Poliomielite, Vaccini e Cloruro di Magnesio

Nel 1943 lo studioso Dott. A. NEVEU scopriva che il Cloruro di Magnesio poteva bloccare l’insorgere della paralisi dovuta alla poliomielite (infiammazione e non produzione della mielina) e guarire completamente anche la forma più grave di poliomielite.
Esisteva una sola condizione: il cloruro di magnesio doveva essere somministrato nelle prime 48 ore dalla comparsa dei primi sintomi e soprattutto non oltre il primo manifestarsi della rigidità nucale, primo segnale della paralisi.

Ecco la storia scritta dal Dott. Neveu di una sua piccola paziente, di 8 mesi:
Lunedì, 2 settembre 1957: Florence vomita, la poliomielite si manifesta frequentemente, nei piccoli pazienti, con disturbi gastro-intestinali.
Martedì 3 settembre: la temperatura che al mattino è di 38,6 ° sale a 39°.
Mercoledì 4 settembre: la temperatura al mattino è di 39°, vomito.
Alle ore 9 Florence si lamenta.
Non può più muovere le braccia e può soltanto, a malapena, muovere le gambe.
Piange se la si tocca.
Il medico di famiglia, chiamato consiglia l’ospedalizzazione con la seguente motivazione: io sottoscritto Dott. C. certifico che la bambina Florence R. di otto mesi deve essere ospedalizzata per sindrome infettiva con paresi dei quattro arti, e principalmente degli arti superiori, la bambina deve essere isolata fino al termine degli esami clinici.
Poiché il mio collega -continua il Dott. Neveu- aveva parlato di possibile poliomielite, i genitori mi portarono due ore dopo la bambina.
Condizioni della bambina alle ore 11 di mercoledì 4 sett.: le braccia sono inerti, ricadono pesantemente quando le si solleva.
Le gambe e i piedi non si muovono quasi più.
La respirazione è difficoltosa, a scatti.
E’ il momento di agire, altrimenti bisognerà ricorrere al polmone di acciaio già prima di sera.
Consiglio il seguente trattamento: somministrare ogni tre ore due cucchiai da caffé di una soluzione di cloruro di magnesio essicato, nella proporzione di 20 grammi per 1000, dolcificato con poco zucchero in polvere.
Questo trattamento comincia a mezzogiorno.
Florence si è addormentata alle 13 e si risveglia alle 14,30.
Alle 15 prende due cucchiai da caffé della soluzione.
Due ore e mezza più tardi -alle 17,30- Florence comincia a muovere i suoi arti paralizzati.
La temperatura è discesa a 36,4°.
La respirazione è tornata normale, la piccola Florence sorride alla madre.
Persiste tuttavia una certa rigidità dorsale.
La mamma, mi dirà più tardi.
“quando ho visto, in serata , la mia bambina ritornare alla vita, ho creduto di impazzire per la gioia”.
Giovedì 5 settembre: la temperatura, al mattino è di 36,9°; alla sera è completamente liberata dalla paralisi.
Segnalo un fatto assai curioso relativo alla convalescenza della piccola ammalata: domenica 8 sett.: la temperatura rettale è di 35,4° al mattino e di 35,6 la sera.
Lunedì 9 settembre: La temperatura discende a 34,9° al mattino e risale a 35,2° la sera.
Poi la temperatura diventa regolare, fino allora erano stati somministrati alla bambina due cucchiai da caffé della soluzione di cloruro di magnesio, ogni tre ore.
Faccio continuare il trattamento al seguente modo: due cucchiai da caffé ogni sei ore.
Sabato 14 settembre: ritrovo una bambina normale.

By dott. R. Vergini – Tratto da: Curarsi con il magnesio – Red edizioni
Questo esempio e tutti gli altri casi, che il Dott. Neveu segui con questi risultati, cercò di farli conoscere alla “scienza ufficiale” venne solo denigrato, ma riuscirono nel loro intento: non far conoscere alla popolazione che la poliomielite si poteva curare, con un prodotto che costava e costa pochissimo.

