Infiammazione, cosa è, e da dove proviene ?

INFIAMMAZIONE è conCausa basilare di TUTTE le “malattie” assieme all’Intossicazione

Definizione della parola infiammazione o flogosi: è un meccanismo di difesa non specifico innato, che costituisce una risposta protettiva, nervoso immunitaria, delle cellule e quindi dei tessuti colpiti e/o intossicati, conseguente all’azione dannosa di agenti fisici, chimici e/o biologici, il cui obiettivo finale è l’eliminazione della causa iniziale di danno cellulare o tissutale, nonché avviare il processo riparativo di disintossicazione, di disinfiammazione, quindi l’infiammazione è l’arte di ripararci: mediante questo processo ripariamo i tessuti danneggiati da agenti stressogeni, esogeni ed endogeni. Noi siamo sani solo quando siamo capaci di riparare i danni che l’ambiente esterno od interno ci provoca.
Per infiammazione o flogosi, si intende l’insieme delle modificazioni che si verificano in un distretto dell’organismo colpito da un danno di intensità tale da non incidere sulla vitalità di tutte le cellule di quel distretto. Il danno è provocato da: agenti fisici (traumi, calore), agenti chimici (acidi ecc.), agenti tossici anche vaccinali e da agenti di natura biologica (batteri, virus vaccinali e non, ecc.).
La risposta al danno è data dalle cellule che sono sopravvissute all’azione di esso. L’infiammazione è una reazione prevalentemente locale.
I sintomi più importanti della flogosi (cardinali) sono il calor (aumento della temperatura locale dovuto all’aumentata vascolarizzazione), tumor (gonfiore determinato dalla formazione dell’essudato), rubor (arrossamento legato all’iperemia attiva), dolor (indolenzimento provocato dalla compressione e dall’intensa stimolazione delle terminazioni sensitive da parte dell’agente infiammatorio e dei componenti dell’essudato) e la functio laesa (compromissione funzionale della zona colpita).
Oltre all’infiammazione acuta per l’inizio brusco e la risoluzione rapida o anche angioflogosi per la prevalenza dei fenomeni vascolo-ematici suddetti, esiste anche l’infiammazione cronica di maggiore durata detta istoflogosi per la netta prevalenza dei fenomeni tissutali, causati dalla migrazione nei tessuti di cellule mononucleate del sangue (monociti e linfociti), su quelli vascolo-ematici che possono in tal caso essere anche del tutto assenti.
Prima di continuare, vi invito a leggere con attenzione questa pagina che spiega e cita il sistema immunitario in situazione di Anergia

Sindrome della permeabilità intestinale ed autismo
Il Thimerosal dei vaccini distrugge e/o altera la flora intestinale essendo una sostanza altamente tossica
Microbioma_omeostasi_stress_ossidativo_mutazioni_DNA-danni-da-farmaci-e-VACCINI – PDF (Tesina by Jean Paul Vanoli)

https://telegra.ph/Una-generazione-addormentata-Narcolessia-in-adolescenti-e-giovani-adulti-11-10
il tutto provocato dai Vaccini !

La Memoria delle cellule staminali, di lesioni, traumi, ferite, intossicazioni (anche da farmaci e Vaccini), infiammazioni e loro ruolo nella salute/ammalamento….

Individuato un codice tridimensionale del DNA: è una struttura a forma di fiore e l’Allarmina è la proteina che lo protegge – 22/01/2020
Grazie a un approccio sperimentale innovativo sviluppato da un gruppo di scienziati diretto da Marco Foiani all’IFOM e all’Università degli Studi di Milano, è stato identificato per la prima volta nella sua complessità un codice inedito del DNA: si tratta di una configurazione simile a un fiore, con alla base particolari strutture di DNA cruciformi. Inoltre i ricercatori hanno stabilito che la proteina allarmina (chiamata anche HMGB1) – NdR: che è il codice/segnale dell’Infiammazione) stabilizza questa configurazione, e la protegge dallo stress meccanico durante la replicazione del DNA, stress che potrebbe danneggiare i cromosomi e portare all’insorgenza di tumori. La ricerca, condotta con un approccio bioinformatico e matematico e pubblicata oggi sull’autorevole rivista Nature, segna un significativo avanzamento nella comprensione del codice della vita, contribuendo a chiarire le basi molecolari dei processi di riparazione e duplicazione del DNA e del meccanismo di protezione dal cancro:  Continua QUI

MICROBIOMA ed INFIAMMAZIONE “la madre di qualsiasi ammalamento”


La risposta infiammatoria è gestita dal microbiota in base alla sua “forza”, ovvero alla sua biodiversità dei ceppi batterici.
Se è debole, perché alterato da farmaci o Vaccini, allora si cade in quella che si definisce anche se impropriamente, “infiammazione cronica”, tipo ASIA, dove è capace di produrre le prime citochine pro-infiammatorie, ma produce anche citochine anti-infiammatorie diverse da quelle capaci di ricostruire i tessuti intossicati, sperando queste ultime siano a sufficienza per ricostruire assieme ai batteri i tessuti danneggiati, dai danni subiti dalle tossine di farmaci e Vaccini.
Non è un caso che l’infiammazione cronica sia stata definita la “madre delle patologie”.
vedi: Riazi K, Galic MA, Pittman QJ. Contributions of peripheral inflammation to seizure susceptibility: cytokines 7 and brain excitability. Epilepsy Res. 2010 Mar;89(1):34-42.

