Nutriterapie per il Cancro

Le Nutriterapie naturali ed i Tumori  + Terapie fai da Te

Il caso Di Bella, è stato l’ultimo e più eclatante sintomo della grave situazione in cui versa l’approccio ufficiale alla terapia dei tumori. Della terapia Di Bella si possono avere opinioni diverse, ma quello che non si può disconoscere è che il professore siciliano, di fronte alla inutile e distruttiva violenza della chemioterapia, ha gridato forte e in maniera irreversibile: “il re è nudo” !

Il caso Di Bella ha modificato radicalmente la percezione pubblica del problema tumori soprattutto perché, ancora prima della sua messa in discussione dei principi teorici che sottostanno all’approccio chemioterapico, ha mostrato alla vasta audience di giornali e televisione come migliaia di malati di cancro, stanchi di fungere da agnelli sacrificali sull’altare degli interessi farmaceutici multinazionali, abbiano finalmente trovato il coraggio di dire basta, e di cercare strade meno distruttive e più efficaci.

L’esplosione del caso Di Bella, che l’anziano professore ha dovuto pagare subendo attacchi indecorosi ed evidenti manipolazioni della sperimentazione clinica, ha avuto il merito di porre alla coscienza pubblica il seguente quesito: come mai tante persone sono disposte a scendere in piazza per questo “stregone” (così è stato trattato, nonostante una vita dedicata alla scienza e all’accademia ufficiali), se è vero che ormai oltre il 50% dei tumori sono curati dalla chemioterapia, e addirittura, come sostengono gli oncologi ufficiali, si arriva quasi all’80% di guarigioni se il tumore viene preso in tempo ?
Davvero queste migliaia di malati di cancro che si rivolgono a Di Bella o ad altre terapie alternative sono tutti pazzi o stupidi ?

C’è qualcosa di marcio in Danimarca.
Da un lato siamo bombardati tutti i giorni da messaggi mediatici sui trionfi dell’oncologia chemioterapica, e sulle “magnifiche sorti e progressive” della lotta chimica ai tumori.
Dall’altro, chissà perché, tutti gli ammalati di tumore che conosciamo, famigliari, amici e conoscenti, che si sono curati con la chemioterapia soltanto (a meno che, di nascosto dai medici, non abbiano svolto in parallelo cure alternative) quasi mai si salvano, e quasi sempre, anche quando sono dichiarati guariti, finiscono per morire qualche anno dopo di un altro tipo di tumore.

Uno dei segreti sta in un piccolo trucco che viene utilizzato nel confezionare le statistiche sulle guarigioni da tumore: le statistiche ufficiali vengono limitate al breve periodo, o addirittura al momento della dismissione del paziente dall’ospedale.
(NdR: Ed in queste statistiche si includono i tumori operati ed eliminati dall’organismo del malato, anche senza chemio terapia susseguente…e sono almeno il 50% dei casi…)
In questo modo, una chemioterapia che abbia distrutto, ad esempio, un tumore al seno, viene inclusa tra i successi se al momento della cessazione della chemioterapia il tumore al seno è stato eliminato, (NdR: magari con un atto chirurgico…), anche se magari il paziente muore l’anno successivo di un tumore all’utero, o sempre di tumore al seno, ma in un centro oncologico diverso da quello di origine.

Il tragico paradosso delle statistiche ufficiali sui tumori viene spiegato molto bene dallo stesso Di Bella:
Se una persona viene dimessa dall’ospedale si dice che è in remissione. Quando ritorna viene curata e viene dimessa un’altra volta. Se ogni dimissione viene considerata un dato positivo, i conti aumentano.
E siccome non si può morire più di una volta, se un individuo è stato dimesso 9 volte ed è morto una sola volta si avrà il 90% di guarigioni e il 10% di mortalità.”

Ci sono altri trucchi statistici che vengono utilizzati per sostenere la balla dei trionfi della chemioterapia: ad esempio, la cifra del 50% di guarigioni si ottiene facendo la media tra l’87% di guarigioni del tumore al testicolo, e il 10-12% di guarigioni del tumore ai polmoni; il trucco sta nel nascondere il fatto che i malati in un anno di tumore al testicolo sono 2.000, mentre quelli del tumore ai polmoni sono oltre 40.000!

Il normale (ed economicamente conveniente) modo di pensare della dominante medicina chemiotossica è per compartimenti stagni. Un paio di anni fa ci fu molto rumore su tutti i giornali per un nuovo farmaco, il tamoxifen, che si diceva essere capace di bloccare l’insorgenza del tumore al seno; i ricercatori che lo realizzarono, entusiasti del loro ritrovato, dichiaravano candidamente che l’unico effetto collaterale era che aumentava significativamente il rischio di tumore all’utero !
Sembra una barzelletta, ma è la Verità !

Certo, la gran parte delle persone si fidano ancora delle promesse e statistiche ufficiali (NdR: fasulle).
In fondo, molti pensano, aumentare anche solo di pochi anni la sopravvivenza di una persona è già qualcosa. Ma a parte il prezzo di sofferenza che i pazienti della chemioterapia devono pagare, non esiste controprova a tale argomento, dato che non è possibile verificare se il malato di tumore sottoposto a chemioterapia non avesse potuto sopravvivere anche più a lungo senza la chemioterapia.

Di fatto, quando questa valutazione è stata fatta, si è visto che sopravvivono più a lungo i pazienti che non si sottopongono a chemioterapia né ad alcun altro trattamento.
Inoltre, l’argomento vale solo per chi non sappia o non voglia sapere che ci sono mezzi molto più efficaci e meno invasivi di combattere il tumore; e per chi si ostini a non capire che il prezzo della chemioterapia è quello di rendere assai più difficile curare il tumore la seconda volta che si manifesti nella stessa o in altre forme.

Già, perché al di là delle varie forme che assume, il tumore è uno, e la sua frammentazione in tanti specifici tumori differenti non fa che oscurare il fondamento sottostante tutti i tumori (maligni e non), e che hanno a che fare con lo squilibrio dell’individuo nella sua interezza di psiche (Conflitti Spirituali irrisolti che creano il loro corpo di dolore) ed energia metabolico /immunitaria con ripristino della funzionaltà della ghiandola Pineale per mezzo della melatonina specializzata e con le tecniche BioElettroniche di reinformatizzazione dei sistemi alterati a qualsiasi livello, dai geni, DNA, molecole, cellule, tessuti, organi ed i vari sistemi od apparati.

La crescente schiera di chi cerca alternative all’approccio chemiotossico, comincia a imparare che le terapie Bioelettroniche, fitoterapiche e nutriterapiche funzionano, e che molte erbe o superalimenti particolari (alghe, funghi, germogli, ecc.) contengono numerosi e potenti principi antitumorali.
Quello che accomuna tutte le forme di terapie naturali, è l’idea che nessuna terapia che vada contro il fondamento vitale dell’uomo, contro l’innata capacità immunitaria e autoregolatrice del nostro organismo, può veramente funzionare.

Ci sarebbe anche da parlare del ruolo che la psiche svolge nella prevenzione e guarigione del tumore, sicuramente essenziale, e su cui si può lavorare sia attraverso strumenti psicoterapici sia attraverso veri e propri interventi di “psichiatria ortomolecolare” (o nutrizionale) – vedi: Tecnica della Confessione + Conflitti Spirituali

Non possiamo dilungarci qui su questo tema, ma anche qui quel che è certo è che l’insensibilità di molti oncologi, che sparano sui malati condanne a morte con estrema facilità, deriva anche dalla sottovalutazione che la mente gioca nello sviluppo della malattia.

E’ spesso impossibile intervenire simultaneamente su soma e psiche, soprattutto perché manca ancora una teoria e pratica compiuta dell’approccio psicoterapico al tumore (anche se l’approccio sviluppato dal dr. Hamer probabilmente rappresenta oggi la forma più avanzata di tale approccio).
Anche quando non sia possibile fare altro, è comunque certamente importante evitare atteggiamenti terroristici e disperati, e offrire al malato un sostegno morale e la convinzione che, se vuole, può guarire.

Tuttavia, per decenni si sono avuti significativi successi sulle patologie tumorali anche solo attraverso adeguati interventi fitoterapici. Si può spiegare questo con il fatto che il tumore, come d’altronde tutte le malattie, è una condizione complessa costituita da fattori fisici, mentali e spirituali, e che giunge a maturazione solo con il concorso di tutti i fattori necessari (Psico-fisici).

In altre parole, è come se esistesse una soglia al di sotto della quale il tumore permane sempre latente, un rischio che non si concretizza se non appunto superando tale soglia.
E perché tale soglia sia oltrepassata non basta che ad esempio l’individuo non trovi più senso nella propria vita (fattore che a mio avviso gioca un ruolo più importante di quel che comunemente si ritiene nello sviluppo dei tumori), perché se a tale condizione psicoetica non si aggiungono anche determinate condizioni di intossicazione, alimentarinutrizionali, ossidative, infiammatorie e di decadimento immunitario, quella condizione rimarrà probabilmente un malessere esistenziale comune a molti, possibilmente foriero anche di trasformazioni positive.

Per spiegare la cosa da un altro punto di vista, si dirà che anche i fattori psico-spirituali si manifestano in un modo piuttosto che in un altro quando i canali della loro manifestazione somatica siano alterati in un determinato modo e in misura sufficiente.
Ecco perché una terapia fitonutrizionale che sia davvero in grado di normalizzare lo stato immunitario e le capacità antiossidanti e antinfiammatorie dell’organismo può fare una differenza sostanziale nella possibilità di guarire dal tumore, anche bloccando la manifestazione dei fattori psichici in modi fisiologicamente patologici.

Che la psiche svolga un ruolo essenziale nel tumore è chiaramente visibile anche nel fatto che laddove non ci sia volontà o speranza di guarire da parte del paziente, ogni intervento finisce per essere inutile (ecco perché la terapia naturale deve comunque associarsi almeno a costanti iniezioni di fiducia al malato, quando non sia possibile aiutare il malato a comprendere i fattori psicologici ed esistenziali che possono averlo condotto al tumore).

E tuttavia, laddove ci sia anche una piccola volontà e speranza di vivere, un’adeguata terapia fito-nutrizionale (NdR: anche via endovena con soluzioni mineralvitaminiche (Vitamina C e Glutatione)
– vedi QUI il medico che utilizza con successo questo sistema –  l’ideale e utilizzare quelli non di sintesi chimica, ma di estrazione naturale – assieme all’assunzione via orale di fermenti lattici appropriati a seconda del paziente ed enzimi, specie Lisozimi) può rendere normale il guarire naturalmente dal tumore, cosa che oggi vogliono farci ritenere impossibile o puramente miracoloso (vedi quei medici che alle volte preferiscono spedire il malato a Lourdes piuttosto che permettergli di curarsi naturalmente).
– vedi: Alimentazione + Succhi di frutta e verdura + Frutta e VerduraFrutta secca + Crudismo + Vegetarianesimo

– vedi particolarmente ed anche: Bioelettronica + Semeiotica biofisica

…in Sintesi:
Il bicarbonato di sodio, umile composto e molto a buon mercato, secondo recenti e sorprendenti ricerche mediche, può curare anche il cancro. E non solo, allevia molto significativamente anche gli effetti secondari negativi della chemioterapia.
La “soluzione” della medicina ufficiale per il cancro, si basa su tre procedure molto rischiose e altamente invasive la chirurgia, la chemioterapia e la radioterapia.

Dose Consigliata: 1/2 litro di acqua + succo di 3 limoni + 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio. Prendere a stomaco vuoto al mattino, può essere suddivisa in due dosi durante il giorno, ma non tra i pasti. E‘ meglio prenderla ogni giorno, anche quando la malattia è sparita, perché tutti i tumori possono tornare, ed è importante prevenire e curare anche mediante la Melatonina specializzata
Inoltre tutti i cancerosi, come gli ammalati gravi, hanno carenze di melatonina, perché l’Epifisi (ghiandola pineale) che la secerne, nei malati si riduce quantità e qualità della melatonina creata.
E’ importante far assumere la melatonina coniugata per farla giustamente assimilare.

vedi anche il Pantellini DrinkBevanda per la salute e per il cancroCanceroso: un Canarino al banco, grazie ! + Cura dell’Uva per il Cancro  + Cura Di Bella, funziona + Visionare questo PDF sui benefici dei Limoni per la salute
+ vedi qui sotto altre terapie naturali.
Multiterapia Di Bella, vedi:
https://www.salutecobio.com/paolo-lissoni-metodo-di-bella

IMPORTANTE ed UTILE per i Cancerosi: Bicarbonato di sodio + Melassa (o succo d’acero), Potassio + Strisce PX stick = mistura molto utile che in certi casi fan guarire dal cancro in 15gg, serve per alcanizzare velocemente i liquidi dell’organismo, dall’acidosi che è la base del cancro  !

Guarisce in 12 giorni il suo cancro alla prostata con metastasi alle ossa. Ecco la sua cura.
Vernon Johnston è un diverso tipo di soggetto sopravvissuto al cancro. Quando i suoi medici nel 2008 gli diagnosticarono un cancro alla prostata aggressivo al IV stadio, con metastasi alle ossa, non prese neppure in esame i programmi di trattamento tradizionali provati scientificamente.
Rispetto alla chemioterapia e la radioterapia, si dice che la terapia di Cesio produca risultati migliori. Sapendo questo, Vernon, pensò inizialmente di incominciare una cura a base di Cloruro di Cesio, che purtroppo non è mai arrivata a casa sua (l’aveva ordinata su internet), così decise di cercare vie alternative per aumentare i livelli di pH del suo corpo e optò per un metodo alternativo noto come “terapia pH elevato.” Ha finito per curare il suo cancro usando il protocollo con melassa e bicarbonato di sodio per curare la citotossicità, con la quale è stato in grado di aumentare i suoi livelli di pH di alcalinità. 12 giorni dopo aver iniziato la cura, il suo cancro era sparito !

Il Sig. Johnston spiega: “E’ molto importante per quelli di noi che hanno fatto o stanno facendo questa cura (con bicarbonato di sodio) che ci concentriamo su una dieta alcalina. Perlomeno, a quelli di noi che stanno recuperando, suggerisco una dieta che sia almeno all’80 % alcalina e 20 % acida…”.

Il Protocollo – Ingredienti e strumenti:
– Bicarbonato di Sodio
– Melassa
– Potassio
– Strisce PX stick

Bicarbonato di Sodio
Il bicarbonato di sodio Arm & Hammer o bicarbonato di sodio Bob Red Mill senza alluminio.
Arm & Hammer è apparentemente senza alluminio. Arm & Hammer è stato utilizzato in questo protocollo.
Nota: Anche il bicarbonato di sodio Solvay dovrebbe essere senza alluminio in quanto sulla confezione è scritto: “Bicarbonato di sodio purissimo”.