Nuovi successi
Nel 1943, il dott. Neveu viene a conoscenza di un caso di poilomielite nel comune di Breuil-Magné.
La vittima è una ragazza di 17 anni, Jeanne P., che viene ricoverata d’urgenza all’ospedale di Rochefort-sur-Mer, dove viene trattata col siero di convalescente.
Dopo numerose sedute di massaggi e di elettricità, lascia l’ospedale con una paralisi definitiva del piede sinistro ed una astrofia della gamba sinistra.
Sei settimane dopo questo primo caso, nello stesso paese, se ne presenta un secondo: conoscendo il caso il dott. Neveu decide di provare il cloruro di magnesio, incoraggiato dal fatto che aveva trattato, con risultati interessanti, alcuni casi di malattia di Carré (la polio dei cani).
Ma lasciamo che sia lo stesso Neveu a raccontarci il caso.
“Domenica 26 settembre 1943, nella mattinata, Jean-Claude B., di 4 anni, entra bruscamente nella malattia. Non può appoggiarsi sulla gamba sinistra e piange. A mezzogiorno rifiuta il cibo.
Il nonno, che conosceva la storia della vicina Jeanne P., in trattamento all’ospedale per poliomielite, è molto inquieto, e mi chiede se è necessario ricoverare anche suo nipote.
Lo rassicuro.
Preparò la soluzione seguente:
– Cloruro di magnesio essiccato gr 5
– Acqua comune 250 cm cubici
E ne somministro al bambino, per via orale, una prima dose di 80 cm³ alle ore 13. Lo rivedo alle 16. La temperatura rettale è 39,5.
La paralisi della gamba sinistra è completa. Gli faccio prendere una seconda dose di 80 cm ³, poi dico ai genitori di somministragli il resto della soluzione tre ore più tardi, alle 19.
L’indomani mattina, la febbre e la paralisi sono scomparse.
Tutto è rientrato nell’ordine.
Jean-Claude è guarito.”

Fino al 1949, Neveu non tratta altri casi e, alle Giornate Terapeutiche di Parigi del 1947 porta la seguente relazione del suo unico caso: “Poliomielite: non ne ho trattato che un solo caso, durante l’epidemia del 1943, ma è molto netto.
Si trattava di un bambino di 4 anni che era già paralizzato alla gamba sinistra quando gli feci iniziare il trattamento.
Questo piccolo malato fu rapidamente e completamente guarito col cloruro di magnesio”.

Neveu, nel suo volume “Prevenir et guerir la poliomyelite”, espone 20 casi guariti col metodo citofilattico, e ricorda i principali segni della malattia, che sono:

  1. malessere generale, stanchezza, indolenzimento, cefalea, febbre
    2. angina, rigidità dolorosa della nuca
    3. apparizione delle paralisi, generalmente alla caduta della febbre.

Egli inoltre precisa che il “trattamento citofilattico della poliomielite deve essere considerato come un trattamento d’urgenza, che non va differito, alla stregua dell’intervento chirurgico in un caso di ernia strozzata.
Sarà quindi necessario che il trattamento sia cominciato ai primi segni succitati, senza attendere le paralisi, che traducono una lesione della corna anteriore del midollo spinale; in ogni caso non bisogna attendere oltre l’apparizione della prima paralisi.
Non tutte le angine sono evidentemente il primo segno di una poliomielite, ma quando questa angina si accompagna a rigidità dolorosa della nuca e, soprattutto, un po’ più tardi, a rigidità dolorosa della colonna vertebrale, non bisognerà attendere oltre per iniziare il trattamento”.

Le osservazioni citate da Neveu in quest’opera e nel suo “La polio guérie”, ci provano che, se la terapia è iniziata tempestivamente, possiamo sperare in una guarigione totale e rapida (in genere entro 48 ore).
Purtroppo le cose cambiano se il trattamento è iniziato tardivamente, perché la gravità del male aumenta col passare del tempo e, soprattutto, la distruzione della sostanza nervosa del midollo lascia delle cicatrici sclerotiche pressoché impossibili da trattare, sia medicalmente che chirurgicamente.

“Comunque – aggiunge Neveu – il trattamento citofilattico sarà ancora consigliato.
Il malato assorbirà una dose ogni 6 ore per qualche giorno, poi ogni 8 ore, poi ogni 12 ore, per tempi molto lunghi.
Questo trattamento sarà seguito in tutti i casi cronici, con la speranza di migliorare la situazione, sapendo, però, che le possibilità di recupero saranno tanto più ridotte quanto più sono vecchie le paralisi.”

Nella pratica, Neveu ci ha dimostrato una azione interessante del cloruro di magnesio in diversi casi le cui sequele risalivano anche a due mesi e, in un caso, addirittura a quattro.