Commento NdR: l’alterazione del microbioma è indotta dalle alterazioni del pH digestivo nell’intestino, in quanto il normale e sano microbioma, sopravvive solo a determinati pH che possono leggermente variare nel tubo digerente fra tenue e colon, in funzione anche e non solo delle vaccinazioni, della vitamina K1 iniettata alla nascita, costringendo i batteri del microbioma a mutare forma e quindi funzioni, da salubri ad in-salubri, con tutte le conseguenze del caso.

Sistema immunitario e deregolamentazione gastrointestinale legata all’autismo – 17/04/2018
UC Davis Davis MIND Institute ricerca trova che l’aumento dell’infiammazione può essere il colpevole

I ricercatori dell’UC Davis MIND Institute hanno scoperto che i bambini con disturbi dello spettro autistico (ASD) hanno ridotto la regolazione del sistema immunitario, così come i cambiamenti nel loro microbiota intestinale.
La deregolamentazione immunitaria sembra facilitare l’aumento dell’infiammazione e può essere collegata ai problemi gastrointestinali così spesso riscontrati dai bambini con ASD.
La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Brain, Behavior, e Immunity.

“…alcuni bambini con ASD hanno questa diminuzione delle citochine regolatorie, che li lascia più inclini all’infiammazione,” ha detto Destanie Rose, uno studente laureato nel laboratorio di Paul Ashwood e primo autore sulla carta. “Questa aumentata infiammazione può manifestarsi come sintomi gastrointestinali, allergie, asma o qualche altra forma“.
Mentre gli studi precedenti e l’esperienza clinica hanno dimostrato che molti bambini con ASD hanno problemi intestinali, le cause sono state “misteriose”, (NdR: meglio dire non volutamente ricercate, perché avrebbero messo in luce i veri e gravi danni dei vaccini e della Vitamina K1 sintetica, inoculata il giorno della nascita…), per meglio illuminare il problema, Ashwood, autore senior e professore del dipartimento di microbiologia medica e immunologia e colleghi ha studiato 103 bambini, tra 3 e 12, separati in quattro gruppi: bambini con ASD con e senza sintomi GI, e tipicamente sviluppando bambini con e senza sintomi GI.
I ricercatori hanno analizzato campioni di sangue e feci per valutare sia la risposta immunitaria che la composizione microbica.
I bambini con problemi di ASD e GI hanno mostrato una serie di distinzioni. Avevano livelli più elevati di citochine infiammatorie, come IL-5, IL-15 e IL-17, rispetto ai bambini con ASD senza sintomi GI.
I bambini con ASD/GI avevano anche livelli più bassi della proteina TGFβ1, responsabile della regolazione della risposta immunitaria. Inoltre, il gruppo aveva livelli più elevati di zonulina proteica, che regola le giunzioni cellulari nel tratto gastrointestinale, influenzando la permeabilità intestinale.
Lo studio ha anche trovato distinzione nel microbioma tra bambini con sintomi ASD e GI e bambini con problemi gastrointestinali. Questi risultati illuminano la fisiologia e rappresentano un primo passo verso la definizione di causa ed effetto.
“Questo lavoro apre nuove strade interessanti per determinare come il microbioma può guidare la risposta immunitaria della mucosa in ASD o se l’attivazione immunitaria guida i cambiamenti del microbioma“, ha detto Ashwood: “Al momento non lo sappiamo”.
(NdR: meglio dire non lo ricerchiamo….altrimenti cade il mito dei vaccini…)

Un’altra domanda a cui si dovrà rispondere è il rapporto tra i sintomi gastrointestinali dei bambini e i loro comportamenti.
“I bambini con ASD con aumentata infiammazione sono spesso quelli che presentano i comportamenti più gravi”, ha detto Ashwood. “Questa attivazione immunitaria non aiuta questi bambini. Potrebbe non causare l’autismo – non lo sappiamo ancora – ma certamente sta peggiorando le cose”.
I risultati sul TGFβ1 possono essere i più intriganti. La proteina è stata deregolamentata in entrambi i gruppi ASD, suggerendo che i bambini che non presentano sintomi GI possono soffrire di altre condizioni infiammatorie.
“È significativo che l’aspetto regolatorio del sistema immunitario sia diminuito, il che li mette a rischio di infiammazione”, ha detto Rose. “Molti studi indicano diversi tipi di infiammazione, e penso che questo tipo di riassume il motivo per cui tutti gli altri risultati possono essere veri allo stesso tempo”.
Inoltre, il TGFβ1 gioca un ruolo nello sviluppo neurologico e può costituire un potenziale collegamento tra la deregolamentazione immunitaria e i sintomi neurologici. Gli autori avvertono che deve essere fatto molto di più per stuzzicare queste relazioni.

Lo studio potrebbe comunque fornire indizi per lo sviluppo di potenziali trattamenti per mitigare l’IG e altri sintomi infiammatori associati all’ASD.
“È un passo verso la comprensione delle co-morbilità che sono presenti in almeno la metà dei bambini con ASD, e per capire quale di questi bambini può rispondere bene a certi tipi di terapie”, ha detto Ashwood. “Anche se è ancora presto, questo lavoro suggerisce che dobbiamo trovare modi per alleviare l’infiammazione per aiutare questi bambini”.

Altri autori includono Houa Yang, Milo Careaga, Heather K. Hughes, Kathy Angkustsiri Melissa Rose, Irva Hertz-Picciotto, Judy Van de Water e Robin L. Hansen all’UC Davis; Gloria Serena, Craig Sturgeon e Alessio Fasano al Mass General Hospital for Children; e Bing Ma e Jacques Ravel all’Università del Maryland.