Melassa
Melassa Black Strap o sciroppo d’acero biologico, grado B.
Nota: L’importante è che sia proveniente da canna da zucchero non solforata.
La canna da zucchero color verde (acerba) viene trattata con fumi di zolfo durante la lavorazione e produce la melassa solforata.
Il biossido di zolfo, che agisce come conservante, viene aggiunto durante il processo di estrazione dello zucchero.
La canna da zucchero color giallo ocra (maturata in pieno sole) che è stata purificata e concentrata, produce la melassa non solforata.
Lo zolfo viene utilizzato anche per sbiancare la melassa.
(La canna da zucchero impiega circa 12 mesi per maturare, ma in alcune zone (Louisiana) ne bastano 6, mentre in altre ne occorrono 24.)
In questo protocollo è stata utilizzata la melassa Brer Rabbit Blackstrap. Negli ingredienti è specificato che si tratta di: Unsulphured Molasses, cioè melassa non solforata.

Potassio
Acquistare una buona marca di potassio (verificare).
Strisce reattive pH Stix. Sono facili da utilizzare (vedi istruzioni nel video). Sono molto precise perché hanno un incremento dello 0,25 tra il pH 5,5 e 7,5 (altri misuratori arrivano soltanto allo 0,5).

Come effettuare le misurazioni del pH: utilizzare solo cucchiai di plastica.
Effetti collaterali
6° – 7° giorno. Si può avere un po’ di nausea, le feci possono diventare giallastre. Le labbra possono formicolare e si può avere più ossigeno ed euforia, anche un leggero mal di testa. Questo è previsto e può eventualmente diminuire.
8° – 11° giorno. Si può avere un po’ di diarrea e ci si può sentire un po’ deboli. Ma prendendo il potassio, durante la cura con il bicarbonato di sodio, la perdita di energia dovrebbe diminuire. Si dovrebbe prendere un alto dosaggio di potassio al giorno con questa cura.
9° o 10° giorno. Con questo dosaggio (2 cucchiai di melassa e 2 di bicarbonato) si possono avere sudorazioni notturne. Questo è previsto.

Spesa totale: € 27,71 + Bicarbonato € 1,20 + Potassio € 12,60 + Melassa Rapunzel di canna da zucchero BIO (è priva di zolfo) € 4,5 + Strisce reattive pH Stix € 9,41 – Totale = € 27,71

Tempo
Giorni di completa guarigione: 12 (Vernon Johnston è guarito dopo 10 giorni “Ho iniziato il 2 giugno 2008 e ho terminato il 12 giugno 2008. Ho smesso perché mi è stato programmato per un’altra scintigrafia ossea, il 13 giugno 2008. I medici volevano vedere quanto si stava diffondendo il cancro o se quello che stavo facendo ha rallentato lo stava rallentando).

Procedura
– I primi 5 giorni
Mescolare:
– 1 cucchiaino di bicarbonato di sodio con
– 1 cucchiaino di melassa in
– 1 tazza d’acqua
(Può essere riscaldato in padella per essere sciolto, ma questo non è necessario – vedi il video per le istruzioni).
– Bere la miscela 1 volta al giorno per 5 giorni.
Nota: Bere sempre la soluzione 2 ore prima o dopo un pasto.

pH
Prova il tuo pH frequentemente; sia della saliva che delle urine.
Il pH deve essere portato al livello normale/alcalino che è di 7,2-7,5.
Questo livello dovrebbe indurre le cellule tumorali ad andare in letargo. Ed un livello di 8,0-8,5 dovrebbe ucciderle, e così è consigliabile portare il vostro livello di pH a 8,0-8,5 per 4 o 5 giorni soltanto, e poi abbassare di nuovo alla normalità).

Il 6° e 7° giorno
Mescolare:
– 2 cucchiaini di bicarbonato di sodio e
– 2 cucchiaini di melassa in
– 1 tazza di acqua
Bere la miscela 2 volte al giorno. Continuare questa formula fino al 7° giorno.
(Si può iniziare a sentire un po’ di nausea, e le feci possono diventare giallastre. Questo è previsto. Qualcosa di buono sta accadendo nel tuo corpo. Qualcosa di brutto sta accadendo al cancro. Inoltre, le tue labbra possono formicolare e si può avere più ossigeno ed euforia, anche un leggero mal di testa. Questo è previsto e può eventualmente diminuire).

Dall’8° all’11° giorno
Il giorno 8, bere la miscela 3 volte al giorno fino al giorno 11.
(Si può avere un po’ di diarrea e ci si può sentire un po’ deboli. Ciò dovrebbe avvenire, ma prendendo il potassio, durante la cura con il bicarbonato di sodio, la perdita di energia dovrebbe diminuire. Si dovrebbe prendere un alto dosaggio di potassio al giorno con questa cura. Nel 9° o 10° giorno con questo dosaggio, si possono avere sudorazioni notturne. Questo è previsto.
La cosa che stai facendo in questo momento serve ad avere un pH a 8,0-8,5 (più o meno), e a mantenerlo a questi livelli per un paio di giorni (la terapia dal 1° al 5° giorno spiega di mantenere questo pH (8,0-8,5) per un periodo di 4-5 giorni n.d.a.).
Se si avvertono effetti collaterali troppo forti, si può sempre tornare indietro a prendere la miscela due volte al giorno, e quando i sintomi diminuiscono, tornare a 3 volte al giorno.
La sperimentazione va bene – ascolta il tuo corpo, ti dirà quando fare marcia indietro).

Il 12° giorno
Il 12° giorno ci si può sottoporre ad un esame diagnostico per controllare lo stato della neoplasia. Se non si ha più il cancro si può interrompere la cura o fare una terapia di mantenimento.

– 2 cucchiaini di bicarbonato di sodio e
– 1 cucchiaino di melassa in
– 1 tazza di acqua
Bere la miscela una o due volte al giorno per 7 giorni: per esempio, se si sta solo cercando di alzare l’ambiente alcalino a 7,2-7,5 pH.
Se non si è guariti si può ricominciare tutta la terapia, partendo dal primo step.

Il pH basico uccide il Cancro
Schema del protocollo – Video illustrativo:


Cancro e trattamento alternativo
La storia di Johnston, che può essere letta sul suo sito web, esemplifica l’emergere di polarizzazione di storie di successo con metodi alternativi. Da un lato, il trattamento tutto naturale sembra aver funzionato bene. Pochi mesi dopo aver ricevuto la diagnosi terminale, le metastasi alle ossa si erano ritirate, così come quello alla prostata. Oggi, è vivo per raccontare la sua storia.
D’altra parte, tali trattamenti miracolosi ovviamente non rientrano tra i “parametri scientifici di coerenza e di efficacia” come terapia convenzionale. Se lo facessero, il cancro non sarebbe più un problema.
Con il finanziamento della ricerca e le spese mediche in esecuzione su una scheda annuale di $ 210.000.000.000 nei soli Stati Uniti, non è difficile immaginare che l’avida azienda medica stia trattenendo una cura universale. Più della metà di questi costi, sono costi indiretti di mortalità, il che significa che circa $ 130.000.000.000 non tornano a beneficio delle imprese del governo, ospedali, o ambito farmaceutico. Invece di diffamare o respingere la storia di Johnston come una menzogna, potrebbe essere più ragionevole focalizzare l’attenzione sul fatto che la ricerca sul cancro è un’impresa sistematica basata sull’osservazione, i risultati, la riproducibilità e l’incertezza. Fino a quando queste indagini convergono in una soluzione definitiva, dobbiamo essere consapevoli di teorie e credenze parallele.
La chemioterapia è una forma aggressiva di trattamento del cancro. Spesso, la procedura può lasciare il paziente svuotato di energia, con un sistema immunitario quasi nullo. Nel caso di Vernon, il suo cancro era già in fase avanzata e anche sedute di chemioterapia continue non avrebbero garantito la cura. Così quello che ha fatto è stato quello di prendere in mano la situazione.
Il bicarbonato di sodio è un elemento comune e viene usato come antiacido. Quello che ha fatto è stato quello di mescolare il bicarbonato di sodio con la melassa (o sciroppo d’acero), e ha iniziato a prenderlo su base regolare. Può sembrare altamente improbabile, ma il successo di Vernon nel combattere il cancro utilizzando semplicemente bicarbonato di sodio e altri ingredienti naturali è stato adeguatamente documentato nel suo blog, in modo che tutti possano informarsi e prendere spunto dalla sua esperienza.
I benefici per la salute del bicarbonato di sodio comprendono l’incremento dei livelli di pH del corpo neutralizzando il suo contenuto acido. E’ anche usato come antisettico topico che impedisce la formazione di cicatrici e vesciche. Infine, può essere utilizzato per ridurre il prurito causato da allergie cutanee.

Il bicarbonato di sodio e come può aiutare la battaglia del cancro
Le cellule tumorali in genere hanno bisogno di un ambiente acido per il progresso e la diffusione. Alcuni esperti ritengono che alcalinizzare l’ambiente, può aiutare a far morire di fame le cellule tumorali e diminuire la loro crescita. Questa soluzione piuttosto “semplice” è stata dimostrata giusta ed efficace. Ovviamente, la soluzione migliore sarebbe quella di localizzare il bicarbonato di sodio nelle zone il più possibilmente vicine al tumore, ergo, iniezione endovenosa di bicarbonato di sodio è la scelta migliore rispetto alla somministrazione per via orale. Tuttavia, i farmaci orali sono relativamente meno costosi, e spesso più sicuri e facilmente disponibili rispetto al suo omologo per via endovenosa.
Tratto da: frasideilibri.com

Promemoria:
Al di là delle varie forme che assume, il tumore è uno, e la sua frammentazione in tanti specifici tumori differenti non fa che oscurare il fondamento sottostante tutti i tumori (maligni e non), e che hanno a che fare con lo squilibrio dell’individuo nella sua interezza di psiche (Conflitti Spirituali irrisolti che creano il loro corpo di dolore) ed energia metabolico /immunitaria con ripristino della funzionaltà della ghiandola Pineale per mezzo della melatonina specializzata e con le tecniche BioElettroniche di reinformatizzazione dei sistemi alterati a qualsiasi livello, dai geni, DNA, molecole, cellule, tessuti, organi ed i vari sistemi od apparati.
Ma occorre ricordare anche che, ogni individuo ha reazioni totalmente diverse da un’altro alla stessa terapia.
Ad uno guarisce, all’altro fa poco, ad un’altro non fa nulla !
Per cui è il malato che DEVE provare le varie terapie e vedere se il suo organismo si attiva verso la guarigione o meno.

IMPORTANTE SCOPERTA su Latte materno e Cancro
Ricercatori svedesi dell’Università di Lund hanno trovato risultati promettenti dalla ricerca gli effetti della sostanza sui pazienti. con cancro alla vescica  – Maggio 2017
Nei primi studi clinici con pazienti affetti da cancro della vescica, quelli iniettati con il composto ha cominciato a gettare le cellule tumorali morte attraverso la loro urina in pochi giorni.
Il composto derivante dal latte materno mira le cellule tumorali da solo, offrendo un’alternativa ai trattamenti chemio e radioterapia che danneggiano le cellule, sia sane e cancerose nel corpo.
http://www.independent.co.uk/life-style/health-and-families/health-news/breast-milk-cancer-sweden-university-of-lund-a7735351.html  

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TERAPIA del dott. Aldo Vieri
Ecco, qui di seguito, la sintesi elaborata da Alessandro Ferrini, con l’ausilio e il controllo di Martino Sartori, vero esperto in Biologia, sentito pure, il parere del dottor Andreatti e frutto di anni di lavoro e ricerche sul prezioso lascito scientifico del compianto dottor ALDO VIERI che, grazie alla buona volonta’ di pochi, almeno all’inizio, stiamo parlando di almeno 10 anni fa, oggi, viene riscoperto, in molte parti del mondo da ricercatori vari, come recita il testo stesso.
IL TESTO, qui di seguito, Compare nel  File: GLI  EPIGONI DEL DOTTOR ALDO VIERI a cui, anche il sottoscritto, è stato invitato a partecipare fin dalla prima ora.
By Alessandro Ferrini
F.A.Q. DOMANDE FREQUENTI (scaricabili e meglio leggibili nella sezione “file”) – Prima di intervenire nelle discussioni leggete attentamente !
1. In cosa consiste la cura elaborata dal dott. Aldo Vieri ?
E’ una soluzione composta da tintura alcolica di Colchico autunnale (bulbo), acido acetico, alcool puro a 95°. Le proporzioni e le modalità di preparazione indicate da Aldo Vieri, rese pubbliche dal 1967, sono le seguenti: 10cc di alcool in una boccetta contagocce nuova (per evitare contaminazioni); aggiungere 3 gocce di tintura di colchico; aggiungere 3 gocce di aceto di puro vino.
2. Quali sono le modalità di somministrazione (posologia) ?
Agitare bene e a lungo, prima di ogni utilizzo, poiché la tintura di colchico tende a separarsi dall’alcol e dall’aceto.
Ogni giorno, per almeno due mesi, mettere 9 gocce del preparato sulla lingua, attendendo il completo assorbimento da parte della mucosa.

