di ricercatori del CDC americano per  l’isolamento del SARS-Cov2:  

“Sono stati raccolti campioni clinici da un paziente che aveva acquisito il  COVID-19 durante un viaggio in Cina e che è stato identificato a Washington,  USA … I campioni di tampone nasofaringeo (NP) e orofaringeo (OP) sono stati  raccolti il terzo giorno dopo l’insorgenza dei sintomi, posti in 2-3 ml di terreno  di trasporto virale, utilizzati per la diagnosi molecolare e congelati. I campioni  confermati positivi alla PCR sono stati aliquotati e ricongelati fino all’inizio  dell’isolamento del virus … Abbiamo utilizzato cellule Vero CCL-81 per  l’isolamentoAbbiamo coltivato cellule Vero E6, Vero CCL-81, HUH 7.0,  293T, A549 e EFKB3 in Dulbecco minimal essential medium (DMEM) integrato  con siero bovino fetale inattivato al calore (5% o 10%) e antibiotici /  antimicotici … Abbiamo quindi tripsinizzato e risospeso cellule Vero in DMEM  contenente il 10% di siero bovino fetale, 2x di penicillina / streptomicina, 2x di  antibiotici / antimicotici e 2x di amfotericina B a una concentrazione di 2.5 x  105 cellule/ml … Abbiamo quindi fatto crescere le colture inoculate in un  incubatore umidificato a 37° C in un’atmosfera al 5% di CO e osservato  giornalmente gli effetti citopatici (CPE) … Quando si sono trovati CPE…  abbiamo usato 50 μL di lisato virale per l’estrazione dell’acido nucleico totale  per i test di conferma e sequenziamento “7 

 Qui si conferma di nuovo che l’isolamento corrisponde al suo contrario, alla messa  in coltura, messa in coltura che viene fatta nel modo descritto, su cellule Vero E6,  che però non sono in uno stato puro, ma miscelate con diversi ingredienti: 3  antibiotici, che vengono raddoppiati o triplicati tra la prima e la seconda fase, e  che, come dice il termine stesse, sono ingredienti “anti-vita”.  

Le diapositive del dr. Lanka mostrano nella banda superiore 4 stadi di  trattamento delle cellule Vero al giorno 1, e nella banda sottostante gli stessi 4  stadi al giorno 5.
I 4 stadi della procedura sono gli stessi utilizzati in virologia, e  simili a quelli descritti nell’articolo del CDC riportato sopra, con l’unica differenza  che in questo caso non c’è l’aggiunta di nessun secreto di paziente Covid:
al  giorno 1, si parte con una coltura di cellule Vero con una piccola quantità di  antibiotico; al secondo stadio di aggiunge alla cultura un mix di nutrienti e base di  glutammina + siero bovino; al terzo stadio si raddoppia/triplica l’antibiotico, e con  questa aggiunta già al primo giorno si notano effetti di degenerazione cellulare;  che si aggravano ulteriormente quando si aggiunge anche materiale genetico di  sintesi.
Agli stadi 3 e 4, dopo 5 gg, senza che sia stato immesso nessun secreto o  liquido di paziente presuntivamente patogeno, le cellule decadono nello stesso  stato di degenerazione (cito-patogenicità) che si ha quando si aggiunge il secreto  “patogeno”.  

Questo dimostra che l’effetto citotossico non è dovuto a nessun virus  patogeno presente nel secreto di un paziente, ma avviene spontaneamente per il  modo in cui è strutturata la coltura cellulare. È chiaro, quindi, perché i virologi non  fanno mai questo tipo di controllo, perché dovrebbero confessare che il secreto  pieno di presunti virus non produce nessuna tossicità ed effetto patogeno ulteriore  rispetto a quella che si ha normalmente nella cultura cellulare in sé e per sé. 

Questa è dunque la conferma definitiva, oltre alla confessione del CDC, che  nessun virus SARS-Cov2 è stato isolato, e di nessun virus si è veramente provata  la patogenicità.  