Questo lavoro è stato finanziato dalla Autism Speaks Foundation (sovvenzione 7567), dagli Istituti Nazionali della Salute (R21HD086669, R21ES025560, R01ES015359, P30ES23513, U54HD079125, UL1TR001860, R01DK048373 e P01ES01121269), dalla Jane Botsford Johnson Foundation, dalla Jonty Foundation e dalla Peter Emch Foundation.

Presso l’UC Davis MIND Institute, scienziati di fama mondiale si impegnano in una ricerca interdisciplinare e collaborativa per trovare le cause e sviluppare trattamenti e cure per l’autismo, il disturbo da deficit di attenzione e iperattività (ADHD), la sindrome X fragile, la sindrome da delezione 22q11.2, la sindrome di Down e altri disturbi dello sviluppo neurologico.
Tratto da:
http://www.ucdmc.ucdavis.edu/publish/news/newsroom/12807

Commento NdR: i Vaccini scatenano queste forti infiammazioni (ASIA), meglio sarebbe NON far scatenarle, quindi NON vaccinare quei poveri bambini, invece di curare la loro infiammazione, prima eliminiamo la causa…..ma Big Pharma non vuole…

Vaccino per l’infiammazione in “fabbricazione” – 01/08/2019
By Kate Raines
Christopher Lowry, PhD ed un team di ricercatori dell’Università del Colorado a Boulder stanno lavorando ad un vaccino per prevenire le malattie mentali indotte dall’infiammazione.
Gli scienziati stanno lavorando con il Mycobacterium vaccae, batteri presenti nel suolo, che ha dimostrato proprietà antinfiammatorie in soggetti animali.
La U.S. Food and Drug Administration non ha ancora approvato studi sull’uomo, ma il Dr. Lowry spera di creare un vaccino per i problemi di salute mentale indotti dall’infiammazione.

Un certo numero di questioni neuropsichiatriche sono state collegate alla vaccinazione.
Uno studio pilota condotto da scienziati della Yale University e della Pennsylvania State University, per esempio, ha dimostrato che i bambini che hanno ricevuto un vaccino antinfluenzale hanno un rischio maggiore dell’80% di essere diagnosticati con un disturbo alimentare, entro tre mesi rispetto ai controlli non vaccinati. Il rischio per un disturbo ossessivo-compulsivo era dal 23 al 27 per cento più alto tre a 12 mesi dopo la vaccinazione.

La vaccinazione produce infiammazione per sua natura intrinseca.
L’idea di una vaccinazione contro l’infiammazione può incontrare delle sfide, in quanto la vaccinazione dipende dall’induzione di una reazione infiammatoria come meccanismo d’azione.
Come spiegato dalla nefrologa Suzanne Humphries, MD, “Un vaccino per definizione, causa un’infiammazione cronica ripetuta a intervalli di tempo prestabiliti. I vaccini sono progettati per creare un’infiammazione periferica ed intestinale”.

La risposta infiammatoria stessa, è cruciale per qualsiasi risposta immunitaria, sia che si tratti di un innesco naturale come un agente infettivo, una sfida antigenica, un fattore di stress fisico o una vaccinazione.
È l’infiammazione che segnala l’arrivo di “operatori” del sistema immunitario nella zona di infezione o danno, come indicato dai cinque “segni cardinali” dell’infiammazione: rossore, calore, dolore, gonfiore e perdita di funzione.
E quando la normale e sana risposta infiammatoria non si ritira, una volta che la minaccia è stata neutralizzata, che l’infiammazione può diventare cronica, (NdR: perche non è stata completamente neutralizzata, in quanto le sostanze irritanti ed infiammatorie, non sono state completamente eliminate dall’organismo, ma immagazzinate ad esempio nei grassi, ed agendo quindi perennemente nel tempo cronicizzando lo stato di infiammazione: ASIA, fino alla morte), causando una qualsiasi delle oltre 100 potenziali malattie autoimmuni, tra cui lupus, artrite reumatoide, psoriasi, malattia di Crohn e fibromialgia, per citarne solo alcune.
Inoltre la vaccinazione di pazienti con malattie infiammatorie immuno-mediate (IMID) può essere problematica (NdR: che può essere anche scatenata da Vitamina K1 sintetica e/o da vaccini precedenti).
Tipicamente, le terapie antinfiammatorie non solo attenuano la reazione infiammatoria necessaria per una risposta vaccinale, ma aumentano anche la probabilità che i pazienti sviluppino malattie infettive.
Secondo l’immunologo e ricercatore sul diabete, dr.Barthelow Classen, MD, le risposte infiammatorie generate da vaccinazioni ripetute, possono produrre e producono l’infiammazione cronica (ASIA) e il sovraccarico del sistema immunitario che può portare ad alcune delle più diffuse malattie autoimmuni, viste nei bambini di oggi. Egli aggiunge che la maggior parte dei pazienti non si rendono nemmeno conto di essere affetti dagli effetti negativi dei Vaccini
“L’infiammazione cronica è un grave problema di salute negli Stati Uniti e in tutto il mondo, e tutte le potenziali cause alla radice dovrebbero essere pienamente indagate, compresa la vaccinazione”, ha osservato la giornalista Rishma Parpia in un articolo del 2016 su The Vaccine Reaction.
Proporre che una malattia mentale mediata dall’infiammazione (o qualsiasi altro disturbo basato sull’infiammazione) possa essere prevenuta con un vaccino progettato per stimolare un’ulteriore infiammazione è certamente un concetto interessante che merita uno attento studio.
Tratto da: https://thevaccinereaction.org/2019/08/vaccine-for-inflammation-in-the-works/

Commento NdR:  con i vaccini si creano infiammazioni dette ASIA, che sono infiammazioni che si cronicizzano SEMPRE, poi si cerca di inventare un altro vaccino che combatta la cronica infiammazione creata dai Vaccini….siamo a posto…
Il concetto del Vaccino è il vero problema….NON va mai usato !..è una azione contro natura….perché si SALTANO le normali e principali barriere immunitarie (Pelle e mucose), iniettando sostanze tossiche o batteri o parti i essi, direttamente nel sangue, nella microcircolazione, generando altri problemi oltre alla diretta infiammazione scatenata.