ATTENZIONE.
Evitare che il contagocce entri in contatto con agenti di qualsiasi tipo, inclusa lingua, denti, mucosa buccale in generale, poiché una volta inserita la pipetta nella boccetta i batteri contaminano il preparato in modo irrimediabile.
Se ciò accade, NON INSERIRE LA PIPETTA NELLA BOCCETTA: IL CONTAGOCCE VA BUTTATO, SIGILLATA LA BOCCETTA E ACQUISTATO UN NUOVO CONTAGOCCE.
3. Come agisce sul cancro ?
Il colchico ha effetti antimitotici e conseguentemente antiangiogenetici noti fin dal 1800, in altre parole impedisce la replicazione cellulare, provocando la morte delle cellule. La particolare formulazione del dott. Aldo Vieri fa sì che il colchico agisca selettivamente sulle masse tumorali, preservando le cellule sane, e provocando la progressiva morte cellulare delle masse a seguito della mancata divisione cellulare e la formazione di nuovi vasi sanguigni che alimentano i tumori solidi.
4. Come faccio a reperire il preparato ?
Attualmente, da quel che sappiamo, è possibile reperire il preparato qui:
– FARMACIA ASSAROTTI – Tel. 010 / 8392831 Dott. Edilio Lancellotti Via Peschiera, 3 – 16122 Genova (GE) Fax.: 010 / 8396959
– ERBORISTERIA DEA SALUS DI ANDREATTI FABRIZIO 39, Via Rosmini Antonio – 38015 Lavis (TN) – Tel. 0461 241696 (Fabrizio Andreatti, in quanto esperto erborista, si occupa anche della raccolta del colchicum autumnale, sulle montagne del Trentino, prepara la tintura madre e utilizza aceto ed alcool biologici)
5. Quanto costa il preparato di Aldo Vieri ?
Attualmente il costo indicativo del preparato è di circa 15-16 euro per una boccetta da 100cc che garantisce un trattamento di due mesi.
6. E’ possibile utilizzare il preparato a scopo preventivo ?
Sì, è possibile utilizzare il preparato a scopo preventivo. Il dott. Vieri suggeriva, a questo fine, di assumere il preparato per circa un mese, una volta all’anno. Vista la tossicità pressoché nulla, grazie alla combinazione del preparato, è possibile anche utilizzarlo più frequentemente.
7. Ci sono studi, testimonianze e una casistica che comprovino l’efficacia del colchico ?
Negli ultimi 15 anni, ma soprattutto negli ultimi 6, la colchicina è tornata al centro del panorama accademico internazionale ed è molto studiata in diversi atenei universitari.
Uno dei ricercatori che stanno approfondendo ampiamente la questione è il prof. Laurence Patterson che ha coniato il nomignolo “Smart Bomb” dopo aver osservato la selettività della colchicina, opportunamente veicolata, nell’attaccare le cellule mutate del cancro lasciando inalterate quelle sane. Per ulteriori informazioni sulle pubblicazioni scientifiche, vale la pena ricercare “colchicum + cancer” (ad esempio) sul portale PubMed.
Oltre a ciò esiste una casistica pressoché sterminata di persone guarite da Aldo Vieri a partire dagli anni ’50.
8. Il colchico è tossico ? Il preparato colpisce solo le cellule tumorali ?
Sì, il colchico è una pianta estremamente tossica SE e SOLO SE assunta pura e in quantità elevate. TUTTAVIA la formulazione di Vieri, grazie all’azione combinata delle sue componenti, rende totalmente innocua la colchicina per le cellule sane di chi la assume, conservandone gli effetti letali per le cellule malate. Inoltre la quantità giornaliera assunta è molto lontana da quella considerata pericolosa per la salute (circa 0,005 ml di tintura di colchico che contiene, oltre alla colchicina, altri fitocomponenti della pianta).
9. Si può utilizzare il preparato di Vieri insieme alle cure tradizionali ?
Non esistono controindicazioni particolari in merito a questo. Suggeriamo di valutare eventuali interazioni assieme al medico curante, opportunamente informato sul preparato di Aldo Vieri.
E’ necessario sottolineare, tuttavia, che alcuni trattamenti utilizzati attualmente per la cura del cancro possono ridurre la risposta dell’organismo all’azione del preparato (chemio, radioterapia).
10. Il preparato può essere assunto da tutti ?
Ad oggi non esistono controindicazioni particolari note, fatte salve intolleranze o allergie alle sue componenti.
11. La componente alcolica del preparato di Vieri può far male a chi è astemio o a chi ha patologie epatiche ?
La quantità di alcool contenuta in un’assunzione giornaliera di preparato di Vieri, facendo le dovute proporzioni, è pari a circa 1/30 di quella contenuta in un bicchiere di vino.
12. Come mai i media non ne parlano ?
Il metodo Vieri è stato dimenticato, nonostante i grandi risultati degli anni ’60 e ’70, dopo essere stato “cassato” dal sistema sanitario, al pari del metodo Luigi Di Bella il quale, tuttavia, grazie alla tenacia del figlio, è tornato in auge smontando progressivamente i risultati della fallace sperimentazione ufficiale a suon di articoli scientifici.
Lo stesso sta avvenendo anche per il metodo Vieri, grazie a ricercatori che in tutto il mondo stanno riscoprendo l’efficacia della colchicina come potentissimo antitumorale, senza tuttavia menzionare il primo ideatore di questa efficacissima cura.
Il gruppo nasce proprio per ridare lustro a questa grande personalità scientifica.
13. Ci sono tipologie di tumori su cui è stata osservata una maggior efficacia ? Su quali si è osservata una minor efficacia ?
Non si è osservata nessuna differenza di efficacia sulla tipologia di tumore. Si è rilevata una minor efficacia del preparato su persone che stiano effettuando o che abbiano effettuato chemio e radio-terapia, così come su soggetti in avanzato stadio terminale. In una delle sue pubblicazioni, il dott. Aldo Vieri dichiarò un tasso di successo di circa l’80% su un “campione” di centinaia di pazienti, spesso curati gratuitamente e talvolta aiutandoli economicamente, quando non fossero di Roma, per permanere nella capitale per il periodo necessario.
14. Come mai l’erboristeria Andreatti ha modificato le proporzioni di colchico ed acido acetico nel preparato di Vieri ?
Fabrizio Andreatti, erborista di Lavis (TN), avendo rilevato empiricamente una maggior efficacia del preparato se somministrato due volte al dì (soprattutto su persone già radio o chemiotrattate) ha inizialmente suggerito questa posologia, comunque molto lontana da un dosaggio tossico, anche “fingendo” di non considerare la detossificazione prodotta dall’acido acetico.
In un secondo momento, per venire incontro in particolare a chi soffre di neoplasie nel tratto dalla bocca alla gola che possono rendere difficoltosa l’assunzione (soprattutto se doppia), ha correttamente valutato di raddoppiare la quantità di tintura di colchico per boccetta da 100ml (da 30 gocce a 60) e di fare lo stesso anche per la componente acetica.
In questo modo, ora è possibile assumere il dosaggio doppio, che molti pazienti dichiarano essere più efficace, in un’unica soluzione giornaliera di 9 gocce, anziché 9+9 al dì. Di fatto non cambia nulla.
15. Come mai bisogna evitare che il contagocce venga in contatto con lingua, denti, mucosa buccale ? Denti, lingua, mucose in generale, presentano un quadro batterico molto elevato.
Se il contagocce tocca elementi non sterili, pertanto, si contamina e, una volta inserita nuovamente nella boccetta, innesca una reazione del preparato che lo rende, poi, del tutto inefficace.
16. Come si conserva il preparato di Aldo Vieri ?
E’ consigliabile conservare la boccetta con il preparato al riparo dalla luce del sole e ad una temperatura controllata. Consigliato, ma non obbligatorio, tenerla in frigo per evitare eccessivi sbalzi termici, soprattutto durante la stagione estiva.
17. Quali sono gli effetti collaterali di questa cura ?
Ad oggi non si rileva alcun effetto collaterale, solo miglioramenti delle condizioni di vita.
By dott. Aldo Vieri

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L’estratto dall’Olio di Cocco, l’acido Laurico elimina velocemente le cellule cancerose !
Lo studio pubblicato sulla rivista Cancer Research dai ricercatori dell’Università di Adelaide ha scoperto che l’acido laurico, che costituisce almeno il 50% dell’olio di cocco, ha sterminato più del 90% delle cellule del cancro del colon dopo appena due giorni di trattamento in una linea cellulare di tumore del colon in vitro.
I ricercatori hanno scoperto che l’olio di cocco è ricco di una potente sostanza anticancro che si è dimostrata in grado di uccidere il 93% delle cellule del cancro al colon in soli due giorni.
Lo studio cita anche altre ricerche che mostrano come l’acido laurico può indurre morte delle cellule tumorali sia in vitro che in vivo. Infatti sono stati condotti degli studi sugli animali che mostrano come l’olio di cocco sia effettivamente potente nella cura del cancro.
I ricercatori hanno scoperto infatti che l’acido laurico ha indotto la morte delle cellule cancerose nel tratto intestinale delle cellule epiteliali dei topi.
L’acido laurico è un acido grasso a catena media che si trova in grande quantità nel latte materno e che:
– Supporta il sistema immunitario
– Ha proprietà antimicrobiche
– Ha proprietà antivirali
– Induce la morte delle cellule cancerose
E’ in grado di inibire efficacemente l’enzima 5 alfa reduttasi che trasforma il testosterone in DHT (diidrotestosterone) e quindi è utile per contrastare le affezioni legate agli androgeni come l’iperplasia e il tumore della prostata, l’irsutismo, la sindrome dell’ovaio policistico, l’acne e l’alopecia androgenetica.

Secondo l’American Society for Nutrition, gli studi clinici hanno anche dimostrato che i grassi trovati all’interno l’olio di cocco “sono utili nel trattamento e prevenzione di malattie come il diabete, l’osteoporosi, malattie dovute a virus (mononucleosi, epatite C, l’herpes, ecc), malattie della colecisti, morbo di Crohn, ed il cancro.”
L’olio di cocco si è dimostrato anche in grado di ridurre gli effetti collaterali della chemioterapia e migliorare la qualità della vita dei malati di cancro.
Ci sarebbero tante proprietà salutari e curative associate all’olio di cocco e ulteriori ricerche potrebbero mettere in luce altre possibili applicazioni.
Olio di Cocco – Pura Energia per rinforzare denti, ossa, fegato, tiroide e metabolismo e Ecco perché l’olio di cocco è meglio di qualunque dentifricio.
L’importante è scegliere olio di cocco vergine biologico estratto a freddo se vogliamo godere di tutti i benefici.
Per chi si approccia per la prima volta all’olio di cocco ne consiglio tre cucchiaini al giorno direttamente in bocca o nei frullati o nello yogurt. E’ ottimo per sbiancare i denti, depurare facendoci l’oil pulling, guarisce la pelle e tanto altro.
Fonte: attivotv.it

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Kalanchoe, la pianta anticancro
Genere  vegetale, che identifica oltre un centinaio di varietà di piante succulente della famiglia delle Crassulaceae. Nella medicina popolare dei Paesi dove crescono spontanee, queste piante sono tenute da sempre in alta considerazione e vengono impiegate per la cura di un gran numero di patologie.
In alcuni paesi dell’America Latina, come il Venezuela, il Perù e la Colombia, le Kalanchoe stanno assumendo un ruolo sempre più di rilievo nella lotta contro il Cancro e un’associazione spagnola no profit, la Dulce Revolución, si sta battendo per divulgare queste importanti informazioni anche qui, nel vecchio continente.
Infatti Josep Pàmies, agricoltore e studioso, nonché socio fondatore dell’associazione Dulce Revolución, non soltanto afferma che queste piante sono estremamente utili per il trattamento di tantissimi tipi di patologie di natura diversa (ipertensione, diabete, malattie psichiche, ecc..) ma soprattutto giura sulla sua efficacia nel contrastare e nel debellare il Cancro !

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Le multinazionali agroalimentari + la fabbrica del cancro (oncologia ufficiale) fanno DISINFORMAZIONE (mezze cose vere ed altre false) su questo tema:
http://paradisefruit.altervista.org/frutta-acida-cancerogena-decine-di-volte-piu-della-carne-tramite-la-putrescina-fonte-pubmed/
La frutta acida non fa venire il cancro, se non vi sono già questi cofattori in atto ed in essere:
Conflitto spirituale irrisolto + Acidosi metabolica + Disbiosi microbica cronica è associata con il cancro al seno umano
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3885448/
Già, perché al di là delle varie forme che assume, il tumore è uno, e la sua frammentazione in tanti specifici tumori differenti non fa che oscurare il fondamento sottostante tutti i tumori (maligni e non), e che hanno a che fare con lo squilibrio dell’individuo nella sua interezza di psiche (Conflitti Spirituali irrisolti che creano il loro corpo di dolore) ed energia metabolico /immunitaria con ripristino della funzionalta’ della ghiandola Pineale per mezzo della melatonina specializzata e con le tecniche BioElettroniche di reinformatizzazione dei sistemi alterati ed a qualsiasi livello, dai geni, DNA, molecole, cellule, tessuti, organi ed i vari sistemi od apparati.

Però è VERO che il canceroso NON deve utilizzare la frutta ACIDA perché stimola la crescita delle cellule cancerose che già sono con un metabolismo acido…

Il più famoso oncologo italiano, Dott. Franco Berrino, epidemiologo dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, in caso di cancro conclamato suggerisce di evitare il consumo di arance e di frutta ricca di poliammine, perché queste stimolano la crescita dei tessuti.
– vedi: https://www.youtube.com/watch?t=117&v=8aA1j5ECbeA + https://www.youtube.com/watch?v=LTfFzJPil1w

FRUTTA (non molto matura, con pochi zuccheri) e VERDURE (fresche e biologiche) per le malattie, cancro compreso, ecco cosa insegna un medico:

Guanabana o frutto dell’albero Crossoli (Graviola)
Frutta, che cura il cancro ed il suo effetto è 1.000 volte più forte della chemioterapia.
Non vogliono far sapere la cosa, i più grandi produttori di farmaci perché non potrebbero più vendere i loro prodotti… terribile !
Questo frutto è uno dei più forti anti cancerogeni su questo pianeta – è un prodotto magico che uccide le cellule tumorali.
Perché non sappiamo di questo ? perché le CRIMINALI case farmaceutiche nascondo tutto !
http://www.life4fitmama.com/all-pharmaceutical-companies-have-hid-far-from-us-the-fruit-that-treats-cancer-however-at-the-end-everyone-should-know-about-it/#sthash.n3R05mMU.dpbs

Anche la CANNABIS DISTRUGGE CANCRO – 18/03/2014
All’Università Complutense di Madrid, in Spagna, la dottoressa Christina Sanchez sta studiando, da oltre un decennio,
gli effetti antitumorali del THC, il principale componente psicoattivo della cannabis.
In un video spiega esattamente come il THC uccida del tutto le cellule tumorali, senza alcun effetto negativo per le cellule sane.
Come lo stesso prof. Di Bella ha ripetutamente spiegato, una adeguata terapia del tumore deve lavorare su due fronti sinergici: da un lato l’attacco diretto, ma dolce e con il minimo di effetti collaterali tossici, alla capacità di riproduzione e proliferazione delle cellule tumorali, che nella terapia Di Bella, possiamo dire semplificando, viene svolta dalla somatostatina e dalla melatonina.
Dall’altro la nutrizione ed il sostegno al sistema immunitario del paziente e sua alla capacità antiossidante e antinfiammatoria, che ad esempio, nella terapia di Bella, viene svolta dal mix di integratori alimentari (vit. A, E, C, selenio-metionina, carotenoidi, etc.).
Si tratta di un dato teorico generale importante, e in fondo già patrimonio di tutte le tradizioni curative naturali.
Per certi versi possiamo dire che tutte le erbe, anche se in concentrazioni diverse, contengono sostanze antitumorali e sostanze nutrizionali, e nella gran parte dei casi la stessa distinzione tra i due tipi di sostanze non regge, dato che sostanze nutrizionali come le vitamine, i minerali e i caroteni, che si definiscono nutrizionali proprio in quanto si suppone che la loro azione terapeutica avvenga indirettamente tramite la mediazione dei loro effetti sul sistema immunitario, svolgono in realtà anche azioni antitumorali dirette.
Questa flessibilità intelligente dei nutrienti naturali è solo uno dei vantaggi della nutriterapia naturale rispetto a quella “artificiale” (che fa uso di integratori nutrizionali di sintesi).
L’altro grande vantaggio è l’efficacia assolutamente superiore dei nutrienti naturali (alimenti biologici + Micro diete + fitoterapia), che si basa sul fatto della loro elevata assimilabilità e biodisponibilità, contro la scarsa assimilabilità e attività organica dei nutrienti di sintesi.
Certo, l’integratore di sintesi, il multivitamico così come la singola vitamina isolata e concentrata, da al medico l’illusione di poterne dosare meglio e a suo piacimento la concentrazione e l’attività, ma si tratta appunto di un’illusione, perché nessuno sa esattamente cosa succede nell’organismo quando vi si immette un “finto nutriente” di sintesi chimica (a chiralità inversa), è di una illusione pericolosa, perché può annullare la possibilità di fornire all’organismo malato veri nutrienti naturali, assimilabili ed efficaci.
Ci sono diversi studi che dimostrano l’azione antitumorale del betacarotene, ma quegli stessi studi hanno dimostrato che il betacarotene di sintesi, anche quando estratto ed isolato da fonti naturali, lungi dall’avere effetti antitumorali, svolge al contrario un’azione ossidante e protumorale.
Questa scoperta ha portato i terapeuti ad utilizzare non più il solo betacarotene ma un mix di caroteni comprendente anche l’alfa e il gamma-carotene. Si tratta di un passo avanti, ma mi chiedo: perché si insiste ad utilizzare un limitato mix di caroteni di sintesi quando in natura esistono erbe o alimenti, come l’acetosella (8-10% di caroteni), o meglio ancora diversi tipi di alghe verdi-azzurre, che arrivano a contenere spettri di ben 15 caroteni e ad elevate concentrazioni ?
La stessa cosa accade con tutti gli altri nutrienti, con i minerali antiossidanti (selenio, zinco, etc.) che si dimostrano molto più potenti quando lavorano in sinergia con altri minerali e vitamine, alle vitamine come la C che allo stesso modo è molto più efficace quando lavora in sinergia con un ampio spettro di bioflavonoidi.