C’è un ultima frontiera a cui si possono aggrappare i virologi, quella del  microscopio elettronico.
I ricercatori dell’equipe di Zhu et al., rispondendo alla  richiesta di Torsten Engelbrecht e affermando che non hanno purificato ma invece  arricchito il presunto virus, affermano implicitamente che comunque l’esistenza  del virus è provata dalle fotografie al Microscopio Elettronico (EM), e che le preparazioni del campione hanno come scopo proprio la messa a punto per  l’analisi EM. Questo è il risultato che loro citano, specificando che non si tratta di  “particelle virali sedimentate, non purificate”:


Foto EM di esosoma
Ma senza avere prima isolato e analizzato il virus, come fanno a sapere che quelle  viste al microscopio elettronico sono immagini appartenenti al virus che cercano, e  non a qualche altro organismo, incluso l’organismo umano, visto che è noto che i  secreti di pazienti umani contengono particelle geniche umane (vescicole  extracellulari, esosomi, etc.) fino al 95% del materiale? Non lo sanno, è solo una 8 ipotesi fatta diventare certezza, e che nasconde completamente il fatto che  esistono fotografie al microscopio elettronico di esosomi che appaiono del tutto  uguali a quelle attribuite ai coronavirus: 

Il dottor Stefan Lanka (biologo e ricercatore) in questi 5 minuti riassuntivi di una intervista  più ampia parla dei virus, confermando le tesi del dottor Stefano Scoglio…….
https://www.youtube.com/watch?v=Amtc4rth3u8

Replica del Dr. Stefano Scoglio ai Fact checkers – 26 giu 2021
“Avevamo già avuto a che fare con gli analisti “indipendenti” (come li definisce Facebook) di Facta News, e già allora (https://www.databaseitalia.it/dott-stefano-scoglio-fact-checkers-o-falsologi-la-mia-replica-ai-soldatini-del-dittatore/) avevo sottolineato i metodi logici distorti (le bugie, insomma) con cui cercavano di sostenere l’insostenibile. Ci riprovano ora, contestando come falso il mio articolo sull’ammissione-bomba del CDC che conferma l’impossibilità di isolare, e dunque definire e conoscere, i virus.

Anche in questo caso si arrampicano sugli specchi, come vedremo, ma tanto il loro scopo non è quello di avere argomenti forti e sensati con cui avere legittimamente ragione. A loro basta scrivere che una cosa è falsa, anche senza veri argomenti, perché il loro ambito di azione non è la verità, ma la forza del potere. Dichiarano qualcosa come falso, anche se sanno benissimo che è vero, perché così, nel gioco delle parti, Facebook potrà usare la loro dichiarazione per mettere in atto la censura e repressione tipici della dittatura sanitaria in cui siamo caduti. E lo fanno senza metterci la faccia, protetti dietro il velo dell’anonimato, dato che l’autore non si firma: la mancanza di trasparenza è un’altra caratteristica chiave del potere dittatoriale.

Vediamo dunque le obiezioni dei falsologi di Facta, che iniziano con questa ricostruzione del mio pensiero:

“L’articolo sostiene che il virus Sars-CoV-2 non sarebbe mai stato isolato, in quanto non sarebbe mai stato ottenuto in forma pura ma solo coltivato in colture cellulari, dove non sarebbe distinguibile da altre «particelle simil-virali»”

FALSO: Io non ho mai detto che il virus viene messo in coltura, dove poi sarebbe indistinguibile. Questa è la loro ricostruzione falsificata, per farmi dire che il virus esiste, anche se non è isolato. La mia posizione è molto più netta: se tu metti in coltura non un virus previamente isolato, ovvero purificato, ma il liquido secreto del paziente, non puoi affermare nulla rispetto ad un virus che ci sia o meno; si tratta di un materiale eterogeneo complesso sulla cui composizione, e dunque sulla possibile presenza di un virus o l’altro, non puoi sapere nulla. Pertanto, senza adeguato isolamento, precedente la sua messa in coltura, non puoi neppure affermare che esista un virus.

Proseguono i falsologi:
“Nell’articolo Scoglio sostiene anche che nessun virus sia stato veramente isolato secondo i criteri desiderati da Scoglio stesso, ovvero ottenuto in forma pura e quantificata.”

FALSO: I criteri da me adottati non sono quelli desiderati da me, ma quelli stabiliti da Koch e che rappresentano la fondazione del metodo scientifico in microbiologia. Sappiamo che virologi e loro lacchè stanno cercando da quasi un secolo di disfarsi dei Postulati di Koch, ma si tratta di criteri di logica elementare, quindi i virologi dovrebbero riconoscere apertamente che stanno lavorando per sopprimere completamente qualsiasi parvenza di logica. Nel frattempo, anche i falsologi di Facta stanno già praticando la cancellazione di qualsiasi logica elementare dal loro discorso.

