Ricercatori e premi nobel contro le riviste dette “scientifiche”….

L’industria farmaceutica ha preso il controllo della medicina in ogni singolo modo: Dr. Richard Urso

“L’industria farmaceutica è diventata così potente. Hanno il controllo assoluto della medicina. Il loro controllo inizia dal livello di istruzione, va negli ospedali e passa alla pubblicità presso il pubblico [generale] stesso. E così ogni livello singolo [è controllato dal settore farmaceutico]”.
“Dobbiamo trovare un modo per decentralizzare quel processo, separare la capacità dell’industria farmaceutica di influenzare così fortemente le agenzie e quindi togliere il loro potere a livello di scuola di medicina nell’istruzione”.

MENO male che anche un Nobel vuole boicottare le riviste scientifiche che definisce pericolose e falsarie
Randy Schekman attacca Science, Cell e Nature: rovinano la scienza mercificandone i contenuti e spingendo i ricercatori ad aggiustare i risultati
La scienza è a rischio: non è più affidabile perché in mano a una casta chiusa e tutt’altro che indipendente. Lo dice **Randy Schekman, **biologo americano che ha appena vinto il premio Nobel per la medicina per aver scoperto il meccanismo che regola il trasporto delle molecole nelle cellule.
Nuova icona anti-casta, Schekman lancia accuse violente, su un problema di cui in realtà si discute da tempo.
Le principali riviste scientifiche internazionali “Nature, Cell e Science”, sono paragonate a tiranni: pubblicano in base all’appeal mediatico di uno studio, piuttosto che alla sua reale rilevanza scientifica. Da parte loro, visto il prestigio, i ricercatori sono disposti a tutto, anche a modificare i risultati dei loro lavori, pur di ottenere una pubblicazione.

Queste riviste, dice lo studioso, sono capaci di cambiare il destino di un ricercatore e di una ricerca, influenzando le scelte di governi e istituzioni. Ma il suo laboratorio (all’università di Berkeley in California) le boicotterà – ha detto al Guardian –, evitando di inviare alcun genere di ricerca. Sfruttano il loro prestigio, distorcono i processi scientifici e rappresentano una tirannia che deve essere spezzata, per il bene della scienza. Almeno così la pensa il Nobel.
Come ha sottolineato Schekman, la tentazione di vedere i propri lavori pubblicati su quelle riviste spinge infatti i ricercatori ad aggiustare i risultati, per renderli più accattivanti e “alla moda”. Tutto questo ovviamente a discapito di scoperte magari meno trendy ma determinanti per il progresso. Non pago, Schekman attacca anche gli editori, che, non essendo scienziati, preferiscono pensare allo scoop piuttosto che al valore intrinseco di un lavoro. Come dire, prima i soldi poi la scienza.

E addirittura, il prestigio di finire su quei giornali – ha denunciato il Nobel – ha spinto enti come la Chinese Academy of Sciences a pagare anche 30mila dollari i ricercatori che son riusciti nell’impresa di farsi pubblicare, costi quel che costi in termini di professionalità. E per alcuni – continua Schekman – queste tangenti rappresentano anche la metà dei loro stipendi.
Schekman invita tutti i membri della comunità scientifica a imitarlo e a rifiutare questo ordine costituito, sostenendo piuttosto l’open-access (come fa lui da anni sul sito eLife).
“Esattamente come Wall Street deve cancellare la vecchia cultura dei mega stipendi, allo stesso modo la scienza deve smetterla di assecondare la tirannia dei giornali di lusso”.
“Selezioniamo i lavori da pubblicare sulla base della loro rilevanza scientifica da oltre 140 anni”, ha risposto il redattore capo di Nature Philip Campbell. “Il sostegno che riceviamo dagli autori e dai critici sono l’unica conferma di cui abbiamo bisogno. Questo può portare a un certo successo mediatico, ma i nostri editori non considerano questo come l’obiettivo del nostro lavoro”.

È tuttavia certamente vero che l’affidabilità di un lavoro di ricerca passa attraverso il giornale che lo pubblica. Lo stesso Nature Publishing Group ha recentemente diffuso un sondaggio, condotto su oltre 20mila ricercatori, secondo cui i criteri giudicati fondamentali per scegliere la rivista a cui sottoporre i propri lavoro sono: la reputazione del giornale, la rilevanza che viene assegnata alla categoria per cui lavorano e l’impact factor. Quest’ultimo può tradursi con appetibilità, ovvero la probabilità che una pubblicazione sollevi interesse generale e copertura mediatica.
https://www.wired.it/scienza/lab/2013/12/11/nobel-boicottare-schekman-science-nature/

Un gruppo di scienziati di tutto il mondo ha deciso di boicottare le riviste che impediscono la consultazione in Rete dei contributi scientifici. Il loro obiettivo è creare una biblioteca online.

MILANO – Migliaia di scienziati sono pronti a boicottare le riviste accademiche che rifiutano di pubblicare le ricerche in Rete e di permettere la consultazione gratis poco tempo dopo l’edizione cartacea. Un lungo elenco di scienziati, che comprende anche alcuni premi Nobel, chiude una lettera aperta con cui si invoca la creazione di una biblioteca online, che raccolga tutti i contributi  scientifici da tutto il mondo e aiuti laboratori di ricerca, università e singoli scienziati.