Commento NdR: Promemoria ai tecnici:
“tutti i prodotti di sintesi chimica, hanno gli atomi che hanno uno “spin” contrario (chiralità inversa) a quello che hanno gli atomi della stessa molecola ma di estrazione naturale; ecco perche’ hanno controindicazioni per l’antagonismo, anzi controfase fra i CEM atomici (quelli di sintesi rispetto a quelli provenienti dalla natura); se il CEM naturale è destrogiro, quello di sintesi è levorigo e/o viceversa”.

Insomma, la ricerca scientifica sul ruolo terapeutico dei nutrienti, che in questi ultimi 20 anni ha fatto passi da gigante, mostra in maniera sempre più chiara come in natura vige un “principio di sinergia” per cui è molto più efficace un ampio spettro di piccole quantità di nutrienti naturali piuttosto che una grande quantità di un singolo nutriente isolato o un mix limitato di pochi nutrienti estratti e concentrati.

Se noi associamo tale principio di sinergia con quello di “economia” descritto sopra, per cui lo stesso nutriente svolge sia un ruolo nutritivo-immunostimolante sia un ruolo di antagonismo diretto rispetto ai fattori della malattia, si può cominciare a comprendere perché alcuni rimedi fitonutrizionali, frutto della sapienza della natura e della sapienza “semplice” (non tecnologicamente avanzata come quella inscritta negli integratori fatti dall’uomo), ad esempio di popoli nativi, possano essere più efficaci di tanti approcci fondati su rimedi “costruiti” dall’uomo.

Per comprendere meglio tutta la questione, facciamo un piccolo passo indietro.
Abbiamo detto innanzitutto dell’importanza di associare specifici principi attivi antitumorali all’intervento nutriceutico o nutriterapico.
Abbiamo poi visto come mentre nella medicina moderna questa distinzione abbia un certo fondamento, dato che si separa l’elemento tossico per il tumore dall’intervento di sostegno energetico-immunitario, nella medicina tradizionale e naturale questa distinzione è meno immediatamente visibile nella misura in cui i due fattori sono uniti nella stessa sostanza o addirittura sono lo stesso elemento che gioca i due diversi ruoli a seconda delle neces-sità dell’organismo. Tuttavia, la distinzione teorica rimane, ed è importante capirne meglio il fondamento.

Tutti i grandi medici dell’antichità hanno chiarito una fondamentale distinzione tra due tipi di intervento terapeutico, che io definisco come medicina dei rimedi e medicina del regime.
Si tratta di una versione più ampia di quella delineata sopra tra intervento terapeutico diretto e intervento nutrizionale indiretto.
Ora, se ascoltiamo con attenzione quello che ci dicono, tra gli altri, Ippocrate, Paracelso, o anche lo stesso Hanemann, ne emergerà il seguente quadro: il rimedio ha una valenza terapeutica in quanto anche potenzialmente tossico cioè, come dice Hanemann, in quanto è ”una malattia che scaccia un’altra malattia”; o, come dice Paracelso, “un veleno che guarisce se usato nelle giuste proporzioni”.

In altre parole, la medicina dei rimedi si occupa di individuare le sostanze specifiche, i principi attivi che, se ben adoperati svolgono una funzione benefica, ma che possono altresì essere adoperati male provocando tossicità e malattia.

In effetti, la distruttività della chemioterapia non sta tanto solo nell’uso di fattori tossici, quanto nella assoluta incomprensione della legge naturale della proporzione. Paradossalmente, se la chemioterapia fosse fatta con dosaggi minimi, ovviamente associata a un forte regime nutriterapico di stile di vita, lo stesso veleno chemioterapico potrebbe svolgere un ruolo positivo.
In fondo, questo è proprio quello che succede con le terapie naturali efficaci.
Per esempio l’acido ossalico dell’acetosella, a certi dosaggi e per periodi di tempo diversi secondo che si voglia prevenire o curare una malattia già avanzata, svolge un’importante azione antitumorale; laddove è tossico e dannoso se usato in dosaggi eccessivi e per periodi di tempo troppo prolungati in individui non gravi. Insomma, la somatostatina o l’acido ossalico usati in eccesso possono fare danni (anche se mai in misura così elevata come le sostanze purificate della chemioterapia), e la loro efficacia sta proprio nel fatto che:

– sono usati in proporzioni controllate, adeguate a prevenirne la loro potenziale tossicità;

– sono associati, o intrinsecamente come nell’acetosella o artificialmente come nella terapia Di Bella, ad un regime nutriterapico adeguato.

La superiorità della nutriterapia naturale nella cura dei tumori, sta soprattutto nel legame inscindibile che esiste nei cibi / rimedi naturali tra rimedio terapeutico e fattori nutrizionali, legame grazie al quale la componente terapeutica perde gran parte della sua potenziale tossicità proprio perché è organicamente controbilanciata da numerosi fattori antiossidanti e antinfiammatori.

Nel corso degli anni, assieme ai medici e terapeuti che hanno collaborato con il sottoscritto nell’ambito delle attività del Centro di Ricerche Nutriterapiche, abbiamo messo a punto un protocollo che ha dato e continua a dare straordinari risultati su tutte le patologie degenerative, pur trattandosi di un programma sostanzialmente fondato sull’uso di alimenti, seppur di natura particolare.
Tale protocollo prevede l’uso combinato di almeno altri 3 superalimenti naturali, e precisamente:
–  la microalga del lago Klamath e di un suo specifico estratto; o specifico ceppo di acidophilus DDS-1;

– gli enzimi (soprattutto il Lisozima) e in particolare le proteasi, prodotti per fermentazione dal fungo aspergyllus. Ad essi si associa un fitopreparato con proprietà fortemente depurative e protettive.

Negli ultimi 50-60 anni ci sono state, nell’alimentazione umana, trasformazioni importanti (purtroppo in negativo): la capacità nutritiva degli alimenti si è enormemente deteriorata, di pari passo con la progressiva degenerazione del terreno costituzionale degli individui.

Non c’è dubbio che anche solo fino a 30 anni fa il terreno costituzionale degli individui, cioè la loro capacità metabolica, immunitaria ed energetica, era certamente in condizione assai migliore di oggi. Io cito spesso un dato estremamente indicativo: le più recenti statistiche della OMS dicono che il contenuto medio di spermatozoi nello sperma dei maschi di oggi è pari circa al 30% dello sperma dei maschi di 100 anni fa.

Poiché lo sperma è ovviamente la parte energeticamente più vitale dell’organismo umano (anche perché deve contribuire a creare una nuova vita), il fatto che ci sia stata una diminuzione del 70% ci dice che probabilmente una diminuzione di simili proporzioni si è verificata anche in rapporto al terreno costituzionale, cioè vitale ed energetico, degli esseri umani odierni.

Questo è un fatto estremamente rilevante per la medicina naturale, proprio perché essa si basa sullo stimolo e attivazione delle risorse energetiche e immunitarie intrinseche dell’individuo.
Un terreno energetico e immunitario forte risponde in maniera rapida e profonda al rimedio, sia esso erboristico, fitoterapiche, omeopatico o altro; un terreno fortemente indebolito, come quello odierno, farà molta più fatica a recepire lo stimolo del rimedio.

Alla base di questa degenerazione dei terreni costituzionali ci sono diversi fattori, come ad esempio l’inquinamento e lo stress, ma certo l’impoverimento nutritivo degli alimenti (NdR: ed i cibi contaminati dall’industria e non solo…) gioca un ruolo essenziale. Alimentandoci di cibi sempre più vuoti di nutrienti essenziali, anche il nostro organismo diventa sempre più vuoto di energia.

Se non rimediamo a questa situazione, cioè se non riconduciamo a livelli sufficientemente forti il nostro terreno tramite programmi nutrizionali adeguati, difficilmente i rimedi fitoterapici, anche se potenti, riusciranno ad essere pienamente efficaci da soli.
C’è poi da considerare che l’impoverimento progressivo dei terreni agricoli, che sta alla base di quello alimentare, non può non aver colpito le stesse erbe che su quei terreni crescono.
Ciò significa che probabilmente le erbe non sono più quelle di una volta, e dunque la loro stessa efficacia, per quanto ancora elevata, si è ridotta.

Sono dunque due le ragioni fondamentali per cui rimedi specifici devono essere associati ad un regime nutrizionale e nutriterapico adeguato: da un lato perché solo rigenerando il terreno costituzionale dell’individuo, cioè i suoi livelli energetici, metabolici e immunitari, l’organismo malato sarà messo in grado di rispondere allo stimolo terapeutico del rimedio erboristico.

Dall’altro perché si sta scoprendo sempre più che superalimenti come l’alga Klamath, oltre ad essere in grado di ricostruire in maniera significativa il terreno costituzionale, sono ricchi di specifiche molecole nutrizionali cariche però di valenze immunomodulanti e antitumorali.
By Dr. Stefano Scoglio, Ph.D. – Centro di Ricerche Nutriterapiche di Urbino

Commento NdR: Approvo in pieno questa terapia in quanto è basata su solidi principi naturali e quindi è assolutamente condivisibile.
A questa terapia va aggiunto il protocollo messo a punto dal ricercatore palermitano Giovanni Puccio il quale ha scoperto la notevole utilità della molecola adatta per il cancro (qualsiasi) = la fosfato metilammina

Anche ed inoltre:
CANNABIS DISTRUGGE CANCRO – 18/03/2014
All’Università Complutense di Madrid, in Spagna, la dottoressa Christina Sanchez sta studiando, da oltre un decennio, gli effetti antitumorali del THC, il principale componente psicoattivo della cannabis.
In un video spiega esattamente come il THC uccida del tutto le cellule tumorali, senza alcun effetto negativo per le cellule sane.

La Canapa ed anche il suo olio, sono molto utili in qualsiasi problema di salute e per di più, distruggono le cellule cancerose – video

vedi: La terapia di Max Gerson + Bio elettronica + Medicina del dott. Max Gerson + Come fare i clisteri di acqua basica + Ascorbato di Potassio + Perossido di Idrogeno in endovena
E tuttavia, laddove ci sia anche una piccola volontà e speranza di vivere, un’adeguata terapia fito-nutrizionale (NdR: anche via endovena con soluzioni mineralvitaminiche – vedi QUI il medico che utilizza con successo questo sistema –  l’ideale e utilizzare quelli non di sintesi chimica, ma di estrazione naturale – assieme all’assunzione via orale di fermenti lattici appropriati a seconda del paziente ed enzimi) può rendere normale il guarire naturalmente dal tumore, cosa che oggi vogliono farci ritenere impossibile o puramente miracoloso (vedi quei medici che alle volte preferiscono spedire il malato a Lourdes piuttosto che permettergli di curarsi naturalmente).

Scoperta shock: la mela distrugge cellule tumorali più dei farmaci chemioterapici !
La ricerca è recentissima – Giugno 2013, ed arriva dall’università di Xi’an in Cina, dove alcuni ricercatori e medici hanno sperimentato delle sostanze contenute nella mela nella cura di un carcinoma umano del colon e con grande sorpresa hanno constatato che gli oligosaccaridi delle mele sono stati in grado di uccidere più cellule cancerogene del miglior farmaco chemioterapico conosciuto contro il tumore del colon.
L’esperimento è stato fatto in vitro e l’interesse è altissimo in quanto se l’effetto fosse replicato anche in vivo la scoperta porterebbe a delle conseguenze positive di enorme importanza nella cura del tumore al colon, dal momento che gli oligosaccaridi sono molecole biologiche naturali che l’organismo umano recepisce e tratta in maniera indolore e processa in maniera biocompatibile, al contrario del farmaco chemioterapico, il quale viene recepito sempre malissimo dall’organismo e spesso scatena reazioni collaterali tossiche nel paziente.
Gli oligosaccaridi di mele hanno ucciso fino al 46 per cento delle cellule del cancro del colon umano in vitro e superato il farmaco chemio più comunemente usato. A soli 0,9 microgrammi per mL (circa 0,9 PPM), gli oligosaccaridi hanno ucciso il 17,6 per cento delle cellule del cancro dopo 36 ore, mentre il farmaco chemio ha ucciso solo il 10,9 per cento (ad una concentrazione più elevata di 1,3 microgrammi per mL).
FONTE:
http://www.naturalnews.com/039680_apples_cancer_cells_chemotherapy.html
Articolo originale: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/23511050

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L’ERBA MAGICA che DISTRUGGE le CELLULE CANCEROGENE in 16 ORE – 03/03/2014
L’Artemisia Annua, per lo più ignorata dalla comunità medica, avrebbe effetti notevoli per la cura del cancro
New York (WSI) – Il cancro può essere considerata come una delle malattie più mortali sul nostro pianeta, dove si sono spesi molti soldi per la ricerca medica, cercando di trovare una cura definitiva. Una delle tante cure è quella nota come “erba magica”, per lo più ignorata dalla comunità medica, ma che in realtà distrugge fino al 98% delle cellule cancerogene in sole 16 ore.
Secondo quanto riporta Spirit Science and Metaphysic questa tecnica veniva usata nella medicina cinese e il solo utilizzo dell’erba, chiamata Artemisia Annua, riduceva le cellule tumorali del polmone del 28% e, in combinazione con il ferro, sconfiggeva il cancro.
In passato l’artemisinina è stata utilizzata come un potente rimedio antimalarico ma ora è dimostrato che questa cura è efficace anche nella lotta contro il cancro. Questo perché quando si aggiunge del ferro alle cellule tumorali infettate, attacca selettivamente le cellule “cattive”, e lascia quelle “buone” intatte.
Gli scienziati che seguono le ricerche, condotte presso l’Università della California, hanno dichiarato: “In generale i nostri risultati mostrano che l’artemisinina ferma il fattore di trascrizione ‘E2F1’ e interviene nella distruzione delle cellule tumorali del polmone, il che significa che controlla la crescita e la riproduzione delle cellule del cancro”.
Utilizzando una varietà resistente alle radiazioni delle cellule del cancro al seno (che aveva anche una elevata propensione per l’accumulo di ferro) l’artemisinina si è dimostrata avere un tasso di uccisione del cancro del 75% dopo appena 8 ore, e uno del quasi 100% dopo appena 24 ore.
Fonte: wallstreetitalia.com