Dal testo “Prévenir et guerir la poliomelite” estraiamo il caso seguente:
“T. Remy, 27 anni, coltivatore.
Dopo qualche giorno di malessere, cefalea e dolori lombari, il malato ebbe, il venerdì 17 ottobre 1952, un’elevazione febbrile a 38,9°. Si lamenta per la testa, la nuca e la regione lombare.
La domenica seguente, alla caduta della temperatura, restò paralizzato alle due membra inferiori ed al braccio destro.
Entrò all’ospedale di Niort, dove fu trattato per otto giorni con iniezioni, bagni salati ed elettricità.
In seguito fu ospedalizzato a Saintes per riavvicinarlo alla famiglia, per tre settimane, con lo stesso trattamento e senza alcun risultato apprezzabile. Fu allora rinviato a casa. Io vengo consultato il 19 novembre 1952. Il malato ha le due membra inferiori ed il braccio destro pressoché completamente paralizzati. Non può né alzarsi, né stare in piedi, né usare il braccio. Faccio iniziare il trattamento : 125 cm³ della soluzione di cloruro di Mg ogni sei ore.
Queste dosi sono qualche volta diminuite a causa del disturbo intestinale causato dal sale di magnesio. Dopo aver bevuto 10 litri della soluzione, il malato ottiene un miglioramento molto netto del suo stato. Può servirsi del braccio che era paralizzato. Le gambe sono in miglioramento.
Il malato prende allora 125 cm³ di soluzione tre volte al dì. 9 febbraio 1953: progressi molto sensibili. Può servirsi molto meglio del braccio destro. Può radersi.
Possono farlo camminare sostenendolo sotto le ascelle. Il trattamento è continuato due volte al giorno.
18 marzo 1953: il miglioramento continua. Il malato cammina da solo con le stampelle. Era dimagrito dodici chili durante la malattia; ne ha ripresi nove con il trattamento citofilattico. Stesso trattamento: 125 cm³ mattina e sera.
24 giugno 1953: durante questi ultimi tre mesi i progressi sono stati più lenti. Comunque ha ripreso altri 5 Kg, 14 in tutto.
Cammina sempre con le stampelle, ma con più sicurezza. Continua lo stesso trattamento.
Vediamo che i progressi ottenuti nei primi 4 mesi di terapia (malato trattato con un mese di ritardo) non sono stati di molto superati.
Tuttavia, il miglioramento molto importante ottenuto in questi primi quattro mesi dello stato di questo paziente, restituito, dopo un mese di ospedale, pressoché completamente infermo alla sua famiglia, mostra molto bene l’azione favorevole del cloruro di Mg nel trattamento della poliomielite.
Ho rivisto il malato il 12 settembre 1955. I progressi sono continuati molto lentamente. Ha abbandonato le stampelle. Cammina aiutandosi con un bastone, senza troppa difficoltà.”

L’ostruzionismo continua
Dal 1943, anno in cui aveva constatato che il cloruro di magnesio poteva guarire anche la poliomielite, al 1957, anno in cui uscì “Prevenir et guerir la poliomyelite”, il dott. Neveu aveva invano cercato, con tutte le sue forze, di propagandare il metodo.
Né i successi registrati da parecchi altri medici, né la campagna condotta da “La Vie Claire”, potevano rompere il muro del silenzio.
Il Prof. Delbet era morto, e non c’era più speranza di presentare una nuova comunicazione all’Accademia.
Nessuna rivista o società medica segnalò l’uscita del libro di Neveu.
Anzi, il Prof. Lepine, dell’Istituto Pasteur, scrisse su “La Republique du Centre”:
“Abbiamo sperimentato, nel mio laboratorio, il sedicente trattamento del Dott. Neveu, come facciamo con tutti i trattamenti, senza eccezione, che vengono proposti per la prevenzione o il trattamento della poliomielite.
Io affermo, con l’esperienza di trent’anni di ricerche ininterrotte su questo argomento, che il trattamento del dott. Neveu è sprovvisto di ogni efficacia nella poliomielite.
Farsi l’apostolo di un metodo che poggia su delle teorie inconsistenti ed il cui fallimento è costante, è rendersi complici di una vera e propria truffa morale nei confronti delle famiglie.”

In un articolo sulla “Gazette de Lausanne” del 10.6.1959, lo stesso Prof. Lepine scrisse: “affermare alle famiglie che esse possono, venuto il momento, guarire la polio con un metodo semplice (somministrazione di un sale di magnesio), quando l’inefficacia totale di ques6to metodo è ampiamente dimostrata, costituisce una pura e semplice truffa morale.”

  1. Delarue ci narra il seguito della vicenda: “Clerc, tramite “La Vie Claire”, propose allora che la questione venisse risolta da un giurì d’onore, composto equamente da medici scelti dalle due parti.
    Si dovevano poi scegliere, tra i malati di un ospedale, un certo numero di casi di polio accertati, senza contestazione, da ogni membro del giurì; poi il Dott. Neveu li avrebbe curati.
    Se avesse fallito, il fallimento sarebbe stato reso noto, e il metodo Neveu, riconosciuto erroneo, si sarebbe perso nell’oblio.
    Ma se fosse riuscito a guarirli, come egli si diceva convinto, allora si sarebbe dovuto far conoscere ovunque il metodo, perché nessun malato fosse privato della speranza di guarire.
    Il Dott. Neveu rispose subito che questo era il suo augurio più sincero, e si disse pronto a sostenere la prova. Il Prof. Lepine negò di voler accusare il Dott. Neveu, affermò di aver sperimentato il metodo nel suo laboratorio e rifiutò il giurì d’onore, ritenendo superflua ogni ulteriore sperimentazione.