NEUROINFIAMMAZIONE
In uno studio di Theoharis C, Shahrzad Asadi and Arti B Patel, pubblicato sul “Journal of Neuroinflammation” 2013, 10:46, [Focal Brain Inflammation and Autism] viene evidenziato il ruolo neuroinfiammatorio delle citochine IL-6, il TNF-alfa e il MCP-1 (Monocyte Chemotactic Protein-1).
In particolare, nel mRNA, IL-1α, IL-1β, IL-6 e TNF-α sono dichiaratamente associate all’infiammazione cerebrale ed al danno ippocampale e cerebrale nei soggetti portatori di disturbi dello spettro autistico.
Il dinamismo è quello dell’attivazione epigenetica dei geni di suscettibilità e questa è sempre più invocata per spiegare l’ASD. Abbiamo dimostrato che il mtDNA è significativamente aumentato nel siero di bambini autistici giovani, che hanno anche aumentato significativamente il livello sierico di NT; ciò fa attivare i mastociti a secernere il mtDNA che agisce da patogeno innato in grado di stimolare i mastociti e altre cellule immunitarie, passando all’autoinfiammazione.
In molti studi viene evidenziato come autoimmunità e infiammazione siano aspetti dello stesso problema che possono alimentarsi vicendevolmente.
Sempre con riferimento allo studio in oggetto, il mtDNA può causare degenerazione neuronale e un comportamento alterato.
Gli autori ritengono che l’ASD abbia origine da insulti perinatali immunitari che, attivando i geni di suscettibilità ASD, portano all’encefalite focale. – Tratto da:
http://autoimmunityreactions.org/2018/01/11/autismo-autoimmunita-neuroinfiammazione/

LA GLIA O NEUROGLIA:
FINALMENTE UNO SPIRAGLIO PER COMPRENDERE SINTOMI E MALATTIE NEUROLOGICHE E PSICHIATRICHE ?
Al fine di comprendere meglio l’argomento oggetto di questa seconda parte, è indispensabile chiarire un concetto fondamentale: le conoscenze alla base della Neurologia e della Psichiatria sono inficiate da un peccato originale che ha portato gli specialisti di questo settore della Medicina a interpretare e a curare le malattie neurologiche e psichiatriche partendo dal presupposto che le strutture cerebrali siano “protette” dalle infiammazioni immuno-mediate a causa dell’assenza, nella scatola cranica, di un sistema linfatico. Fino al giorno d’oggi, infatti, le malattie cerebrali (neurologiche e psichiatriche) sono affrontate come se non esistesse un sistema linfatico e, pertanto, sono escluse terapie e, ancor più grave, non vengono richiesti test diagnostici finalizzati a conoscere la provenienza di una infiammazione immuno-mediata nell’area cerebrale.

Tuttavia, recentemente, due ricerche importanti, entrambi del 2015, hanno dimostrato l’esistenza di un sistema linfatico nel cervello avvalendosi di esperimenti sugli animali, rivoluzionando il modo di intendere le malattie neuro-psichiatriche. Louveau e colleghi, dell’Università di Virginia, hanno infatti scoperto l’esistenza di vasi linfatici funzionali che avvolgono i seni della dura madre (canali venosi contenuti nello spessore di due pliche della dura madre encefalica che drenano il sangue delle strutture nervose intracraniche alla vena giugulare interna): sono vasi che esprimono tutti i marker dei vasi linfatici in grado di trasportare soluti, fluidi e cellule del sistema immunitario. Sono inoltre connessi a linfonodi cervicali profondi. I vasi linfatici meningei esprimono un pattern di molecole simile ai vasi linfatici del diaframma, e sembrano inoltre privi di valvole linfatiche: i vasi linfatici meningei presentano caratteristiche tipiche dei vasi linfatici iniziali. Questo sistema linfatico presenta caratteri unici: sembra che parta da entrambi gli occhi e prosegua fin sopra il bulbo olfattorio prima di proseguire nei seni adiacenti. I vasi sono più grandi e complessi a livello del seno trasverso rispetto al seno sagittale superiore. Presentano inoltre una connessione diretta con i linfonodi cervicali profondi, ma non quelli superficiali. Quindi questo sistema rinvenuto potrebbe rappresentare la seconda fase di drenaggio del liquido interstiziale, dopo il passaggio per il sistema glinfatico.

A risultati analoghi sono pervenuti, in modo indipendente, Aspelund e colleghi di Helsinki, che hanno osservato come i vasi linfatici siano relativamente scarsi nelle porzioni superiori del cranio, mentre la base del cranio presenta un network molto più fitto e dotato anche di valvole (poco numerose). Tutti i dati riportati fanno intendere come i vasi linfatici siano presenti nella dura madre e drenino fuori dal cervello attraverso il foro occipitale alla base del cranio seguendo il percorso dei vasi arteriosi e venosi e dei nervi cranici. Dagli esperimenti condotti hanno visto come il cervello di fatto possegga diversi sistemi per gestire il liquido fuoriuscito dai vasi sanguigni, efficaci anche nel momento in cui venga asportata la dura madre.

