Il Cuore NON è una pompa !

Il Cuore è una pompa ? NO
Un’altro esempio di virus pedagogico che non mostra segni di declino e che ha generato una pandemia, una credenza così consolidata nella nostra cultura e istruzione da essere diventata una certezza, l’establishment medico considera il cuore una pompa.

La presupposizione della funzione cardiaca di propulsione per pressione è una demenzialità assoluta che solo medici impreparati e incapaci possono affermare.

Non è facile accettare tale asserzione per il semplice fatto che da sempre viene insegnato già da bambini che il cuore è una pompa, che spinge il sangue nelle arterie, fino ai più piccoli capillari.
Impliciti nel concetto di propulsione per pressione nel sistema cardiovascolare sono i seguenti quattro concetti principali
Il sangue è naturalmente inerte e deve quindi essere spinto per circolare.
C’è una combinazione casuale delle particelle composte nel sangue.
I globuli rossi sono sotto pressione in ogni momento.
Il sangue è amorfo e viene costretto a riempire i suoi vasi e quindi ne assume la forma.

Tuttavia, ci sono osservazioni che sfidano queste nozioni. Nel 1932, Bremer di Harvard filmò nei primi stadi di un embrione il sangue che circolava per autopropulsione in flussi a spirale, prima che il cuore iniziasse a funzionare. Sorprendentemente, fu così impressionato dalla caratteristica a spirale del modello del flusso del sangue che non si rese conto che il fenomeno davanti ai suoi occhi aveva demolito il principio della propulsione per pressione.

Il cuore, un organo del peso di circa trecento grammi, si suppone che “pompi” circa otto mila litri di sangue al giorno a riposo e molto di più durante l’attività, senza fatica. In termini di lavoro meccanico, questo rappresenta il sollevamento di circa 45 chilogrammi all’altezza di un chilometro e mezzo! In termini di flusso capillare, il cuore eseguirebbe il compito ancora più prodigioso di “spingere” il sangue con una viscosità cinque volte superiore a quella dell’acqua in milioni di capillari con diametro spesso inferiore a quello dei globuli rossi stessi ! Chiaramente, tali pretese vanno oltre la ragione e l’immaginazione.
Il cuore non è in grado di sostenere la circolazione del sangue. Dove è la fonte della forza e qual è la sua natura?
Il sangue si muove autonomamente, ha una sua propria dinamica biologica e la pressione non è la causa del flusso di sangue, ma il risultato di esso(effetto).
Siamo abituati a pensare l’acqua presente in solo tre stati: solido, liquido o gas. Tuttavia, l’acqua, e solo l’acqua, ha anche un quarto stato, chiamato acqua coerente, acqua strutturata.

L’acqua che si trova a contatto con una superficie idrofila acquista anche, grazie ai domini di coerenza, una struttura cristallina, in cui i diversi strati, a differenza del ghiaccio, sono fra loro liberi.
Quest’acqua liquida strutturata, assume delle proprietà fisico-chimiche che la differenziano in maniera netta dall’acqua “normale”.
Per due terzi l’acqua nel nostro corpo è contenuta all’interno delle cellule, ciò significa che è in stretto contatto con superfici microscopiche. Questo significa che la gran parte dell’acqua nel nostro corpo è del quarto stato, quello liquido cristallino o strutturato.

I vasi sanguigni sono caratterizzati dalla presenza della quarta fase dell’acqua. L’acqua attivata, che si può chiamare anche acqua organizzata, o acqua interfacciale (in quanto è l’acqua che si trova a contatto di altre superfici) ha un’altra caratteristica importante: non permette il passaggio di particelle superiori a un certo volume che si trovano disperse al suo interno.
Per questo motivo prende anche il nome di acqua EZ o acqua con esclusione di zona.

Le proprietà fisiche dell’acqua EZ possono essere riassunte come segue:
– L’acqua EZ è considerevolmente più viscosa dell’acqua normale (di circa dieci volte).
– L’acqua EZ ha un potenziale elettrico negativo (gel: 120 mV; Nafion 200 mV) rispetto alla normale acqua circostante; quindi la coppia acqua EZ – Sangue è una pila redox.
– I protoni si concentrano al confine tra l’acqua EZ e il sangue.
– L’acqua EZ mostra un picco di assorbimento di luce a 270 nm; esso emette fluorescenza quando viene eccitata da luce che abbia questa lunghezza d’onda.
– L’illuminazione dell’acqua EZ attraverso la luce (specialmente la radiazione infrarossa) accresce lo spessore dello strato.

Da quale struttura deriva ?
Deriva dalla struttura iniziale del ghiaccio.