Attualmente chi vuole pubblicare i risultati di un lavoro di ricerca non solo non riceve alcun compenso, ma spesso è costretto a pagare per ottenere la pubblicazione e perde tutti i diritti d’autore. Per di più chi vuole consultare le riviste scientifiche deve pagare un abbonamento molto alto. Il boicottaggio portato avanti dagli scienziati consiste nel non sottoporre i propri lavori alle riviste che aspettano troppo tempo per pubblicare su Internet i contenuti stampati.

Secondo i firmatari della lettera, questo atteggiamento danneggia la ricerca scientifica e rallenta il lavoro degli scienziati. Una volta creata la biblioteca virtuale, invece, chiunque potrà accedere a un patrimonio di conoscenze e innovazioni che faciliterà il progresso. La biblioteca online, che ha ottenuto alcune donazioni private ed è sostenuta economicamente dagli scienziati stessi, dovrebbe iniziare le pubblicazioni nei primi mesi del 2002.
Nadirnotizie è un servizio di Nadir Onlus  – HIV Treatment Group
vedi anche:
http://digilander.libero.it/scienzamarcia/1_4.htm

Germania, licenziato il nemico di Big Pharma – 24 gennaio 2010
Alla fine Big Pharma c’è riuscita. Venerdì scorso il consiglio direttivo dell’Instituts für Qualität und Wirtschaftlichkeit im Gesundheitswesen (IQWiG), l’Istituto tedesco specializzato nella ricerca della Qualità e dell’Efficienza della Sanità, non ha rinnovato il contratto a Peter Sawicki. E’ il direttore e fondatore dell’istituto che regola, tra l’altro, l’immissione dei nuovi farmaci in Germania ha perso suo posto. Malgrado l’appello a suo favore di 600 medici e ricercatori. Persino la rivista americana Science aveva preso le sue difese.
Motivo del licenziamento è una trasgressione formale. Peter Sawicki avrebbe fatto acquistare al suo istituto due automobili senza seguire le normali procedure. Ma era da tempo che le aziende farmaceutiche reclamavano la sua testa. Non solo quelle tedesche. Ma persino quelle americane, che hanno chiesto al presidente Barack Obama di mettere la Germania nella lista nera dei paesi protezionisti, a causa delle rigide procedure adottate dall’istituto di Peter Sawicki per dare la propria valutazione sulla qualità edefficacia di un nuovo farmaco e, dunque, consentirne l’immissione sul mercato tedesco.
L’IQWiG, infatti, consegna i suoi rapporti scientifici alla commissione governativa che decide quale trattamento sanitario debba essere coperto con i fondi pubblici del sistema sanitario nazionale.
A irritare le industrie erano sia la filosofia di valutazione dei farmaci proposta da Peter Sawicki sia le esplicite accuse di mancanza di trasparenza che il direttore dell’IQWiG muoveva a Big Pharma.
Un immettere un nuovo farmaco sul mercato, sostiene Peter Sawicki, non basta – come richiedono molte agenzie di valutazione dei farmaci in troppi paesi – che quella formulazione mostri di essere efficace nel raggiungere un certo obiettivo: come abbassare il tasso di colesterolo nel sangue o contrastare la depressione. E non basta neppure – come chiedono valutatori più rigorosi – che il nuovo farmaco mostri di essere più efficace di quelli già esistenti sul mercato. Deve mostrare, sostiene Peter Sawicki, di costituire un autentico progresso. E questo significa che deve superare almeno tre tipi di soglie diverse:
– l’assunzione del nuovo farmaco non deve far aumentare la mortalità;
– non deve far aumentare la morbilità, ovvero non deve far aumentare l’incidenza di malattie;
– ed infine non deve peggiorare, ma deve migliorare la qualità della vita del paziente che lo assume.
Una filosofia, quella di Peter Sawicki, che si scontra apertamente con la strategia di mercato adottata da Big Pharma – ovvero dalle grandi aziende multinazionali del farmaco – che riescono sempre meno a produrre farmaci davvero innovativi e producono sempre più farmaci analoghi a quelli già esistenti.
Lo scontro ha una posta in gioco altissima: si calcola che il mercato mondiale dei farmaci sia di circa 800 miliardi di dollari. Sawicki andava rimosso non solo perché quella tedesca è una fetta consistente del mercato totale, ma soprattutto perché la filosofia del direttore dell’ IQWiG avrebbe potuto fare scuola e attecchire altrove, in Europa e nel mondo.
Inoltre Sawicki troppo spesso accusava le aziende farmaceutiche di mancanza di trasparenza e pretendeva che esse rendessero pubbliche tutte le informazioni in loro possesso sugli effetti di un farmaco.
Ecco perché, sostiene Science, Big Pharma ha fatto pressione sul governo tedesco e sul consiglio direttivo di IQWiG affinché lo scomodo scienziato venisse rimosso dalla direzione dell’istituto che aveva fondato nel 2004.
Venerdì scorso il consiglio direttivo dell’ IQWiG non ha rinnovato il contratto a Peter Sawicki, per presunte irregolarità amministrative. Non è una buona notizia, per noi consumatori attuali o potenziali di farmaci.
Fonte: unita.it

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Esperto per la Vera scienza, conoscenza, filosofo della vita eterna, esperto in Medicine Naturali, Scienza della Nutrizione, Bioelettronica e Naturopatia. - Consulente di https://pub.mednat.news/curriculum.htm + https://pattoverascienza.com  - info@mednat.news - Curatore, Tutore, Notaio, Trustee del TRUST estero: VANOLI GIOVANNI PAOLO (VANOLI G.P.) - Human Rights Defender ONU/A/RES/53/144 1999 - Difensore dei Diritti dei Batteri e Virus, cioè della Vita/Natura in genere