L’aspetto più curioso, forse, è che già nel 1787 un anatomista italiano, Paolo Mascagni, aveva descritto quello che chiamava “vasi linfatici nelle meningi e sulle superfici craniche”, senza che però i suoi dati riuscissero mai a essere riprodotti. Almeno sinora. Io, qualche tempo fa, dedicai un post a tale “strana” omissione da parte della Medicina.

L’esistenza di un sistema linfatico a livello cerebrale apre la porta ad innumerevoli rivalutazioni. Il cervello era stato sinora considerato privilegiato dal punto di vista dell’immunità, o meglio, segregato: la presenza di linfociti-T è stata sempre considerata di origine autoimmune, in quanto si riteneva che – in assenza di una rete linfatica i linfociti T e gli anticorpi presenti nel cervello e/o nel liquor fossero considerati autoctoni. Queste scoperte, per ora limitate al mondo animale, necessitano di un’urgente verifica anche nell’uomo, perché comportano una grande evoluzione nella neuroimmunologia: la connessione con la mucosa nasale e con i linfonodi profondi dimostra infatti che non vi è separazione con il resto dell’organismo, e che alcune patologie con una componente neuroinfiammatoria importante (come Sclerosi Multipla, Alzheimer) vanno rivalutate.
Proprio il mal funzionamento dei vasi linfatici meningei potrebbe essere causa di queste problematiche. La beta amiloide, ad esempio, è una proteina con risvolti importanti per la salute dell’organismo. È coinvolta in diverse forme degenerative cerebrali, come l’angiopatia amiloide e il morbo di Alzheimer. Questa proteina disfunzionale, infatti, ha un ruolo importante nella distruzione delle sinapsi e nella regolazione della concentrazione intracellulare di Calcio, inoltre tende all’accumulo e alla progressiva aggregazione che porta alla formazione di placche, la cui deposizione è associata a processi infiammatori e degenerativi con lo sviluppo della complessa sintomatologia delle malattie sopracitate.

Il fatto che la beta amiloide si depositi lungo le pareti delle arterie cerebrali e leptomeningee comporta l’alterazione della membrana basale ed anche l’eventuale distruzione delle cellule muscolari lisce. Nell’Alzheimer, infatti, vi è una componente legata anche a disfunzioni di tipo vascolare: ipoperfusione cerebrale, compromissione della barriera emato-encefalica, infiltrazione da parte di cellule infiammatorie, maggior incidenza di fenomeni emorragici.

La scoperta di un sistema linfatico cerebrale e dei suoi inevitabili collegamenti con il sistema linfatico generale, suggerisce come sia valida la tesi della causa virale delle malattie immuno-mediate e fornisce la spiegazione patogenetica a conferma dell’ipotesi che un virus, penetrato attraverso le vie respiratorie e integrato nel DNA dei linfociti B, possa raggiungere il cervello attraverso le vie linfatiche del rinofaringe e drenare nei linfonodi del collo, in quelli sottomandibolari e in quelli sovraclaveari. I linfociti B infettati dal virus, pervenuti nelle aree cerebrali, subirebbero l’attacco dei macrofagi e delle linfo-cellule Natural Killer, creando il danno immuno-mediato alla mielina o compromettendo il drenaggio della beta-amiloide o danneggiando i vasi sanguigni cerebrali. Inoltre, patologie fino ad oggi inquadrate come originate da alterazioni non organiche della mente, potrebbero trovare finalmente una spiegazione eziopatogenetica infettiva post-virale ed essere inquadrate come conseguenze immuno-mediate.
Mi riferisco all’Autismo, alla schizofrenia, alla depressione, ai disturbi bipolari, alla paranoia, ai disturbi del comportamento alimentare, come l’anoressia e la bulimia, alla big eating syndrome, ai disturbi del comportamento sessuale, ai disturbi della personalità … fino a comprendere tutti quei sintomi non spiegabili e orfani di diagnosi quali i formicolii, i disturbi del sonno, i disturbi motori, i disturbi della deambulazione, i disturbi della contrazione muscolare, i disturbi dell’attenzione, della concentrazione e della memoria, l’ ansia, la facile irritabilità e a tanti altri sintomi ancora oggi privi di diagnosi. In presenza dei sintomi e/o delle malattie descritte, sarebbe opportuno indagare sulla presenza cronica dei virus.
Dott. Giuseppe Trovato – Medico
L’articolo è pubblicato sulla pagina: https://www.facebook.com/groups/178307706441481/

Commento NdR: questo commento è stato pubblicato sulla pagina sotto l’articolo del dott. G. Trovato ed attende una risposta.
Buon articolo descrittivo del sistema linfatico del cervello o cerebrale e della sua recente scoperta ma anche del fatto della arretratezza della medicina ufficiale su questo tema….
Però vorrei sapere perché lei parla solo di virus (quali cause delle infiammazioni cerebrali), che NON sono fra parentesi, micro organismi, ma sostanze complesse di Lipidi (capside) contenenti DNA/Rna, e che sono provenienti da varie fonti: sopratutto VACCINI, stress ossidativo/apoptosi cellulare/mitocondriale, con generazione di sostanze virali dette “virus” quindi autoprodotte, oppure dalla morte dei batteri autoctoni od eterologhi, che anch’essi contengono mitocondri con DNA….) e non si riferisce al fatto che alla base di tutto vi è questa infiammazione circolante del corpo, detta in termine tecnico ASIA, generata soprattutto e fin da bambini (neonati) dalla somministrazione dei VACCINI (sostanze tossiche che generano sempre oltre ad intossicazione anche infiammazione, che può rimanere latente anche per decenni….generando qualsiasi tipo di “malattia”) ?