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Il cancro si previene a tavola: Frutta, cereali e miele le armi – 02/11/2012
La conferma arriva dalle attuali linee guida dell’American Cancer Society e del World Oncology Forum di Zurigo, ma soprattutto dagli studi del premio Nobel Otto Heinrich Warburg

Mentre la ricerca scientifica, dal 1950 a oggi, ha fatto passi da gigante nella guerra contro le malattie che colpiscono il nostro sistema cardiovascolare, su tutte infarto e ictus, diminuendo la loro fatalità di oltre il 60%, nella guerra contro il cancro è ancora in trincea.
E’ vero, sempre più pazienti sopravvivono, ma il numero dei casi aumenta ancora più in fretta: dai 12 milioni di nuove diagnosi del 2011 si arriverà ai 15 milioni nel 2020.
Cifre sconcertanti che fanno paura e che, proprio per questo, danno adito a convinzioni, false informazioni, leggende metropolitane, prive di alcun fondamento scientifico e, alcune volte, addirittura nocive per la nostra salute. Eppure, fin dal lontano 1923 Otto Heinrich Warburg, vincitore poi nel 1931 del premio Nobel per la medicina, era riuscito prima a intuire e poi provare quale fosse la reale e primaria causa di questa malattia.
Perché le scoperte che gli hanno valso addirittura un Nobel sono state poi via via e in gran parte ignorate dalla scienza e dalla potente industria farmaceutica ?
Di certo, non per la loro scarsa fondatezza e rilevanza scientifica …

La frutta è fra gli alimenti più indicati nella prevenzione del cancro
L’effetto Warburg
L’illustre scienziato tedesco aveva scoperto che tutte le forme di cancro erano (e sono tuttora) caratterizzate da due condizioni fondamentali: acidità dei liquidi del corpo (terrenomatrice) (acidosi) e mancanza di ossigeno (ipossia). Se, infatti, si priva una cellula del 35% del suo ossigeno per 48 ore è possibile convertirla in tessuto cancerogeno. Mentre tutte le cellule sane per vivere hanno un assoluto bisogno di ossigeno, le cellule tumorali possono riuscirci perfettamente senza, grazie alla fermentazione dello zucchero (glicolisi) e all’acidità dell’ambiente. Corollario: per evitare che la malattia si manifesti e le cellule del nostro organismo funzionino regolarmente devono potere vivere in un ambiente alcalino e ricco di ossigeno.
Come ? Con l’esercizio fisico che ossigena tutto il corpo e attraverso l’alimentazione.
Una volta terminato il processo digestivo, sono, infatti, gli alimenti a fornire e generare la condizione di acidità o alcalinità.
Tra quelli che acidificano troviamo lo zucchero raffinato, la carne, l’alcol e la caffeina, la margarina e il pane, tutti gli alimenti in scatola, i cibi cotti che durante la cottura eliminano ossigeno, aumentando l’acidità.
Gli alimenti alcalinizzanti sono, invece, la frutta e verdura crude, alcuni semi come le mandorle, i cereali integrali, il miele, la clorofilla. L’arma vincente è la prevenzione.
Una volta che il conflitto tra il cancro e il nostro corpo è esploso, i vantaggi che si possono ottenere con le attuali terapie sono limitati, diviene quindi fondamentale prevenire.
Lo asseriscono i cento più qualificati scienziati e clinici dei cinque continenti nella lotta al cancro che hanno appena concluso a Zurigo il World Oncology Forum: la maggior parte dei successi ottenuti nell’abbassamento della mortalità per tumore è dovuta alla prevenzione, in particolar modo alimentare. Ad essi si è poi affiancata, con le sue linee guida relative alla dieta e all’esercizio fisico (che deve essere costante, moderato e preferibilmente aerobico), l’American Cancer Society, in modo tale da fare un po’ di chiarezza su un argomento dove sembra si possa dire e scrivere tutto e il contrario di tutto.
Gli esempi si sprecano. Di volta in volta sono saliti sul banco degli imputati il microonde, i tralicci dell’alta tensione, i traumi e colpi al seno, le bevande calde, la stipsi, il pollo d’allevamento, la plastica, i cellulari, oltre agli indiscussi amianto, smog, raggi x, tabacco, etc..
Noi siamo quello che mangiamo
Lo ha dichiarato nel 1800 il filosofo Ludwig Andreas Feuerbach, ma la fondamentale intuizione ci arriva da Ippocrate, il padre della medicina, che già nel 400 a.C. amava ripetere: “Il cibo è la tua medicina, la medicina è il tuo cibo”.
L’ha confermato l’American Cancer Society per la quale l’alimentazione se salutare, equilibrata e moderata dal punto di vista calorico ha un effetto antitumorale pari al 30-50%. Quelle che seguono, sono le sue linee guida.
Meglio preferire i cereali integrali, più ricchi di antiossidanti, a quelli raffinati; è bene limitare il consumo settimanale di insaccati e carni rosse e mangiare giornalmente frutta e verdura (5 porzioni distribuendole tra pasti e spuntini), alimenti in grado di proteggere le cellule dalla formazione dei radicali liberi, i prodotti di scarto dell’ossidazione generati dal nostro organismo per produrre energia.
L’American Cancer Society, infine, raccomanda di non eccedere con il calcio, che sembra predisporre al cancro alla prostata, con il sale pericoloso per lo stomaco e con gli zuccheri e tutti i suoi sottoprodotti, particolarmente nocivi per il pancreas.
Polmoni, cavo orale, laringe ed esofago, come è ormai noto da tempo, sono invece molto sensibili all’azione del fumo, oltre a quella dell’alcol.
By Mabel Bocchi – Tratto da: gazzetta.it

Commento NdR: si vede che questo articolista non conosce a fondo le proprietà naturali dei cibi biologici CRUDI, se si informasse scoprirebbe che essi possono anche eliminare il cancro e tutte le altre “malattie” in realtà solo sintomi di malfunzione sistemica, dichiarate stupidamente inguaribili dai medici della medicina ufficiale..!

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DIGIUNO
Esistono casi documentati di malati che sono guariti dal cancro con lunghi  digiuni, d’altronde non si è mai sentito parlare di anoressici che sono morti di cancro. Ma certo è una semplice cura che non farebbe guadagnare nulla alle case farmaceutiche ed ai medici oncologi, per cui non hanno interesse né a studiarla, né a diffonderla.
Attualmente è in corso di perfezionamento una cura anticancro basata su infusioni concomitanti d’insulina (per indurre ipoglicemia) e glicerolo, per  nutrire le cellule sane, vedi: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/11359348

ARRUOLIAMO il MICROBIOMA nella LOTTA al CANCRO
Il corpo umano è abitato da migliaia di miliardi di microrganismi che acquisiamo fin dalla nascita e che si mantengono per tutta la vita.
Questo microbioma, anche se per lo più tendiamo a dimenticarcene, costituisce una parte intima ed essenziale della nostra persona.
E coinvolto in numerosi processi biologici vitali, come la nutrizione, il sistema immunitario e persino la salute mentale. E oggi si stanno accumulando sempre più prove di una relazione fra microbioma e cancro.
Negli ultimi cinque anni, è stato creato un catalogo completo dei microrganismi che vivono sulle superfici e all’interno delle varie cavita’ del nostro corpo.
Ciò ha rivelati che il microbioma è una comunita’ eterogenea di oltre 1.500 specie cui la stragrande maggioranza risiede nell’intestino.
Nell’uomo, la prova più convincente del potenziale rapporto fra microbioma e cancro proviene dagli studi su del colon-retto (CRC), la terza forma tumorale più comune negli Stati Uniti nonché seconda principale causa di morte oncologica.
Le ricerche recenti su pazienti con questo tipo di cancro rivelavano degli squilibri nelle loro comunità microbiche intestinali.
Per esempio, confrontate con quelle di soggetti sani, le feci dei pazienti CRC contengono una quantita’ minore di batteri dei gruppi Lachnospiraceae e Roseburia ed una sovrabbonda di altri batteri come Enterococcus e Streptococcus.
Perché è importante la tipologia di microrganismi presenti nel tratto gastrointestinale ?
Il microbioma gioca semplicemente un ruolo nel nostro sistema immunitario, ma produce anche il 10% delle nostre energie e fa fermentare i carboidrati introdotti con la dieta in vari metaboliti quali gli acidi grassi a corta catena acetato, proprionato e butirrato.
Fonte: NewScientist.com, 281 2014, http://tinyurl.com/l9chmav

Disbiosi microbica cronica è associata con il cancro al seno umano
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3885448/

Terapie giuste ?:
L’alimentazione, prima di tutto. Il cancro si nutre di zucchero, e ogni cibo che innalzi il nostro indice glicemico va eliminato.
Poi vi sono il sale, il glutine, la carne e il latte. Analizzando i diversi studi prodotti negli ultimi decenni si è visto come questi alimenti innalzino l’infiammazione cellulare e tissutale, favoriscano la proliferazione del cancro e l’angiogensi e di fatto remino contro il lavoro dei nostri natural killer impegnati insieme al nostro sistema immunitario a combattere ed eliminare le cellule del cancro.
La nostra dieta deve riempirsi di tutto ciò che invece è stato visto protettivo e coadiuvante la nostra guarigione e questi sono a forza maggiore alimenti di origine vegetale, verdure, legumi, cerali integrali, semi di lino, frutta secca e grassi sani.
Questo comporta inevitabilmente un cambiamento delle nostre abitudini, bisognerà imparare a cucinare tutto in casa e ricercare prodotti biologici e biodinamici vivi e capaci di aiutare veramente il nostri sistema immunitario a reagire”, alimentandosi SOLO con la dieta CRUDISTA.

Video sulla Nutriterapia:

EFA Ossigenazione e Cancro – By prof. Brian Scott Peskin  – Scritto riassuntivo di Magnet
Cancro e cardiopatie possono essere prevenuti tramite l’assunzione di acidi grassi essenziali non adulterati: Capostipiti di omega-6 e omega-3 secondo un rapporto variabile tra 1:1 e 2,5:1.

1 – La causa primaria del cancro non è di natura genetica.
Un tempo il cancro era una malattia non comune, che colpiva un’esigua percentuale di cittadini statunitensi; nel 1900 soltanto il 3% della popolazione morì a causa di tale affezione. Invece attualmente il cancro è diventato talmente comune che virtualmente chiunque conosce qualcuno colpito da tale terribile patologia. In realtà ammalarsi di cancro non è più l’eccezione bensì la regola.
Ormai siamo giunti ad accettare il cancro come un male inarrestabile, incurabile, si tratta di una tragedia in quanto il cancro non è una patologia naturale ed è prevenibile.
Quello che i più trovano sconvolgente è il fatto scientifico che sotto il profilo genetico il cancro sia recessivo, non dominante; in realtà il l’organismo umano è assai resistente al cancro. Nel 1969 il prof. Henry Harris della Oxford University scosse sino alle fondamenta la comunità della ricerca sul cancro, allorquando dimostrò l’infondatezza di suddette precedenti teorie.
Il Prof. Harris prese comuni cellule di tessuto e fuse con esse tre tipi di cellule cancerose; lo studioso pensava che certamente le seconde avrebbero prevalso sulle prime, convertendole in cancro. Sorprendentemente, le cellule sane crebbero normalmente.
Contrariamente a quanto comunemente  ritenuto, per svilupparsi negli esseri umani il cancro impiega vari decenni.
Dato tale prolungato periodo di incubazione, la scienza può indicarci il modo di distruggere tutte le iniziali cellule precancerose ed impedire a quelle cancerose di provocare danni estesi.
Se siete convinti che la base del cancro sia di natura genetica, vi invito a ricredervi. Il Dr. Robert A. Weinberg del Massachusetts Institute of Tecnology (MIT), uno dei più eminenti ricercatori del settore, nonché scopritore del cosiddetto oncogene (il gene che provoca il cancro), Ha riveduto le sue precedenti conclusioni dopo aver scoperto che “sembra sia stata erroneamente copiata meno di una base del DNA su un milione.? Non è un difetto sufficiente! Il Dr. Weinberg ha detto esattamente: “Qualcosa era decisamente sbagliato. La nozione che un cancro si sviluppasse tramite attivazione successiva di una serie di oncogeni aveva perso il suo rapporto con la realtà,? Egli definì sterili le scoperte genetiche fatte sino ad allora. Di conseguenza la causa primaria del cancro non è di natura genetica. Questo annuncio risale al 1998. Ne avete inteso parlare? Probabilmente no.
Nel 2006, i dirigenti del più grande centro mondiale di ricerca sul cancro di Houston, Texas, hanno annunciato che la causa primaria del cancro non è genetica, e si afferma che altre ricerche dovrebbero avere la precedenza, sul progetto genoma del cancro.
Così la causa primaria del cancro non è una mutazione genetica, anche se il cancro imperversa nella vostra famiglia, esistono speranze concrete. Malauguratamente i genetisti hanno rivoltato la questione, tentando di costringere i fatti ad adattarsi alle loro teorie a base genetica quando queste ultime non sono conformi ai fatti poiché, come il prof. Harris ha dimostro molti anni fa, il cancro non è geneticamente dominate.
A che punto siamo ? Dove possiamo andare alla ricerca di soluzioni ? Che dire delle popolari soluzioni nutrizionali per combattere il cancro ?

2 – Le comuni soluzioni anticancro non funzionano.
Nel loro complesso le persone, nella speranza di vincere la battaglia contro il cancro seguono diligentemente le raccomandazioni degli esperti. Purtroppo virtualmente nulla di quanto ci viene detto si basa su fatti scientifici.
Frutta e verdura:
nemmeno gli ortaggi a foglia verde proteggono dall’insorgenza del cancro. (JAMA 2001; 285:769-776).
Fibre:
invece di contribuire a prevenire il cancro al colon, le fibre lo fanno peggiorare (Lancet 2000; 356:1286-7).
Mammografia:
Samuel S Epstein, (presidente della Cancer Pevention Coalition ), Rosalie Bertell e Barbara Seamen, hanno pubblicato un articolo che denunciava le verità relative alla mammografia, di cui la maggioranza delle donne non è mai stata informata. Non è una tecnica per la diagnosi precoce, ed in verità prima che si riesca ad individuarlo, solitamente il cancro al seno è già presente da circa otto anni.

Olio di pesce: la maggior parte degli integratori all’olio di pesce non hanno alcuna utilità nella prevenzione del cancro e possono rivelarsi pericolosi per la salute. Il Quarto Convegno della International Socitety for the Study of Fatty Acids and Lipids (ISSFAL). Tenutosi dal 4 al 9 giugno 2000 a Tsukuba, Giappone, ha riportato quanto segue:
“…..Alcuni studi indicano che, secondo i livelli utilizzati, l’olio di pesce (costituito da derivati dagli omega-3) fa diminuire un’ampia gamma di risposte delle cellule immuni (cellule killer naturali), attività dei linfociti T citotossici, proliferazione dei linfociti e produzione di IL-2 e IFN-y (1,2).?
“….Recenti studi hanno indicato che livelli relativamente bassi di acidi grassi omega-3 a catena lunga (EPA o DHA)… sono sufficienti a determinare alcuni degli effetti soppressivi…?