I falsologi entrano poi nel merito:
“Per prima cosa, Scoglio nell’articolo fa spesso riferimento al documento di Luglio 2020 dei Center for disease control and prevention (CDC) secondo cui «al momento non sono disponibili isolati del virus 2019-nCoV quantificati», indicandolo come ammissione ufficiale che il virus non fosse stato isolato. Come in precedenza su Facta, questa frase significa solo che non era disponibile una quantificazione precisa del numero di particelle virali nei campioni di virus. Gli stessi Cdc il 29 dicembre 2020 che Sars-CoV-2, «il virus che causa Covid-19, è stato isolato in laboratorio ed è disponibile per la ricerca da parte della comunità scientifica e medica».

FALSO: In realtà, il documento del CDC non dice “non sono disponibili isolati del virus SARS-nCov QUANTIFICATI CON PRECISIONE”, questa è una frase che i falsologi mettono nella bocca del CDC per evitare di fare i conti con la verità. Il CDC afferma che non ci sono “isolati quantificati”, e quello che significa è ora molto chiaro: dato che l’isolato non è veramente isolato ma, come chiarisce ora il CDC, è il materiale che si produce dopo la messa in coltura del secreto del paziente, è chiaro che in quella massa colturale eterogenea non può esserci nessuna identificazione, e dunque nessuna quantificazione. Di nuovo, la logica elementare richiede che se si tratta di vero isolato, esso sia intrinsecamente quantificato, dovendo costituire il 100% del prodotto, o qualcosa meno se ci sono impurità, ma mai meno del 95%. Quindi il senso vero dell’affermazione del CDC è: dato che isolato significa messo in coltura, e dato che non hai isolato/purificato nessun virus in via preliminare, il prodotto della coltura non può che essere un materiale (impropriamente chiamato “isolato”) del tutto opaco, in cui non puoi ritrovare alcun virus, che non conosci (non avendolo previamente purificato/definito), e che dunque non puoi in nessun modo quantificare.

Quanto al fatto che il CDC affermi che il virus è stato isolato, ovviamente lo dicono, cos’altro potrebbero dire? Ma quando pronunciano la parola “isolato” in realtà intendono “messo in coltura”, il che ripropone tutti gi esiziali problemi indicati sopra.

Dato che per i falsologi sembra normale che in microbiologia “isolato” significhi “messo in coltura”, la domanda da porsi è: ma perché per tutti questi decenni passati non avete detto “liquido del paziente messo in coltura”, anziché “virus isolato”? Non è che ci avete ingannato volendoci ingannare? A me pare che non possa esserci altra spiegazione: questi pseudo-scienziati, nel più generale processo di distruzione del metodo scientifico, hanno posto la falsificazione al centro della pseudo-scienza dominante.

Per Popper la falsificazione era un pilastro del metodo scientifico, nel senso che le ricerche scientifiche vanno strutturate in modo da poter essere riprodotte ed eventualmente falsificate (mostrate come sbagliate). Nella teoria di Popper, il motore della scienza era pur sempre la ricerca della verità, anche se approssimativa e i cui risultati sono dunque superabili (falsificabili). Gli pseudo-scienziati falsologi del nostro tempo sono invece mossi dal desiderio della falsificazione sin dall’inizio, e usano dunque il falso, e il conseguente inganno, come motore della pseudo-scienza. Così, fanno una coltura del liquido del paziente, il che è una moltiplicazione della eterogeneità del materiale, e ci dicono invece che si tratta di un isolato, che è l’opposto, è una riduzione e semplificazione della originaria eterogeneità del liquido del paziente.

Veniamo ora al centro dell’argomentazione di Facta:
“Veniamo al cuore dell’argomentazione dell’articolo. Scoglio ritiene che la definizione di «isolamento» usata normalmente in microbiologia sia priva di senso, perché è necessario coltivare il virus in un mezzo biologicamente complesso come una coltura cellulare e quindi non è «isolato» nel senso di un preparato puro che non contenga niente altro. Scoglio nell’articolo, supporto delle proprie tesi, mostra delle e-mail apparentemente scritte dai Cdc e da un team di scienziati cinesi, che indicano come «impossibile» l’isolamento del virus senza una coltura cellulare. I virus, infatti non si replicano da soli ma sono hanno bisogno di cellule in cui riprodursi.”