Quindi i cosiddetti virus, sono solo concause terziarie e NON primarie anche e non solo dei danni cerebrali “.

Spegnere l’infiammazione nel cervello attraverso la flora intestinale – 15/06/2018
Uno studio guidato dal dr. Quintana della Harvard Medical School di Boston, selezionato dalla Progressive MS Alliance, mostra come sia possibile modulare l’infiammazione nel sistema nervoso attraverso la dieta e l’azione dei batteri intestinali
Un controllo che parte dall’intestino e arriva fino al sistema nervoso centrale. È ciò che mette in luce un lavoro appena pubblicato sulle pagine di Nature che mostra come i prodotti dei batteri intestinali derivati dalla dieta possono modulare le risposte infiammatorie nel sistema nervoso centrale.
A guidare lo studio è Francisco J. Quintana del Brigham and Women’s Hospital, Harvard Medical School di Boston, ricercatore a capo di uno dei tre progetti selezionati dal Bando Collaborative Network della Progressive MS Alliance, alleanza internazionale nata per affrontare le forme progressive della Sclerosi Multipla (SM) di cui AISM è membro e fondatore.
Come ricorda Hartmut Wekerle del Max Planck Institute of Neurobiology e dell’Institute of Clinical Neuroimmunology (LMU Monaco) in una news pubblicata sullo stesso numero della rivista, non è la prima volta che i ricercatori portano in luce un legame tra i batteri intestinali e il sistema nervoso centrale. Sono già note infatti alcune vie molecolari che permettono alle due regioni di parlarsi (e influenzarsi) a distanza. Solo lo scorso anno, per esempio, uno studio realizzato con sostegno di AISM e della sua Fondazione (FISM) mostrava una correlazione tra microbiota intestinale e attività del sistema immunitario e della malattia in persone con SM recidivante-remittente.
Oggi lo studio di Quintana e colleghi aggiunge un pezzo importante alla comprensione del funzionamento di questo asse intestino-cervello, aprendo le porte in futuro a nuove strategie nella lotta contro le malattie neurodegenerative, specialmente quelle a base autoimmunitaria e infiammatoria, come la sclerosi multipla. Strategie che possano comprendere anche approcci capaci di influenzare la flora batterica e di agire così indirettamente tramite questa sul sistema nervoso centrale.
Lo studio pubblicato su Nature mette in luce i processi infiammatori che avvengono nel sistema nervoso centrale e illustra quali sono i meccanismi in grado di influenzarli.
In particolare i ricercatori si sono concentrati su una proteina – AHR (aryl hydrocarbon receptor) già nota in passato per avere un ruolo immunoregolatorio – coinvolta nella progressione della encefalomielite autoimmune (Experimental autoimmune encephalomyelitis EAE), una malattia in cui il sistema immunitario attacca le cellule del sistema nervoso centrale, utilizzata per questo come modello sperimentale della sclerosi multipla. AHR è particolarmente espressa in alcune cellule della glia, le cellule non neuronali che costituiscono il sistema nervoso centrale.

Cosa accade se la sua attività viene bloccata ?
Per capirlo i ricercatori hanno condotto una serie di esperimenti su modelli animali con EAE, osservando che quando l’attività di AHR nelle cellule della microglia è bloccata i sintomi della malattia peggiorano e il danno neuronale aumenta. Un processo che, raccontano Quintana e colleghi, chiama in causa alcuni mediatori molecolari prodotti dalla microglia e che possono aiutare ad accendere o spegnere l’infiammazione agendo a loro volta sugli astrociti, altre cellule che compongono la glia.
I ricercatori hanno inoltre osservato che è possibile regolare l’azione dell’AHR da remoto: attraverso i metaboliti prodotti a partire dal triptofano, un amminoacido. Diete ricche di triptofano riuscivano infatti a migliorare i sintomi della malattia in topi con EAE, ma non riuscivano a farlo negli animali in cui AHR era stata eliminata. Questo perché i prodotti del triptofano modulano l’infiammazione attraverso l’azione che esercitano su questa proteina. Alcuni dei meccanismi molecolari osservati negli animali sono stati osservati in parte anche su campioni cellulari umani, anche provenienti da persone con SM, aggiungono i ricercatori.
«Quanto abbiamo osservato porta in luce un aspetto dell’asse intestino-cervello in cui i prodotti derivanti dal triptofano assunto attraverso la dieta e controllati dalla flora intestinale agiscono direttamente sulla microglia e gli astrociti presenti nel sistema nervoso centrale limitando l’infiammazione e la neurodegenerazione attraverso l’azione della proteina AHR», riassumono gli autori in chiusura del paper. E questo, azzardano, potrebbe guidare in futuro lo sviluppo di nuove terapie per la sclerosi multipla e altre malattie neurologiche: agendo sui meccanismi molecolari identificati come target o modulando le stesse risposte infiammatorie indirettamente dall’intestino, spiega anche Wekerle.
Come si augura anche Alan Thompson, Chair del Scientific Steering Committee della International Progressive MS Alliance e decano della facoltà di Brain Sciences presso lo University College di Londra: «È incoraggiante avere questi importanti risultati preliminari sull’asse intestino-cervello da uno dei tre Collaborative Networks lanciati e finanziati attraverso l’International Progressive MS Alliance. Questi risultati sono appena l’inizio di quello che ci aspettiamo come un grande progresso verso la comprensione dei meccanismi alla base della malattia e verso la scoperta di nuovi trattamenti per le persone che convivono con le forme progressive della SM».