“….Tale diminuzione, di inibita proliferazione di linfociti ed attività delle cellule killer naturali, provoca maggiori quantità di batteri cellulari (infezione) e compromessa eliminazione delle cellule tumorali.?
Qualsiasi sostanza che provoca una menomazione della facoltà di uccidere le cellule tumorali è carcinogena, l’opposto di quello che vogliamo. Dato che sono in molti a consumare l’olio di pesce, questo potrebbe rappresentare una ragione a monte del fatto che i tassi di insorgenza del cancro sono in aumento invece che in diminuzione.
Inoltre l’olio di pesce non ha alcuna utilità nella prevenzione delle cardiopatie, anni orsono la Harvard Medical School ci aveva avvertiti, pochi hanno prestato ascolto. Anche il consumo di pesce intero, invece del solo olio si è dimostrato inefficace. I Giapponesi, grandi consumatori di pesce, presentano tassi di cancro e di cardiopatie superiori a quelli statunitensi (già tra i più alti del pianeta).
Dal 1981, in Giappone, il cancro è la principale causa di mortalità.

Nel gennaio 2006 è stata smascherata l’inefficacia anticancro degli omega-3 (JAMA 2006; 295(4))
L’analisi più esauriente attualmente disponibile, pubblicata sul British Medical Journal del 24 marzo 2006 nella quale si esaminano 96 prove, di cui 44 comprendenti integratori e 5 costituite principalmente da ALA (capostipite degli omega-3) derivati da piante come il lino e con la parte restante di olio di pesce, conferma l’inefficacia anticancro: “
Non abbiamo trovato alcun riscontro del fatto che i grassi omega-3 abbiano avuto un qualche effetto sull’incidenza del cancro….Questa rassegna sistematica ha valutato, in un’ampia varietà di partecipanti, gli effetti determinati dall’impiego di grassi omega-3 sulla mortalità complessiva, su fenomeni cardiovascolari, cancro e colpi apoplettici, senza rilevare alcun evidente beneficio degli omega-3 sulla salute.? Purtroppo nonostante questi fatti, per la maggior parte i medici di tutto il mondo continuano a raccomandare l’olio di pesce per prevenire cancro e cardiopatie.

Soia:
Nemmeno i prodotti a base di soia vi proteggeranno dal contrarre il cancro. Le proprietà della soia vengono tuttora propagandate da nutrizionisti, medici e pubblicazioni popolari che si occupano di salute e bellezza, tutti senza cognizione dei fatti scientifici. I fagioli di soia sono fonte di isoflavonoidi tra cui genisteina e daidzeina, che contrariamente da quanto comunemente riportato dai media sono entrambe pericolose per la salute. Tratto da Biochemical Farmacology (1997;54:1087-96): “ i fagioli di soia contengono composti (genisteina e daidzeina) che inibiscono la perossidasi tiroidea (TPO), la quale è essenziale per la sintesi dell’ormone tiroideo.?
I popolari fitoestrogeni genisteina e daidzeina sono distruttori endocrini. Le donne di tutto il mondo sono state fuorviate. La soia inoltre danneggia il sistema immunitario.
Già nel 1975 il Canadian Journal of Biochemistry riportava “che i fagioli di soia di fatto indeboliscono il sistema immunitario, si è riscontrato che l’inibitore della tripsina presente nella soia inibisce la trasformazione dei linfociti umani.

Ecco cosa accade.
La tripsina è un enzima prodotto dal pancreas e viene impiegato per la digestione delle proteine; ha un’importanza cruciale per la produzione di anticorpi. Il pancreas viene irritato, e sollecitato a produrre ormoni quando in realtà non è nelle condizioni di farlo, determinando una diminuita ossigenazione dovuta all’irritazione…..
Di conseguenza la soia induce l’insorgenza del cancro nel pancreas, una patologia che corrisponde tipicamente ad una condanna a morte.

3 – Le ricerche anticancro del Dr. Otto Warburg.
Molti dei miei colleghi medici sono rimasti sconvolti nell’apprendere queste verità. Quanti di noi hanno letto sulla stampa popolare queste importanti scoperte pubblicate sulle riviste mediche? Purtroppo non molti. Non disperate, poiché una soluzione anticancro esiste, la scoprì nel 1952 Otto Warburg, MD,PhD. Al Dr. Warburg si è fatto riferimento come al massimo biochimico del 20mo secolo; la quantità e l’importanza delle sue scoperte lo qualificano come il più esperto biochimico di tutti i tempi.
Negli anni 20 il Dr Warburg condusse ricerche su enzimi respiratori (coenzimi), determinate vitamine e minerali di cui l’organismo necessita per l’utilizzazione dell’ossigeno nelle cellule, il che alla fine gli valse il premio Nobel nel 1931.
Senza dubbio il comitato del Nobel si aspettava che la comunità medica si avvalesse delle vitali scoperte di Warburg sul cancro; malauguratamente, intervenne la politica ed il cancro non venne sradicato.
Il Dr. Warburg continuò a fare importanti e fondamentali scoperte, tra cui come misurare la pressione dell’ossigeno in una cellula vivente elaborando uno speciale manometro, passo assai importante che portò alla sua scoperta secondo cui una bassa concentrazione di ossigeno e pressione presagiva sempre lo sviluppo del cancro.
L’importanza di tale scoperta è che egli isolò la causa funzionale primaria della patologia. Egli descrisse le effettive condizioni inerenti alle cellule che inducono e provocano il cancro e, così facendo, rese possibile ad altri elaborare successivamente metodologie pratiche e funzionali per inibire lo sviluppo della malattia. Il fatto che nessun rilevante principio delle sue numerose scoperte sia stato utilizzato dalla comunità della ricerca medica a fini di prevenzione, cura e remissione del cancro è agghiacciante.
Nessuno scienziato o ricercatore ha mai confutato la validità, la correttezza o l’applicabilità di queste importanti scoperte nella prevenzione e nella cura del cancro. Ancora oggi, il consenso della comunità medica ha ben poco a che fare con la scienza.
La politica ha dilapidato gli sforzi di molti ricercatori.

4 – La causa primaria fisiologica del cancro.
Ormai siamo talmente abituati a sentirci dire che un giorno potremmo scoprire cosa provoca il cancro, che tale patologia rappresenta il principale mistero della medicina dei tempi moderni, che forse stenterete a credere a quanto segue.
Il Dr. Otto Warburg scoprì, ed affermò con chiarezza, che la causa primaria e basilare del cancro è troppo poco ossigeno che affluisce alle cellule. Nel 1966, nel corso di un convegno di premi Nobel tenutosi a Lindau, in Germana, egli dichiarò: “Rileviamo in via sperimentale che all’incirca il 35% di inibizione della respirazione di ossigeno è di per sé sufficiente ad indurre tale trasformazione durante la crescita cellulare.
Et voilà ! Semplicissimo, no ? Solo un terzo di ossigeno in meno rispetto al normale e si contrae il cancro. In base a meticolosi esperimenti che egli e molti altri verificarono numerose volte, il Dr. Warburg scoprì ed affermò che la causa primaria del cancro è semplicemente un insufficiente afflusso di ossigeno nelle cellule (ipossia).
La situazione peggiora perché una volta che la cellula è diventata cancerosa, non è in grado di tornare allo stato precedente, deve essere distrutta (Science 1956; 123(3191)).
Tali informazioni sulla connessione ossigeno-cancro sono state pubblicate varie volte su recenti riviste di oncologia, ad esempio Radiotherapy and oncology 1993; 26(1):45-50 e 1990; 53:113-17. Tuttavia, la soluzione pratica al problema della carenza di ossigeno è sfuggita ai ricercatori.
L’assunzione di perossido di idrogeno, integratori di calcio, integratori all’olio di pesce, ingenti quantitativi di omega-3, ozono, acqua ossigenata, non risolverà la carenza di ossigeno a livello cellulare.
Nemmeno l’attività fisica di qualsiasi livello serve.
Il Dr. Warburg è stato al riguardo molto chiaro, l’ossigeno di per sé non è sufficiente, in quanto a promuovere la carenza di ossigenazione cellulare concorrono diversi fattori di cui accenneremo più avanti. Di conseguenza l’esercizio fisico di per sé stesso non rappresenta la soluzione per restare immuni dal cancro, molti individui che si allenano regolarmente, compreso gli atleti contraggono comunque il cancro.

5 – Cause secondarie del cancro.
Virtualmente qualsiasi presunta causa di cancro citata al giorno d’oggi dalle pubblicazioni di ambito sanitario e nutrizionale è una causa secondaria. Fra le cause secondarie si annoverano: ambiente, sostanze chimiche cancerogene, radiazioni di origine ambientale e medica, grassi trans (idrogenati), additivi alimentari, sostanze chimiche presenti nel fumo, virus e anche mutazioni genetiche. Le cause secondarie di cancro sono innumerevoli, sono utili a scopi preventivi.
Tuttavia andare incessantemente alla ricerca di cause secondari è uno spreco di tempo in quanto non ha mai portato i ricercatori né lo farà mai, ad ottenere una reale cura per il cancro. Il Dr. Warburg ci ha ripetutamente avvertito riguardo allo spreco di tempo prezioso dedicato alla ricerca di cause secondarie.
Ciò che ogni causa secondaria ha in comune è che determina direttamente o indirettamente una insufficiente ossigenazione nelle cellule. Di conseguenza se affrontiamo in modo diretto il problema di come far affluire sufficiente ossigeno alle cellule, ridurremo al minimo il pericolo rappresentato da qualsiasi tipo di causa secondaria.

6 – Acidi grassi essenziali ed oli contenenti EFA.
L’organismo necessita di specifici grassi i quali, fra le altre importanti funzioni, fanno si che sufficiente ossigeno pervenga alle cellule attraverso le membrane cellulari, che rappresentano l’elemento cruciale. Gli specifici grassi in questione hanno un’elevata capacità di assorbimento dell’ossigeno. Denominati acidi grassi essenziali, o EFA, questi grassi specifici devono essere quotidianamente somministrati all’organismo dall’esterno, dal cibo e da determinati oli, poiché l’organismo non è in grado di produrli autonomamente. Esistono due forme “capostipite? di EFA che consentono al vostro organismo di ricavare da essi qualsiasi cosa di cui abbia bisogno, vale a dire vari tipi di “derivati? dagli EFA.
Il capostipite degli omega-6 è denominato acido linoleico (LA), mentre il capostipite degli omega-3 è denominato acido alfalinoleico (ALA).
L’olio di oliva contiene principalmente omega-9, un olio non essenziale che l’organismo produce da sé.
Tradizionalmente l’olio extravergine di oliva non è trattato e quindi non provoca il cancro, ma non vi proteggerà da tale patologia. Evitare assolutamente la margarina; non va a male nemmeno quando viene conservata fuori dal frigo, a dimostrazione che l’olio idrogenato non ossigena.
Si sconsigliano l’olio di colza e l’olio di soia, entrambi mai concepiti per il consumo da parte di esseri umani, bensì come alimento per animali o per usi industriali, evitare i prodotti lavorati che li contengono.
Prima di acquistare un prodotto, accertatevi di cosa state comprando. Assicuratevi che gli oli siano crudi, non trattati e biologici, e che non contengano olio di pesce o qualsiasi olio idrogenato.

7 – Rapporti fra omega-6 e omega-3.
Per determinare quali oli contengono i migliori EFA anticancro, dobbiamo prendere in considerazione il contenuto di tessuto nel nostro organismo. In base a studi patologici si sa che il cervello ed il sistema nervoso presentano un rapporto di uno a uno (1:1) fra omega-6 e omega-3. Alcuni nutrizionisti sostengono che questo rapporto sia il migliore, ma si sbagliano.

Ecco il perché.
Nel loro complesso gli organi contengono un rapporto fra omega-6 e omega-3 pari a 4:1. Ad ogni modo il cervello, il sistema nervoso e gli organi costituiscono soltanto il 12% del peso corporeo. L’epidermide è al 100% capostipite di omega-6 e non contiene omega-3, rappresenta circa il 4% del peso corporeo. I muscoli rappresentano almeno il 50% del peso corporeo complessivo e costituiscono il fattore primario di cui tener conto nel determinare il necessario rapporto fra omega-6 e omega-3.
Uno dei fattori cruciali inerenti alla struttura dei muscoli è che, a secondo della condizione fisica, il muscolo contiene da 5,5 a 7,5 volte omega-6 che omega-3. Ci mettono in guardia rispetto all’eccesso di omega-6 nella nostra dieta e ci dicono che dobbiamo assumere oli contenenti omega-3 come compensazione; ci dicono che ingeriamo troppi omega-6, sino a 20 volte più del necessario. Questo è sbagliato, e l’analisi comprende numerosi altri fattori. Dal punto di vista scientifico, necessitiamo, di un integratore organico con un rapporto omega-6; omega-3 variabile fra 1:1 e 2,5:1. Con un rapporto di tale efficacia, avrete bisogno di un quantitativo giornaliero minimo di 3-4 grammi. Tale rapporto è significativamente diverso da quello che probabilmente vi indicheranno medici, esperti di salute o estensori di articoli destinati alle diffuse pubblicazioni del settore nutrizionale; costoro semplicemente non ne conoscono o non ne comprendono le basi.
La loro analisi è infarcita di un considerevole numero di errori, e mi auguro che esaminerete il documento dal titolo “The Scientific Calculation of the Optimum Omega 6/3 Ratio?
Presso: http:// www.BrianPeskin.com (ciccare su EFA Report), così comprenderete la questione e le basi scientifiche a monte del calcolo relativo al rapporto ideale fra omega-6 e omega-3.
L’olio di pesce, assieme ad una dose eccessiva di derivati di omega-3, può di fatto essere causa di cancro l’esatto opposto di quanto ci proponiamo, e l’olio di lino contiene fin troppi capostipiti di omega-3.
Per la maggior parte i capostipiti degli omega-3 non vengono convertiti in derivati; permangono nelle membrane cellulari e nei tessuti nella originaria forma capostipite. Alcuni scienziati se ne rendono conto ed alcuni testi medici lo spiegano.
Per di più, la lavorazione industriale degli alimenti distrugge una rilevante quantità di tali EFA, unitamente alla loro capacità ossigenante.

8 – Alimenti contenenti EFA
E’ imperativo comprendere che tali alimenti devono provenire da coltivazioni biologiche e, qualora sia necessario, sottoposti ad una lavorazione in condizioni di calore ridotto e senza conservanti artificiali. Diversamente gli EFA risulteranno danneggiati.

Prodotti caseari/uova/formaggi:
Formaggi derivati da “latte crudo” ? ed uova sono eccellenti fonti di EFA. Il latte pastorizzato è carente di EFA ed è nocivo anche per i bambini. (NdR: meglio evitarli in caso di malattie specie se degenerative)

Carni:
Polli, manzi (meglio se alimentati con erba fresca), agnelli, maiali, ecc., allevati e lavorati secondo parametri biologici, sono fonti abbondanti di EFA  (NdR: meglio evitarli in caso di malattie specie se degenerative)

Frutta secca:
Anacardi, mandorle, noci, arachidi, ecc., purchè biologiche non lavorate.