Quale variazione chimica della struttura iniziale del ghiaccio, FOGLI ESAGONALI, è responsabile della generazione del quarto stato o stato gelatinoso (gel) che ha carica negativa.

Uno slittamento dei piani con formazione di struttura a nido d’ape la cui cella non contiene più H2O ma H3O2, un rapporto tra atomi di idrogeno e di ossigeno di 3:2 differente dal rapporto 2:1 presente nell’acqua liquida (bulk water).

La quarta fase dell’acqua ci apre a una nuova comprensione dell’acqua e del contesto biodinamico del corpo umano e alla conoscenza della vera natura del corpo.
Lo stato dell’acqua nel corpo è infatti vitale per una buona salute ed è da me definito il VERO CUORE del corpo umano.

Il fatto che una componente del corpo così primaria come l’acqua (99% di tutte le molecole, come numero, e più del 60% del peso corporeo), sia stata fraintesa così a lungo, ci suggerisce LA MANCANZA DI CULTURA E DI PENSIERO della MEDICINA GENERALE.

Potenziali Conseguenze Cliniche: nuove e più efficaci terapie per le malattie cardiovascolari, si spera, potrebbero anche evolvere da questa nuova prospettiva sulla fisiologia cardiovascolare.

By Ing. Giuseppe Reda, ex ricercatore presso Dipartimento di Chimica UNICAL, membro del Patto Vera Scienza.

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Brano tratto da:
Nascita e sviluppo storico della scienza

By Rudolf Steiner, Editrice Antroposofica,  pagine 125, 126, 127
….Non va dimenticato che la parte solida del corpo umano (la «terra», secondo l’antica nomenclatura) rappresenta al masslmo il dieci per cento del suo peso; per il rimanente l’uomo e come una colonna di liquido. Naturalmente questo dato di fatto è ben noto e non viene taciuto, ma è trascurato dal metodo dell’osservazione morfologica; si è dimenticato a poco a poco che l’uomo e una colonna liquida entro la quäle si formano e nuotano gli organi dai contorni netti, quegli organi che vengono disegnati e descritti, risvegliando cosi soprattutto tra i profani l’idea che in tal modo si sia compreso l’uomo. Le illustrazioni che oggi troviamo negli atlanti d’anatomia sviluppano questa visione, ma l’immagine dell’uomo da esse suscitata e un’immagine falsa. Solo un decimo del corpo umano è di natura solida; per raffigurare il rimanente, bisognerebbe tracciare entro le forme che rappresentano i diversi organi un continuo e mutevole flusso di liquidi, un interpenetrarsi di succhi che agiscono l’uno sull’altro. Ci si è fatti delle idee del tutto errate sui modi in cui avviene questo flusso e questa reciproca azione, perche ci si è fissati sugli organi rigidamente delimitati. Accadde così che nel secolo scorso qualcuno rimase assai sorpreso da un’osservazione molto semplice. Se si inghiotte un bicchiere d’acqua si riceve l’impressione che l’acqua attraversi tulto l’organismo e venga accolta ed elaborata dagli organi. Se poi si ingerisce un secondo e un terzo bicchiere d’acqun, non se ne riceve l’impressione che essa venga accolta alIo stesso modo. Cose come questa sono state certo osservate, ma non si è piü capaci di spiegarle, perche si ha un’idea del tutto errata di quello che potremmo chiamare l’uomo liquido. In questo agisce essenzialmente il corpo eterico che mescola e torna a separare i diversi liquidi: esso produce nell’uomo i processi della chimica organica.

Nel secolo diciassettesimo si cominciò ad ignorare l’uomo composto da liquidi e a prendere in considerazione solo le parti solidamente delimitate. Di conseguenza si finì per considerare l’uomo come un insieme di parti solide; in questo mondo di parti solidamente delimitate ogni cosa avviene secondo un ordine meccanico. Una parte spinge l’altra, quest’ultima si mette in movimento; avvengono processi di pompaggio, certe parti si comportano come pompe aspiranti o come pompe prementi. Si osserva cioè il corpo umano con criteri meccanici, come se fosse un corpo esistente solo grazie alla connessione di parti solide. Così dalla concezione jatrochimica (anzi in realtä giä contemporaneamente ad essa) sorse la concezione jatromeccanica o addirittura jatromatematica*. Salì in auge soprattutto l’idea che il cuore sia in realtä una pompa che fa circolare il sangue per tutto il corpo, proprio in modo meccanico: e ciö è dovuto al fatto che non si sapeva più che i liquidi dell’organismo umano sono dotati di una vita interna e che si muovono per forza propria; non si sapeva più che il cuore è solo un organo di senso che a suo modo percepisce il moto dei succhi, del sangue. L’impostazione del problema fu completamente rovesciata: non si percepì piü il movimento dei liquidi dell’organismo e la sua vita interiore, né il corpo eterico che in esso opera; il cuore divenne un apparato meccanico e co­si è in fondo considerato ancora oggi dalla maggior parte dei cosiddetti fisiologi e dai medici.