FALSISSIMO: Qui abbiamo un coacervo di stupidaggini e bugie. Iniziamo da quel tentativo di delegittimazione su “e-mails apparentemente scritte dal CDC”. il documento che ho riportato non sono emails, ma un documento ufficiale del CDC in risposta ad una richiesta FOIA (Freedom of Information Act), che è una richiesta dotata di valore legale, così come ha valore legale la risposta. Trattandosi di documento ufficiale del CDC, con tanto di carta intestata e firma del funzionario CDC responsabile, solo una rabbia impotente può avere spinto questi falsologi a usare quel termine, “apparentemente”, che vorrebbe insinuare che si tratti di un documento falso. Il documento è ovviamente vero e ufficiale, e il tentativo di surrettizia delegittimazione di quest falsologi dimostra come non abbiano veri argomenti, e come l’unico modo che possono usare per evitare di ammettere che il CDC ha svelato il segreto oscuro della virologia in modo ufficiale, sia quello di negare l’evidenza, e affermare, senza nessuna base giustificativa, che quel documento non può essere vero. Purtroppo peer loro, è vero e ufficiale!

E in fondo rivela quello che tutti gli addetti ai lavori già sapevano, ma che era importante non fare sapere al popolo.

I falsologi continuano poi nella lettura manipolata e volutamente distorta della mia posizione: io non affermo che l’eventuale virus non possa esser messo in coltura; che lo mettano pure in coltura, ma dopo averlo isolato/purificato, altrimenti metti in coltura un materiale eterogeneo senza sapere cosa ci sia dentro. Non è difficile da capire, e dunque sorge il quesito se questi falsologi ci sono o ci fanno…

Proseguendo nella loro lettura distorta, i falsologi aggiungono:

“Questo però non significa che sia impossibile purificare il virus (ovvero ottenere le particelle virali senza contaminanti, come richiede Scoglio) da tali colture, che sono solo il primo passo necessario a ottenere una quantità di virus adatta allo studio. In questo senso è «impossibile» isolare il virus senza usare una coltura di cellule. Separare il virus dalla coltura cellulare però è possibile: si può filtrare il liquido delle colture, per esempio.”

FALSO: Ma se è possibile purificare il virus dalla coltura cellulare di liquido del paziente + cellule animali, perché non sarebbe possibile purificarlo all’inizio, nel solo liquido del paziente? Se il problema è, come affermano, che il virus ha bisogno delle cellule per proliferare, quale situazione migliore del liquido del paziente, dove il virus dovrebbe essere presente in maniera dominante e in forma smagliante? Perché complicarsi la vita raddoppiando la complessità del materiale da filtrare? La verità è che non lo fanno all’inizio perché non lo possono fare neppure alla fine, dopo la coltura cellulare. E non lo possono fare perché i filtri più selettivi, quelli che operano la nanofiltrazione, lasciano passare tutte le particelle nanomolari, quindi non solo i presunti virus, ma anche tutti gli esosomi, che hanno esattamente la stessa dimensione dei presunti virus, e rappresentano la stragrande maggioranza (fino al 95%) delle particelle presenti nei liquidi dei pazienti umani. La virologia si rivela sempre più un gigante dai piedi di argilla. D’altra parte, lo stesso Montagnier, nel difendere la sua “scoperta” del virus dell’HIV, dovette ammettere che :

“…a questa densità del materiale, trovi quelle che vengono definite “micro-vescicole” di origine cellulare, che hanno la stessa dimensione dei virus…Come si può differenziare queste particelle cellulari dai virus? Francamente, con le nostre tecniche non lo si può fare.” (D. Tahi, Did Luc Montagnier discover HIV? I repeat, we did not purify, in Continuum, Vol 5., n¡2, 1997, pp. 31-35, p. 35.).