Microglial control of astrocytes in response to microbial metabolites.
Nature. 2018 May;557(7707):724-728. doi: 10.1038/s41586-018-0119-x. Epub 2018 May 16.
Rothhammer V, Borucki DM, Tjon EC, Takenaka MC, Chao CC, Ardura-Fabregat A, de Lima KA, Gutiérrez-Vázquez C, Hewson P, Staszewski O, Blain M, Healy L, Neziraj T, Borio M, Wheeler M, Dragin LL, Laplaud DA, Antel J, Alvarez JI, Prinz M, Quintana FJ.

Il rapporto tra una buona alimentazione e un migliore stato di salute è universalmente riconosciuto. Un filone di ricerca molto promettente, come indica anche lo studio che vi abbiamo illustrato sopra, indaga il ruolo della flora intestinale nel possibile sviluppo di patologie autoimmuni come la sclerosi multipla. Abbiamo affrontato questo argomento più volte, per esempio nell’articolo Microbiota e sclerosi multipla. Un rapporto tutto da esplorare e in questo studio finanziato da AISM e la sua Fondazione.
Tratto da: aism.it

ANEMIA dai VACCINI
Danno ossidativo mediato dall’alluminio (anche dei Vaccini) sul tessuto nervoso.
I tessuti cerebrali sono altamente suscettibili al danno ossidativo, probabilmente a causa dell’elevato consumo di ossigeno (20% del totale per l’organismo in condizioni di riposo), della presenza di acidi grassi polinsaturi abbondanti nelle membrane cellulari, dell’elevato contenuto di ferro (Fe) e delle basse attività enzimatiche antiossidanti.
L’alluminio (Al+3) è un minerale con una capacità di ossido-riduzione relativamente bassa, ma può indurre un danno ossidativo attraverso molteplici meccanismi. Si può legare ai fosfolipidi che contengono acidi grassi polinsaturi irrigidendo le membrane cellulari e facilitandone la perossidazione, in particolare nel tessuto cerebrale la mielina è la proteina-lipide più suscettibile al danno ossidativo mediato dall’alluminio. L’alluminio può indurre la perossidazione dei lipidi anche attraverso la reazione di Fenton mediata dal ferro, la quale provoca la produzione di ROS e la formazione di Fe+3. Il superossido (O2.-) viene neutralizzato dall’Al+3 per formare un complesso Al-O2.-, che aumenta ulteriormente la capacità ossidativa dell’O2.
–  vedi fig. 3:
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3404950/pdf/1423-0127-19-51.pdf

L’alluminio causa anche un altro effetto ben noto da tempo, l’anemia, attraverso la perossidazione della membrana degli eritrociti (globuli rossi) portando ad emolisi  e attraverso l’inibizione della sintesi dell’eme. 

È interessante notare che l’anemia è strettamente associata allo stato d’infiammazione cronica (anemia infiammatoria), in particolare è stato possibile dimostrare che l’interleuchina-6 (citochina prodotta anche in conseguenza dell’infiammazione indotta dall’alluminio adiuvante vaccinale), l’ormone regolatorio del ferro, l’epcidina e l’esportatore del ferro, la ferroportina, interagiscono per causare il sequestro del ferro nel contesto dell’infiammazione. 

Va tenuto presente che mentre l’anemia severa è associata agli esiti negativi delle malattie gravi, i modelli sperimentali suggeriscono che il sequestro del ferro sia parte di una difesa naturale contro i patogeni che utilizzano il ferro per la loro crescita.
vedi:
http://www.lescienze.it/news/2014/12/16/news/primati_batteri_conflitto_ferro-2415115/?refresh_ce

– Arch Biochem Biophys. 1997 Aug 15;344(2):289-94.
Myelin is a preferential target of aluminum-mediated oxidative damage. Verstraeten SV1, Golub MS, Keen CL, Oteiza PI.

– Med Clin North Am. 2017 Mar;101(2):285-296. doi: 10.1016/j.mcna.2016.09.005. Epub 2016 Dec 24.
Anemia of Inflammation: A Review. Fraenkel PG1.
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5308549/pdf/nihms819021.pdf

– Comp Biochem Physiol C. 1993 Oct;106(2):285-93. Hematological effects of aluminum on living organisms.
Zaman K1, Zaman A, Batcabe J.
https://childrenshealthdefense.org/wp-content/uploads/Giannotta-2018-Vaccines-and-neuroinflammation-.pdf

IMPORTANTE: OGNI tipo di Vaccino produce Stress ossidativo cellulare e quindi tissutale !
Lo Stress Ossidativo cellulare è una conseguenza dell’alterazione del metabolismo cellulare; esiste però una enorme variabilità individuale allo stress ossidativo cellulare.

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SINTESI riassuntiva sul TESSUTO CONNETTIVO LASSO e processo SOL-GEL
Il tessuto connettivo lasso, che si origina in seguito al processo di differenziazione del mesenchima, è costituito da vari elementi cellulari (cellule mesenchimali – indifferenziate e totipotenti, fibroblasti, macrofagi, monociti, linfociti, granulociti ecc.) e dalla sostanza intercellulare, che comprende le fibre (reticolari, collagene ed elastiche) e la sostanza fondamentale amorfa.
 Quest’ultima, detta anche “matrice amorfa”, ha le proprietà o di una soluzione colloidale molto viscosa (SOL) o di un gel fluido (GEL) ed è costituita di acqua, componenti di scambio sangue/tessuti (sodio, potassio, acidi grassi, proteine …), sali, vitamine, ormoni, enzimi e glicosaminoglicani.