Prodotti del mare:
Gamberi, scampi, pesce, aragoste, granchi, frutti di mare, ostriche, ecc.
E’ importante comprendere che consumare grandi quantitativi di prodotti del mare non è la soluzione anticancro; i prodotti del mare sono assai ricchi di EFA capostipite di, e, derivati da omega-3.
Il pesce di allevamento, contiene perlopiù derivati dagli omega-3; il pesce di allevamento e l’olio da esso ricavato vanno evitati.
(NdR: meglio evitarli in caso di malattie specie se degenerative)

Frutta e ortaggi:
Gli animali provvisti di stomaci multipli sono in grado di estrarre EFA dalla cellulosa di vegetali come l’erba, ma gli esseri umani provvisti di un solo stomaco, non possono farlo.

Cereali:
Gli esseri umani non sono in grado di estrarne gli EFA.

9 – Il miracolo delle “calamite di ossigeno degli EFA ?
Pensate a questi EFA polinsaturi come a calamite di ossigeno. La dimostrazione di questo fatto è sepolta nei principali testi e riviste di medicina, come ad esempio Harper’s Illustrated Biochemistry, e Human Nutrition Clinical Nutrition, luglio 1984.
Gli EFA sono essenziali per la struttura e la funzione della respirazione cellulare. In assenza di elevata efficienza della respirazione, il cancro segue a breve. Questi EFA calamite di ossigeno nella membrana cellulare attraggono l’ossigeno presente nel flusso sanguigno e lo trasferiscono nella cellula.
Quindi non ha importanza quanto respiriate o quanto esercizio fisico fate; se non disponete degli adeguati EFA funzionali a livello cellulare, le vostre cellule non assorbiranno abbastanza ossigeno dal sangue e voi risulterete assai predisposti al cancro.
Ricordate che la soglia del cancro corrisponde ad una diminuzione del 35% dell’ossigeno cellulare. Senza un costante rifornimento di questi EFA dagli alimenti, il trasferimento dell’ossigeno cellulare risulta significativamente ridotto.

Un esempio di come funzionano.
Il pesce va a male in pochi giorni poiché l’olio presente nel pesce assorbe ossigeno in quantità elevate, reagisce rapidamente con l’ossigeno presente nell’aria, perché l’olio contenente EFA ha la capacità di assorbire ingenti quantitativi di ossigeno, questo processo si chiama ossidazione.
Questo vale anche per altri tipi di grassi essenziali, che svolgono la loro funzione di assorbire ossigeno, in virtù di tale aspetto hanno una vita limitata, dopo un breve periodo non funzionano più, gli EFA divengono esausti cioè rancidi. Questo è il motivo per cui devono essere sostituiti quotidianamente ricavandoli dal cibo.  Madre natura ci ha progettati in questo modo.

10 – Il derivato dagli omega-6 AA (Acido Arachidonico) previene la coagulazione del sangue.
Il Dr. Warburg comprese che un flusso sanguigno lento consente al cancro di andare in metastasi. In seguito altri ricercatori dimostrarono che se si riesce ad impedire ad un cancro localizzato di andare in metastasi, il rischio di morire a causa del cancro diminuisce di ben 10 volte. Anche nel caso in cui abbiate un cancro, non morirete a causa sua.
La velocità e la viscosità del sangue presentano una connessione con la diffusione del cancro; questo è un fatto sorprendente, raramente citato, evidenziato dal biologo molecolare di fama mondiale Robert Weinberg.
Cosa provoca la metastasi ? I coaguli di sangue, ed anche questo è un fatto risaputo. Cos’è che impedisce al sangue di raggrumarsi ed è anche il naturale anticoagulante fornitoci da Madre Natura, che previene i coaguli di sangue? No, diversamente da quanto vi raccontano di continuo, non sono gli omega-3.
Il capostipite degli omega-6 è assai più potente. L’acido arachidonico (AA) è un cruciale derivato dagli omega-6 nonché un importante componente biochimico presente in ciascuna delle nostre cellule; è il mattone adibito alla costruzione del più potente agente antiaggregante (coadiuvante degli anticoagulanti) noto, denominato prostaciclina.
L’AA inoltre inibisce l’adesione delle piastrine, il che lo rende un “anticoagulante” naturale; l’AA contribuisce anche a risolvere danni vascolari conseguenti a lesioni.
Spesso le vittime di attacco cardiaco presentano livelli di EFA scarsi, in particolare gli EFA derivati AA dal capostipite degli omega-6 e gli EPA dal capostipite degli omega-3. Abbiamo in qualche misura bisogno di capostipite degli omega-3, poiché l’EPA è uno dei suoi più importanti derivati. Il problema è che gli integratori all’olio di pesce ce ne forniscono in misura eccessiva.

11 – Cosa ostruisce realmente le arterie.
Contrariamente a quanto ci propinano da decenni, non sono i grassi saturi che ostruiscono le arterie ed impediscono il fluire del sangue; è il capostipite degli omega-6 adulterato.
Un pionieristico articolo di Lancet (1994; 334; 1195-96) riportava alcune analisi delle placche arteriose.
Felton e altri, hanno misurato i singoli componenti e in un coagulo dell’aorta hanno rilevato oltre 10 composti diversi ma nessun grasso saturo. Nel coagulo era presente del colesterolo, fenomeno spiegato dal fatto che il colesterolo funge da agente protettivo di guarigione per tagli e contusioni delle arterie, esattamente come la crosta che si forma sulle ferite esterne.

Qual è il componente predominante di un coagulo Probabilmente lo avete intuito; gli oli polinsaturi omega-6 adulterati.
Quelli che inizialmente contengono EFA che si comportano in modo appropriato, ma che vengono deteriorati nel corso della lavorazione industriale degli alimenti. Sono state svolte e pubblicate sulle riviste mediche numerose simili analisi dei coaguli delle arterie, indicanti i medesimi risultati, ma a quanto pare solo pochi medici ne hanno preso visione.
I comuni cittadini hanno scarsissime possibilità, sempre che ne abbiano, di scoprire la verità.
Quindi non è il colesterolo in se stesso che ostruisce le arterie. Se siete carenti di EFA, il colesterolo si comporta come un sistema di trasporto di veleno.
Gli EFA sono il principale componente del colesterolo.
Come chiarisce il manuale di medicina Molecular Biology of the Cell (p. 481), il colesterolo è necessario all’integrità strutturale del doppio strato lipidico, la matrice di ciascuna delle nostre membrane cellulari.
JAMA (1994;272:135-40) ha pubblicato un articolo nel quale si affermava che i farmaci per abbassare il colesterolo non funzionano in modo significativo per prevenire le cardiopatie.
La ragione ? Non riescono ad abbassare a sufficienza la quantità capostipite di omega-6 difettosi.
Come affermato in Current Atherosclerosis Reports (2004; 272: 1335-40), questo è il motivo per cui i farmaci per il colesterolo non possono svolgere la loro funzione: “L’LDL contiene sino all’80% di lipidi grassi (grassi ed oli), compresi acidi grassi polinsaturi e colesterolo, principalmente esteri (del colesterolo). L’acido linoleico (LA), uno dei più abbondanti acidi grassi presenti nell’LDL….?
In virtù di queste informazioni ci rendiamo conto di quello che il colesterolo trasporta gli EFA adulterati ovvero il problema.
Un articolo pubblicato Human Nutrition: Clinical Nutrition (1984; 38c:245-260) conferma ulteriormente che è il capostipite degli omega-6 a formare la maggior parte degli acidi grassi nel colesterolo LDL e in quello HDL.
Non fatevi ingannare da chi vi dice che i grassi naturali sono “cattivi ?. Tutte le cellule del nostro corpo necessitano di molti grassi naturali contenenti EFA; in particolare, di capostipite degli omega-6.
Se anche solo una esigua frazione di questo capostipite degli omega-6 è difettosa, il che pregiudica la sua prerogativa di assorbire ossigeno e di svolgere altre funzioni cellulari, questa agisce come causa diretta del cancro e delle cardiopatie.
Tratto da: NEXUS numero 68.
By Prof. Brian Scott Peskin, BSEE (MIT) 2 vedi. www.BrianPeskin.com per maggiori approfondimenti.

Commento NdR: pur condividendo in linea di massima il contenuto dell’articolo, non posso non ricordare che in caso di ammalamento è molto meglio evitare qualsiasi alimento di derivazione animale !
Il crudismo assoluto, di cibi biodinamici, iniziando con i succhi e la pulizia intestinale sono le armi per eccellenza per qualsiasi tipo di ammalamento ! assieme alla vitamina C ed al Glutatione inoculato in Vena….

Guarisce dal Cancro con la dieta Vegana utilizzata per 1 anno
http://informatitalia.blogspot.it/2014/12/guarisce-da-tumore-esteso-e-metastasi.html

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Secondo la Medicina Naturale, tutte le cosiddette impropriamente “malattie“, in verità solo sintomi, sono sempre di origine “psicosomatica“, cioè un blocco o malfunzione della comunicazione dell’informazione dal corpo alla Psiche (Spirito) e viceversa e quindi da e per il Vuotoquantomeccanico, cioè da per l’Infinità), mediante il noto meccanismo:
SpiritualPsicogeneticocellulartissutalneuronalgastrointestinalimmunologicoendocrinoorganicosistemico
e l’ammalamento avviene SEMPRE su un Terreno fisiologico in disordine, quindi occorre utilizzare la Nutriterapia sui vari livelli, Spirituale eliminando i Conflitti irrisolti, ed anche quelli fisiologici (cibi adatti per normalizzare l’intestino + aumentare l’Immunità+ depurazione del fegato + eliminare l’acidosi, stress ossidativo e l’alterazione metabolica esistenti), mediante:
Terapia Metabolica (mineral-vitaminica per la nutrizione cellulare) + Fitoterapia + Artemisia + Coproterapia + Fermenti lattici + Enzimi + Micro diete + Intestino + Immunità + Scienza della Nutrizione + Bioterapia Nutrizionale + Glutatione Cancro + Omeopatia (per le malattie degenerative.) + Omeopatia degli ibridi + Omeopatia degli ibridi (English)

Vedi anche per l’Alimentazione adatta: Alimenti biodinamici + Crudismo + Verdure e Frutta + Succhi di frutta e verdure + terapia del dott. Gherson + Emodieta + Zapper (antiparassiti)

RICORDO che uno dei Princìpi più importanti, della Medicina Naturale e’ questo:
“Cio’ che NON si Esprime si Imprime” sull’organismo, per mezzo degli errori Spirituali = Conflitti irrisolti (trasgressioni consce od inconsce alle Leggi del Vivente) – e per caduta, quelli della nutrizione e malfunzione cellulare dello Stress Ossidativo cellulare (sui tessuti degli organi bersaglio dell’archetipo conflittuale), e di quello derivante anche dagli errori alimentari, – vedi Crudismo – e/o con l’utilizzo di farmaci (di sintesi) ma e soprattutto dei Vaccini, i quali null’altro sono sostanze/frequenze/vibrazioni tossico-nocive che determinano malfunzioni del fluire o meno e soprattutto dell’informazione all’interno del sistema del corpo Vivente (Psicosoma).

Ecco qui descritto in sintesi, lo “ABC” della BioElettronica (elettronica del Vivente); essa determina, qualifica e quantifica, identificando con apposite apparecchiature bioelettroniche, i parametri elettronici dei liquidi extra cellulari e/o intracellulari – questi parametri elettronici del Vivente sono le Basi fisiologiche, dalle quali per “caduta”, si eseguono e comandano sempre azioni e reazioni, biochimiche e non solo, all’interno di essi e quindi anche sulla membrana cellulare, nelle cellule stesse…che possono, se intossicate, ad esempio, addivenire in uno stato di stress ossidativo, cioé all’alterazione-malfunzione del metabolismo cellulare e quindi quello nei tessuti (la Matrice) ove esse risiedono, tessuti che si infiammano, generando malfunzione negli organi corrispondenti a quei tessuti, determinando nei fatti la malattia, mentre e si mantengono con stili di vita adeguati (etica, coerenza ecc, lungo la via-legge dell’Amore, la comunione, la compassione, l’aiuto, quindi una vita con stress ridotto al minimo, alimentazione crudista appropriata, le giuste funzioni della perfetta Salute si manifestano a qualsiasi livello, perché mantengono e/o riportano al giusto pH = leggermente alcalino, modo nel quale gli umani funzionano e debbono vivere per rimanere SANI.
Mentre l’Odio, il rancore-risentimento, la violenza, sono matrici di pH ACIDO, quindi generano l’acidosi metabolica, fautrice di qualsiasi malattia, fino al cancro.

Quindi, nei fatti: l’unica e vera Cura che può guarire il cancro, se l’organismo reagisce e/o non eèstato rovinato dalle terapie ufficiali (chemio e radio), è la Terapia della rimozione dei Conflitti Spirituali irrisolti (cause primarie del cancro e non solo…) e quella fisica,  fisiologica METABOLICA, QUI ben illustrate a base del crudismo alimentare + Vitamina C per il cancro + Glutatione in vena.

La cura metabolica consiste in sintesi; utilizzare le sinergie fra: Cistina, Acetilcisteina, Cisteina, Glutatione (Glutatione – 2) e Vitamina C (Vitamina C – 2)
In sintesi ecco di come e cosa si tratta
– Protocollo generico DISINTOSSICANTE, NUTRIENTE, CRUDISTA ecc.:
Per Pazienti in trattamento chemio, radioterapico e/o farmacologico, per Cancro od altra malattia degenerativa
Questo Protocollo da sottoporre comunque al medico curante, sempre che sia aperto anche alle Medicine Complementari.
Esso è già utilizzato da ben 15 anni da diversi medici anche italiani e da strutture ospedaliere pubbliche e private in vari paesi del mondo; alcuni oncologi la utilizzano in contemporanea con la chemio, con discreti risultati.
Questa è una terapia disintossicante e riordinante dello stress ossidativo cellulare, base di OGNI tipo di malattia !

IMPORTANTE:
Tenere presente che comunque questa terapia per infusione venosa, avviene con dei farmaci di sintesi e quindi anch’essa può avere delle controindicazioni, che possono essere più o meno importanti a seconda del soggetto, per cui si consiglia di attuare prima e/o contemporaneamente e successivamente un’alimentazione Crudista al 100 % con cibi frullati e/o centrifugati ed attuare il riordino mineralvitaminico + enzimi e flora batterica che in tutti i malati è alterato più meno in modo importante.
E tuttavia, laddove ci sia anche una piccola volontà e speranza di vivere, un’adeguata terapia fito-nutrizionale (NdR: anche via endovena con soluzioni mineralvitaminiche ( Vitamina C per il cancro + Glutatione) – vedi QUI il medico che utilizza con successo questo sistema –  l’ideale e utilizzare quelli non di sintesi chimica, ma di estrazione naturale – assieme all’assunzione via orale di fermenti lattici appropriati a seconda del paziente ed enzimi) può rendere normale il guarire naturalmente dal tumore, cosa che oggi vogliono farci ritenere impossibile o puramente miracoloso (vedi quei medici che alle volte preferiscono spedire il malato a Lourdes piuttosto che permettergli di curarsi naturalmente).