Non avendo argomenti di sostanza, i Facta-falsologi si appellano ora al principio di autorità:
“I virus sono stati purificati per la prima volta nel 1935 dal ricercatore statunitense Wendell M. Stanley, che vinse per questo il premio Nobel per la chimica nel 1946. La purificazione di virus è oggi una procedura di routine in virologia, tanto che vi sono numerosi protocolli standard e kit commerciali per questo scopo, inclusi protocolli specifici per i coronavirus.”

FALSO: Innanzitutto, Stanley non purificò nessun virus. Affermò di aver isolato proteine del virus in forma di cristalli, che però non avevano nessuna infettività. Ma si sa com’è: continua ad affermare come vero un falso storico, e il falso diventa vero. D’altra parte, lo stesso Rivers, nell’articolo in cui emendò i postulati di Koch nel 1937, ammise che non era stato mai isolato o purificato nessun virus. Quanto al fatto che la purificazione sia una procedura standard, se così fosse, perché mai sia il CDC che la Unione Europea hanno affermato di non avere isolati quantificati disponibili? Un virus purificato è intrinsecamente quantificato, è il 100%, e il fatto che questa autorità abbiamo dichiarato che tale purificato non ci sia mostra chiaramente come la rivendicazione dei falsologi sulla purificazione come normale routine virologica è una emerita stupidaggine.

I falsologi propongono poi uno studio che avrebbero isolato e purificato il SARS-Cov2:
“Il virus Sars-CoV-2 è stato isolato, purificato e quantificato nel senso in cui richiede Scoglio? Sì, come si può vedere ad esempio in questo studio del 20 maggio 2021 in cui Sars-CoV-2, dopo essere stato coltivato su cellule, è stato ottenuto in forma pura con esplicita attenzione al rimuovere possibili contaminazioni.”

Se uno legge l’articolo citato, troverà che in realtà i ricercatori hanno sequenziato (proteomica) il materiale prodotto dalla coltura cellulare e filtrato, non l’hanno purificato. E soprattutto, dato che affermano di aver messo il virus in coltura, dove hanno preso il presunto virus? Non dovevano purificarlo prima di metterlo in coltura? La verità è che hanno messo in coltura lo “isolato” fornito loro dallo Spallanzani. E se uno va a vedere lo studio sul presunto isolamento dello Spallanzani, vede che si tratta sempre della solita tecnica di chiamare isolato la cultura cellulare eterogenea. Quindi, avendo messo in coltura la precedente cultura cellulare eterogenea fornita dallo Spallanzani, i ricercatori in questione non hanno fatto che generare una super-eterogeneità, senza nessuna informazione su un virus mai purificato, e dunque andando alla cieca a cercare proteine da sequenziare e attribuire arbitrariamente a un virus che, allo stato attuale, non può che essere inventato.

Lo stesso vale per i due articoli citati in seguito dai falsologi, che avrebbero provato la patogenicità del SARS-cov 2 con anche il controllo su cellule non “infettate”. Ma anche qui, siamo alle solite. Il secondo studio, scambia sempre isolamento con coltura cellulare, e testa un presunto SARS-Cov2 che altro non è che una precedente coltura cellulare, quindi di nuovo senza nessun virus veramente isolato, cioè purificato, presente. Sia questo che il primo studio citato dai falsologi addirittura nemmeno dichiarano da dove viene il presunto SARS-Cov2 che hanno inoculato nella coltura cellulare: ormai si preferisce dare per scontato che si usa un “isolato” di SARS-Cov2, senza neppure spiegare come è stato ottenuto. Anche perché, in questo modo, si evita di dover sottostare a quel principio di verificabilità che è l’essenza del metodo scientifico.
Il primo studio citato non spiega neppure come sono stati trattati o mantenuti in coltura i cardiomiociti non infettati (mock), di nuovo rendendo la verifica impossibile.
Solo per queste clamorose mancanze, i due studi citati non dovevano neppure essere ammessi alla pubblicazione; invece, sono proprio questi articoli manipolati e non verificabili che vengono pubblicati sulle riviste scientifiche più importanti. Ma ormai la ricerca è scesa a livelli talmente infimi che solo personaggi come i falsologi di Facta possono raggiungere.”
Articolo a cura del Dr. Stefano Scoglio, Ph.D.