Il tessuto connettivo lasso è l’unico sistema in contatto diretto con tutte le cellule dell’organismo.
Tutti i processi di scambio, tra capillari e fibre nervose terminali da una parte e cellule specifiche di organo dall’altra, devono avvenire attraverso i flussi tessutali extracellulari che fanno parte del tessuto connettivo.
La configurazione del tessuto connettivo lasso cambia in presenza di processi che alterano le funzioni vitali e che possono venire innescati da germi, intossicazioni, ferite, infezioni, farmaci, specie Vaccini,  disturbi regolatori, carichi stressogeni (stress muscolare ad esempio) …
Il tessuto connettivo lasso rappresenta, quindi, il primo sistema di difesa dell’organismo.
Bene quindi possiamo dire che le cellule sono come “immerse” nel tessuto connettivo, quest’ultimo rappresenta il 20% dell’intero corpo.
Però la configurazione del tessuto connettivo cambia nell’arco delle 24h due volte (da Sol a Gel e viceversa), questo ovviamente in situazioni normali.
Questo ovviamente porta a riempire il connettivo di rifiuti (tossine) i quali sono principalmente di origine cellulare (tossine endogene, autoprodotte) e il resto sono virus (proteine virali, anche quelle ingegnerizzate dei Vaccini), farmaci, batteri mutati,  metalli pesanti,  e chi più ne ha, più ne metta.
Ovviamente questi ospiti indesiderati non possono rimanere nel “deposito” del connettivo, per questo per circa 12 ore il connettivo presenta le caratteristiche di una gelatina molto liquida (fase di SOL) durante queste ore il connettivo viene ripulito dal Sist. Immunitario.
Nelle successive 12 ore la gelatina da molle, quasi liquida, diventa più consistente e si passa alla ricostruzione del connettivo (fase di GEL).
Ripeto questo meccanismo funziona in questo modo solo in condizioni normali e se mantenuto tale, quindi se ci fermiamo per un momento a pensare alla vita che conduciamo, stress, tossine alimentari, quelli delle acque, particolarmente i Vaccini, farmaci, a cui siamo sottoposti e esposti, ci rendiamo conto che facilmente la fase SOL-GEL può andare in tilt e non svolgere la sua funzione…..
Ovviamente è così, però si tratta già di un passaggio intermedio.
Il primo punto, quello iniziale, parte dall’intestino in termini di alimenti, farmaci e soprattutto vaccini.
Indubbiamente esistono gli xenobiotici, indubbiamente i naturali processi organici stessi creano tossine endogene, dipendendo però dal tipo di alimenti, vaccini, farmaci consumati od utilizzati e dalla capacità soprattutto a livello epatico e polmonare di disintossicare l’organismo.
La prima alterazione immunitaria avviene nell’intestino, in cui si può dire che ha sede l’80% del sistema immunitario.
Il reale controllo avviene a livello mitocondriale (all’interno delle cellule), se il mitocondrio resta in piena funzione è difficile che si realizzino malattie gravi.
A spezzare la funzionalità naturale del meccanismo SOL-GEL, ci pensano vari fattori: infezioni virali, soprattutto i Vaccini, traumi, problemi al sistema linfatico, eccessiva produzione di tossine endogene dovuta ad una errata alimentazione, acque tossiche, tutti questi fattori portano ad un aumento di “materiale di scarto” nel connettivo.
Questa situazione induce il corpo a prolungare (tramite l’intervento di alcuni enzimi) la fase di SOL oltre alle sue normali 12 ore e protrarla nel tempo fino a che non si raggiunge una pulizia adeguata del connettivo.
A livello somatico avremo una di quelle tanto fastidiose Infiammazioni che ci causerà una bella febbre, risanatrice, se non la blocchiamo con farmaci tipo tachipirina, ma la aiutiamo ad uscire dall’organismo con le tecniche della medicina naturale.
Peccato che i farmaci per curare la febbre inducano una fase di GEL, quindi una solidificazione del connettivo, senza che prima sia stata fatta un adeguata pulizia.
In pratica le tossine che non sono state eliminate, rimangono nel connettivo.
Pensate che ciò avviene ogni volta che reprimiamo la febbre con i farmaco…..
Dicevamo, fino a quando SOL e GEL si alternano in modo naturale, si ha una pulizia del connettivo ottimale anche in caso di infiammazione, la cosa cambia quando ricorriamo ai farmaci, progressivamente il connettivo si “sporca” e nella successiva fase di GEL (imposta) le proteine sintetizzate per la costruzione del connettivo risulteranno anch’esse sporche…..
 Continua QUI:
https://mednat.news/cure_natur/infiammazione.htm

– vedere anche: FEBBRE  – AutoINFIAMMAZIONE = ASIA dai VACCINI – Sciatica = infiammazione e DISINFIAMMAZIONEDottrina termica

Vedi anche: Quadro Bio-Logico sull’epidemia e Covid19
. Microbioma_omeostasi_stress_ossidativo_mutazioni_DNA-danni-da-farmaci-e-VACCINI – PDF (Tesina by Jean Paul Vanoli)

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Esperto per la Vera scienza, conoscenza, filosofo della vita eterna, esperto in Medicine Naturali, Scienza della Nutrizione, Bioelettronica e Naturopatia. Consulente di https://mednat.news/curriculum.htm - Curatore, Tutore, Notaio, del TRUST estero VANOLI G.P. e difensore dei: - Human Rights Defender ONU/A/RES/53/144 1999 - Diritti dei Batteri e Virus, cioè della Vita/Natura in genere

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