Una risposta di ben poco valore, se si pensa che Neveu aveva guarito anche Rosine C., nipote del Dott. René B., dell’Istituto Pasteur, grande amico di Lepine; e che si trattava di proteggere dei bambini dalla morte o dalla paralisi… se l’illustre medico non aveva tempo da dedicare all’accertamento della verità, perché aveva preso l’iniziativa di mettere in guardia l’opinione pubblica dal trattamento di colui che si faceva apostolo di una “pura e semplice truffa morale”? Era l’occasione buona per smentirlo e, contemporaneamente mettere in ridicolo i mercanti di illusioni che, senza averne i titoli, guariscono, mentre la scienza, con tutto il suo gigantesco arsenale, fallisce miseramente !

Perché non è stata colta ?
Perché non è stato costretto al silenzio un avversario pieno di pretese? Il rifiutarsi, di fronte alle testimonianze di guarigione portate da diversi medici, di porre fine alle polemiche con una sperimentazione scientifica ineccepibile, se è vero che il metodo del Dott. Neveu guarisce la polio, non costituisce forse una pesante responsabilità per il Prof. Lepine In seguito, nel 1964, la vaccinazione antipolio è stata resa obbligatoria, gli istituti ed i servizi di rieducazione si sono moltiplicati, ma non è stato proposto nessun trattamento per la cura della poliomielite.
I piccoli poliomielitici curati con i grandi mezzi della Medicina Ufficiale continuano a patire le terribili conseguenze; quelli che vengono curati con poche lire di cloruro di Magnesio, sembra che continuino a guarire perfettamente.”

Altre Malattie

Il Dott. Neveu non si accontentò di curare, col cloruro di magnesio, la difterite e la polio, ma lo utilizzò con successo in molte altre malattie.
Neveu non era un professore universitario, non aveva tempo da dedicare ad esperimenti, analisi, a redarre i suoi lavori; egli era un medico di campagna, con una clientela molto numerosa che lo assorbiva completamente; per dedicare ad ogni malattia uno studio simile a quello fatto per la difterite, non gli sarebbe bastata una vita intera.
I detrattori del metodo citofilattico potranno facilmente accusarci per la mancanza di statistiche, di dati sperimentali, di analisi di laboratorio che confermino le diagnosi, e quindi contestare ogni validità al metodo.
In risposta a costoro possiamo solo sottoscrivere ciò che R.P.J. Favier scrisse nella prima edizione del suo “Equilibre mineral et santé” (Parigi, Ed Dangles 1951):
” Noi non pretendiamo di portare una soluzione definitiva al problema dell’azione terapeutica del cloruro di magnesio nelle malattie infettive… Ben lontani dal presentare il nostro lavoro come qualcosa di definitivo, di completo, vorremmo che fosse una base di partenza per nuove ricerche.
Ma, attendendo i progressi futuri di questa terapeutica e le approvazioni ufficiali di coloro che sono qualificati per darle, pensiamo che il cloruro di magnesio, somministrato secondo la posologia del Dott. Neveu, sia capace di rendere, già da ora, dei grandi servigi; che possa migliorare l percentuali di guarigione, sia nell’uomo che negli animali, in un gran numero di malattie infettive e, poiché è assolutamente senza pericolo, e non si oppone all’uso simultaneo dei trattamenti usuali, abbiamo ritenuto che non potevamo permetterci di attendere, per farlo conoscere, che fosse possibile proporre un lavoro meno imperfetto.

Troppe vite avrebbero pagato il nostro ritardo.
L’elenco delle malattie che segue non pretende di essere completo, probabilmente molte altre malattie possono cedere al trattamento citofilattico correttamente applicato.
Qui citeremo solo quelle per le quali la pratica, soprattutto del Dott. Neveu, ma anche di altri medici e nostra, ha dimostrato un efficacia notevole.
Ci auguriamo che questo sia solo l’inizio, uno stimolo a cercare nuove e proficue applicazioni del Cloruro di magnesio in medicina.

Continua QUI: https://mednat.news/vaccini/poliomielite.htm

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Esperto per la Vera scienza, conoscenza, filosofo della vita eterna, esperto in Medicine Naturali, Scienza della Nutrizione, Bioelettronica e Naturopatia. Consulente di https://mednat.news/curriculum.htm - Curatore, Tutore, Notaio, del TRUST estero VANOLI G.P. e difensore dei: - Human Rights Defender ONU/A/RES/53/144 1999 - Diritti dei Batteri e Virus, cioè della Vita/Natura in genere

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