APPENDICE
–  Ecco la lettera di risposta ufficiale firmata, del CDC US

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12-6-2021

IL CDC ORA AMMETTE: NESSUNO HA MAI ISOLATO, PURIFICATO E/O SCIENTIFICAMENTE VERIFICATO E PROVATO L’ESISTENZA DI QUALSIASI VIRUS IN QUALSIASI MOMENTO,  OVUNQUE NEL MONDO !

Anche la:
European Commission, Working Document of Commission Services, Current performance of 1 COVID-19 test methods and devices and proposed performance criteria, April 16 2020, p.19. 

Center for Disease Control and Prevention, Division of Viral Diseases, CDC 2019-Novel 2 Coronavirus (2019-nCoV) Real-Time RT-PCR Diagnostic Panel, 13/07/2020, p.39). 

Zhu N et al, A Novel Coronavirus from Patients with Pneumonia in China, 2019, N Engl J Med. 3 2020 Feb 20; 382(8): 727–733.

 Giannessi F et al., The Role of Extracellular Vesicles as Allies of HIV, HCV and SARS Viruses, 4 Viruses 2020, 12, 571; pp. 572-4.

 Li P. et al., Progress in Exosome Isolation Techniques, Theranostics. 2017; 7(3): 789–804. 5 8

Zhu N et al, A Novel Coronavirus from Patients with Pneumonia in China, 2019, N Engl J Med. 6 2020 Feb 20; 382(8): 727–733

Harcourt J et al., Severe Acute Respiratory Syndrome Coronavirus 2 from Patient with 7 Coronavirus Disease, United States, Emerg. Infect. Dis., Volume 26, Number 6, June 2020.

Takeuchi S. et al., Metagenomic analysis using next-generation sequencing of pathogens in 8 bronchoalveolar with respiratory failure, in Nature, SCIENTIFIC REPORTS (2019) 9:12909

Tratto da: databaseitalia.it

Per finire:
Il dr. Scoglio in questo video, spiega dettagliatamente che questi ipotetici virus esistono SOLO nella mente dei virologi di Big Pharma, vedi a questo link il video, da visionare con estrema attenzione

A tutti i medici si consiglia di oltre a fare le verifiche del caso di AGGIORNARSI, perché le università di Big Pharma, li hanno indottrinati su ideologie FALSE ormai smascherate totalmente, vedi le prove certificate del biologo dr. Stephan Lanka, ben citato nel video del dr. Scoglio.

A CONFERMA di ciò eccovi i dati precisi e scritti dalle FOI

Le FOI rivelano che le istituzioni sanitarie/scientifiche di tutto il mondo non hanno registrazioni di isolamento/purificazione da SARS-COV-2, ovunque e mai !

https://www.fluoridefreepeel.ca/fois-reveal-that-health-science-institutions-around-the-world-have-no-record-of-sars-cov-2-isolation-purification/

La questione dell’isolamento del virus chiamato Covid-19 resta completamente aperta e si aggiungono a questo riguardo altri elementi che dimostrano che, ad oggi, il virus non è stato ancora isolato.
L’associazione spagnola “Biologi per la verità” ha scritto direttamente al ministero della Salute del governo spagnolo chiedendo di fornire un campione isolato e purificato del cosiddetto virus Covid-19 secondo i postulati di Koch.
La risposta del governo spagnolo è stata inequivocabile. Non ce l’hanno.
La giornalista canadese, Christine Massey, ha presentato la stessa richiesta alle autorità sanitarie canadesi, e al centro per il controllo e la prevenzione delle malattie degli USA. La risposta è stata identica.
Non c’è a disposizione un campione isolato del virus. Ovunque nel mondo i ministeri della Salute forniscono la stessa versione. Questa epoca sarà ricordata come la più folle in assoluto della storia perché il mondo intero è andato allo sfascio per qualcosa di cui ad oggi ancora si ignora l’esistenza.

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dr. Jean Paul Vanoli - Giornalista Investigativo da 40 anni specializzato in Sanità, Medicina naturale e Bioelettronica - Consulente di https://mednat.news - https://pattoverascienza.com - info@mednat.news - Curatore, Tutore, Notaio, Trustee del TRUST estero: VANOLI GIOVANNI PAOLO (G.P.) - Human Rights Defender ONU/A/RES/53/144 1999 - Difensore dei Diritti dei Batteri e Virus, cioè della Vita/Natura in genere