Leggere bene e con attenzione, il primo articolo in questa pagina, sulla Nutriterapia naturale.
vedi anche: BioElettronica + Metabolismo + Terapia Metabolica (mineral-vitaminica, Vitamina C per il cancro e Glutatione in vena) + Protocollo della Salute

Il Cancro quindi nasce, in sintesi e secondo la Medicina naturale, perché l’organismo del canceroso è intossicato, e la microcircolazione, nei tessuti intossicati, viene ad essere alterata, producendo, nelle cellule dei tessuti investiti da quel processo: malfunzione cellulare, (nutrimento ed eliminazione = respirazione cellulare alterata = metabolismo alterato = malnutrizione cellulare e tissutale assicurata), producendo successivamente infiammazione nei tessuti, stress ossidativo cellulare e per caduta immunodepressione, e parallelamente, alterazione anche del sistema enzimatico per la precedente alterazione della flora batterica, pH digestivo non regolare (e quindi l’organismo è mancante di minerali e vitamine ed in stato di acidosi), in quelle condizioni esso è molto facilmente parassitato da certi, parassitibatteri e funghi (candida) i quali producono anche tossine ed ulteriori infiammazioni: Ma tutto ciò è “gestito” come Causa primordiale dai Conflitti Spirituali (consci ed inconsci) e dall’intenso stress del vissuto.
Il Cancro quindi è una malattia MULTIFATTORIALE, e come tale va affrontato tenendo presente che: al di là delle varie forme che assume, il tumore è uno, e la sua frammentazione in tanti specifici tumori differenti non fa che oscurare il fondamento sottostante tutti i tumori (maligni e non), e che hanno a che fare con lo squilibrio dell’individuo nella sua interezza di psiche (Conflitti Spirituali irrisolti che creano il loro corpo di dolore) ed energia metabolico /immunitaria con ripristino della funzionalta’ della ghiandola Pineale per mezzo della melatonina specializzata (+ Vitamina C per il cancro + Glutatione in vena) e con le tecniche BioElettroniche di reinformatizzazione dei sistemi alterati ed a qualsiasi livello, dai geni, DNA, molecole, cellule, tessuti, organi ed i vari sistemi od apparati.

Disbiosi microbica cronica è associata con il cancro al seno umano
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3885448/

Quindi il medico, il terapeuta od il soggetto stesso, lo ripetiamo, DEVONO operare seguendo la stessa strada percorsa per l’ammalamento.
Cioè devono lavorare per disintossicare il malato + disinfiammare l’organismo ed i tessuti interessati, ripristinare: il pH digestivo, e normalizzare le digestioni + il malassorbimento sempre presente nel malato ed eliminare quei parassiti, batteri e funghi, che hanno proliferato in modo abnorme, per mancanza dei loro antagonisti + rinforzare il sistema immunitario SEMPRE compromesso in TUTTI i malati, cancerosi compresi ed eliminare i Conflitti Spirituali (quali Vere Cause) e lo stress esistenti, oltre a lavorare sul metabolismo alterato per ridurre ed eliminare lo stress ossidativo cellulare e quindi quello tissutale, sempre presenti in qualsiasi malattia e specie nel cancro, per i danni alla microcircolazione indotti dalle intossicazioni ed infiammazioni più o meno intense.
E tuttavia, laddove ci sia anche una piccola volontà e speranza di vivere, un’adeguata terapia fito-nutrizionale (NdR: anche via endovena con soluzioni mineralvitaminiche – vedi QUI il medico che utilizza con successo questo sistema –  l’ideale e utilizzare quelli non di sintesi chimica, ma di estrazione naturale – assieme all’assunzione via orale di fermenti lattici appropriati a seconda del paziente ed enzimi, specie i lisozimi) può rendere normale il guarire naturalmente dal tumore, cosa che oggi vogliono farci ritenere impossibile o puramente miracoloso (vedi quei medici che alle volte preferiscono spedire il malato a Lourdes piuttosto che permettergli di curarsi naturalmente).

CIBO per i cancerosi


VIDEO del Dott. Nader Butto il quale spiega cosa è il Cancro

Chi vive bene protegge i cromosomi del proprio DNA – vedi anche: DNA ANTENNA
Lo stile di vita sano allunga i telomeri, le estremità dei cromosomi che controllano l’invecchiamento. Ecco, in sintesi, le conclusioni di un piccolo studio pilota pubblicato su The Lancet Oncology.
Dice Dean Michael Ornish, professore di medicina all’Università della California a San Francisco e primo autore dell’articolo:
«I telomeri, formati da Dna e proteine, influenzano l’invecchiamento delle cellule proteggendo le estremità dei cromosomi, un po’ come le punte ai lacci delle scarpe ne impediscono lo sfilacciamento. Come i telomeri si accorciano e la loro integrità strutturale si indebolisce, le cellule invecchiano e muoiono».
Dunque la lunghezza dei telomeri è un’indicazione di età biologica: più brevi sono più aumenta il rischio di morte e di malattie età-correlate, tra cui il cancro al seno, alla prostata, al colon e i tumori polmonari, ma anche le malattie cardiovascolari, la demenza, l’osteoporosi, il diabete.
Partendo da questi presupposti Ornish e colleghi hanno messo a confronto due piccoli gruppi di uomini con diagnosi di cancro alla prostata a basso rischio.
Ai 10 soggetti del gruppo di studio è stato chiesto di modificare il proprio stile di vita, mentre i 25 individui del gruppo di controllo hanno proseguito i loro normali comportamenti. «I cambiamenti dello stile di vita includevano una dieta a base vegetale, un moderato esercizio fisico, tecniche di gestione dello stress come la meditazione e lo yoga, e un maggiore sostegno sociale» spiega l’internista, sottolineando che nessuno studio ha mai dimostrato un effetto benefico dello stile di vita sui telomeri. E la lunghezza delle estremità dei cromosomi è proprio quella che i ricercatori hanno misurato, all’inizio dello studio e dopo 5 anni.
Morale: alla fine del quinquennio di follow-up nel gruppo che ha cambiato il proprio stile di vita la lunghezza dei telomeri è cresciuta del 10%, mentre nel gruppo di controllo è diminuita del 3%.
Un altro dato interessante è l’effetto dose-risposta: più lo stile di vita cambia, più i telomeri si allungano. «I risultati vanno al di là del cancro della prostata. Se confermati da studi controllati su larga scala, cambiando lo stile di vita si può ridurre il rischio di malattia e morte prematura. I geni racchiusi nei nostri telomeri sono una predisposizione, non necessariamente il nostro destino» conclude Ornish.
The Lancet Oncology, Early Online Publication, 17 September 2013

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La FEBBRE che GUARISCE il CANCRO:
Come insegna la Medicina Naturale, la febbre è il principio della guarigione, NON bisogno bloccarla, ma aiutarla ad uscire dall’organismo !

Cancro: il rimedio dimenticato
Siamo nel 1890 a New York. È notte. dott. William Coley si gira e si rigira nel letto. Il giorno prima, questo giovane chirurgo di 28 anni, per la prima volta, ha visto uno dei suoi pazienti morire. Questa paziente, Elizabeth Dashiell, è morta di cancro alle ossa. E il dottor Coley è sopraffatto da sentimenti di colpa e di impotenza.
Al mattino, lascia la sua casa. Ma invece di andare, come al solito al Cancer Hospital di New York dove lavora, ha deciso di andare a Yale. Yale è la più grande università, che è a due ore di treno a nord della città, nel vicino stato del Connecticut.
Yale era già a quel tempo, conosciuta in tutto il mondo per la sua scuola di medicina. La Biblioteca Universitaria conserva gli archivi che coprono tutte le malattie attualmente conosciute, in particolare descrivendo i casi di milioni di pazienti.
È in questo campo che straordinariamente il dott. Coley troverà casi di “sarcoma” simili a quella che ha ucciso la sua paziente. Il Sarcoma è un tipo di cancro.
Il dott. Coley spera di trovare casi in cui i pazienti affetti dallo stesso tumore come il suo paziente sarebbero guariti. Perché è convinto che lì, da qualche parte, vi e’ un trattamento che avrebbe potuto salvarla.
Più di due settimane, dura la sua vana ricerca e si perde in chili di file polverosi. Ma la conclusione è sempre la stessa: il paziente muore. Egli comincia a disperare quando una sera, quando lui è sul punto di rinunciare, ha fatto una scoperta sorprendente: una guarigione misteriosa
Il dott. Coley mise la mano inconsapevolmente su un caso che rivoluzionerà il trattamento del cancro.
Scopre che un uomo il cui sarcoma e’ misteriosamente scomparso dopo la somatizzazione di una malattia infettiva registrata davvero nella cartella clinica.
Questa malattia quasi scomparsa oggi, si chiama erisipela. Si tratta di una infezione della pelle. Si manifesta nei bambini con macchie rosse che possono apparire anche nel volto, ma più spesso sulle gambe, ed è accompagnata da febbre. Ma questa non è una malattia grave.
Subito dopo l’ammalamento di erisipela, il sarcoma del paziente è improvvisamente scomparso.
Il dott. Coley ha trovato casi simili nei diversi archivi consultati, che ormai risalgono a centinaia di anni: il tumore ( sarcoma ) era scomparso dopo una semplice infezione della pelle !
Ha scoperto che altri pionieri mediche come Robert Koch, Louis Pasteur, ed il medico tedesco Emil von Behring, che ha ricevuto il primo Premio Nobel per la Medicina nel 1901, avevano anche osservato casi di erisipela in coincidenza con la regressione spontanea del cancro .
Convinto che non poteva essere una coincidenza, il dott. Coley ha deciso di inoculare volontariamente Streptococcus (batteri morti) in uno dei suoi pazienti affetti da cancro alla gola. L’esperimento è stato condotto su 3 maggio 1891 un uomo di nome Mr. Zola. Immediatamente, il suo cancro regrediva e la salute Zola è notevolmente migliorato. Ha riacquistato la sua salute e ha vissuto otto anni e mezzo di più.
Il dott. Coley creato una miscela di batteri morti e quindi meno pericolosi denominati tossine di Coley. Questa miscela è stata somministrata per iniezione per causare febbre. È stato osservato che il rimedio è stato efficace, anche nel caso di tumori metastatici.
A 16 anni, salvato dal cancro
Il primo paziente a ricevere le tossine di Coley fu’ il giovane John Ficken, un ragazzo di 16 anni affetto da un massiccio tumore addominale.
Il 24 Gennaio 1893, ha ricevuto la sua prima iniezione, che è stata poi ripetuta ogni due o tre giorni direttamente nel tumore. Per ogni iniezione, vie è stata la febbre … e il tumore è regredito.
Già nel maggio del 1883, quattro mesi dopo, il tumore aveva solo un quinto della sua dimensione originale. Nel mese di agosto, era poco più evidente. John Ficken è stato finalmente guarito dal cancro (morì 26 anni dopo un attacco di cuore).
Come questa scoperta è stata stroncata sul nascere.
Ma le tossine di Coley tossine ebbero in quel tempo un formidabile “concorrente”: l’invenzione e lo sviluppo di macchine a raggi radioattivi (radiazione), più facilmente industrializzatae con maggiori guadagni per chi li vendeva.
Il dott. Coley ha anche lui stesso, avuto due macchine di radioterapia. Ma, ha concluso rapidamente la loro minore efficienza. Per 40 anni ha continuato a utilizzare con successo le tossine Coley, fino alla sua morte il 16 aprile 1936.
Il grande business della chemioterapia poi ha assunto forza per garantire che questo rimedio, molto più semplice, più sicuro e molto meno costoso, restasse nella pattumiera della medicina.

A seguito della lettera del giorno :
Le tossine di Coley, rinascono dai cartoni dei files
La storia non finisce qui, per fortuna.
Nel 1999, i ricercatori di mentalità aperta hanno ripreso cio’ che aveva lasciato negli archivi il dott. Coley. Hanno confrontato i loro risultati con quelli dei trattamenti più moderni contro il cancro. E hanno scoperto che i risultati sono stati superiori con il trattamento Coley !
“Quello era,  le tossine di Coley, per i pazienti con sarcoma a quel tempo era più efficace di quello che facciamo per questi pazienti oggi”, disse allora Charlie Starnes, ricercatore presso Amgen, una delle principali società di biotecnologie a livello mondiale, di lavoro in Francia con il National Cancer Institute.
La metà dei pazienti affetti da sarcoma Coley ha vissuto dieci anni o più, dopo l’inizio del trattamento, contro il 38 % con le ultime terapie. I risultati per i pazienti malati di cancro del rene e del cancro ovarico sono stati anche superiori.
Grande speranza per i malati di cancro
Oggi, una società americana, MBVax, riprende la ricerca sulle tossine Coley.
Anche se non ha ancora portato studi su larga scala per la loro commercializzazione, 70 persone hanno beneficiato di questa terapia tra il 2007 e il 2012.
Gli effetti sono stati così positivi che la grande rivista scientifica Nature ha  ripreso lo studio nel mese di dicembre 2013 [ 1 ] . Le informazioni sono state inoltre riprese anche dalla rivista francese Le Point, 8 Gennaio 2014 [ 2 ].
Le persone che hanno beneficiato di questa terapia non riconosciuta, erano persone affette da cancro in fase terminale, tra cui il melanoma, linfomi, tumori maligni della mammella, prostata, ovaie. E’ consuetudine, infatti, negli ospedali per permettere alle persone in situazioni molto difficili a rivolgersi a terapie innovative, che sono negate ad altri.
Nonostante l’estrema gravità di questi tumori, le tossine Coley hanno causato una riduzione dei tumori nel 70 % dei casi, e anche remissione completa nel 20% dei casi, secondo MBVax.
Il problema l’ azienda deve affrontare oggi è che, per condurre i test su larga scala previsti dalla normativa vigente e’ di costruire una unità di produzione negli standard europei o nordamericani, le cui  necessità di finanziamento ammontano a centinaia di milioni … dollari.
Ciò che era possibile nel 1890 presso l’ufficio di un singolo medico di New York con la sua appassionata missione, ora è diventato quasi impossibile nel nostro mondo iper tecnologico e iper … soffocato dalla normativa burocratica.
By Jean- Marc Dupuis
Fonti:
[ 1 ] DeWeerdt S. Bacteriology: A caring culture. Nature 2013 Dec 19;504(7480):S4-S5
[ 2 ] Questo farmaco contro il cancro … che non sarà facilmente commercializzato…..
Fonte: sante-nature-innovation.fr

Continua QUI: https://mednat.news/cancro/nutriterapia_cancro.htm

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Esperto per la Vera scienza, conoscenza, filosofo della vita eterna, esperto in Medicine Naturali, Scienza della Nutrizione, Bioelettronica e Naturopatia. Consulente di https://mednat.news/curriculum.htm - Curatore, Tutore, Notaio, del TRUST estero VANOLI G.P. e difensore dei: - Human Rights Defender ONU/A/RES/53/144 1999 - Diritti dei Batteri e Virus, cioè della Vita/Natura in genere

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