vedi anche:

Il Vortice Perpetuo nel Ventricolo
La tecnica ampiamente utilizzata della misurazione della gittata cardiaca con il metodo della termodiluizione è piena di deviazioni significative delle singole misurazioni. Questa tecnica si basa sul principio del sangue caldo che viene miscelato con il bolo di soluzione salina fredda nel ventricolo e individuando l’aumento della temperatura della miscela nell’arteria polmonare. Il valore finale viene ottenuto facendo la media dei risultati delle diverse misurazioni.

Misurando la conducibilità elettrica in varie località del ventricolo sinistro di un cane, Irisawa16 non fu in grado di mostrare una miscelazione uniforme della soluzione salina. Le rilevazioni sulla conducibilità hanno mostrato i flussi vorticosi di sangue di diverse concentrazioni saline dentro i ventricoli durante la sistole e la diastole (la fase di dilatazione o di espansione del muscolo cardiaco, che permette alle cavità del cuore di riempirsi di sangue), confermando ulteriormente il concetto dei modelli vorticosi altamente organizzati all’interno delle camere del cuore.

Brecher (17) ha condotto un esperimento su un cane che ha evidenziato una regione della continua pressione negativa nel ventricolo osservando il flusso continuo di soluzione di Ringer da un vaso al di fuori del cuore attraverso una cannula posizionata nel ventricolo sinistro attraverso l’atrio del cuore. Questo conferma ulteriormente il nostro concetto della persistenza del vortice nel ventricolo con il suo centro di pressione negativa e il potenziale dell’impulso positivo di pressione nella sua vorticosa periferia per tutto il ciclo cardiaco. Così il cuore come organo minimo funzionale consiste non solo del suo tessuto, ma anche del vortice continuo di sangue, che provvede al vuoto perpetuo nel suo centro che probabilmente aiuta a richiamare indietro nel cuore il sangue dai capillari e dalle vene. La persistenza del vortice spiega agli ingegneri l’anomalia di una presunta pompa che conserva il 40% della sua carica ad ogni espulsione; una pompa dovrebbe espellere quasi il 100% del suo carico. Il concetto di pompa è assurdo, ciò che è presentato qui è geniale. Pettigrew (2) ha trovato tre colonne di spirale di sangue nel ventricolo sinistro.

Corpuscoli del Sangue Orbitanti
In contrasto con il profilo della velocità parabolica assunta da sospensioni di particelle di piccole dimensioni sotto pressione in tubi rigidi di piccolo diametro, in un modello di flusso in vivo gli elementi cellulari del sangue si dispongono in modo tale che i più pesanti globuli rossi orbitano più vicini al centro con le più leggere piastrine in orbite più distanti circondate da un rivestimento di plasma alle pareti dei vasi sanguigni. Tale disposizione ordinata di configurazione di particelle del sangue vista in una sezione delle arterie nega un meccanismo di propulsione omnidirezionale per pressione e conferma la premessa vortice/moto.

Si può dimostrare questo fenomeno di differenziazione in termini di massa nel vortice facendo girare liberamente in acqua delle sfere scelte per comodità di stesse dimensioni (3 mm di diametro) e di colore diverso per peso diverso. Si vedrà che le sfere più pesanti orbiteranno più vicino al centro di rotazione. La velocità orbitale del vortice aumenta nella misura in cui le orbite si avvicinano al centro di rotazione. Al contrario, durante il tempo che una coppia di forza viene applicata per ruotare nel recipiente, creando un vortice forzato, tutte le sfere sono costrette a dirigersi verso la periferia, dove le velocità sono più elevate, come in una centrifuga.

Ad ulteriore conferma dell’esistenza in vivo del modello di velocità di un vortice indipendente, abbiamo sondato il flusso di sangue nella carotide posizionandovi un trasduttore Doppler a 900 Hz per rivelare il movimento vorticoso del sangue e elaborato gli echi Doppler attraverso un filtro passa banda variabile cercando modelli di frequenza (velocità) di distribuzione. Abbiamo rilevato echi da raggruppamenti di particelle a frequenze trasdotte da 400 a 650 Hz, da 650 a 900 Hz e inferiori a 200 Hz. Questi tre gruppi indicano tre diverse velocità e regioni orbitali. Osservazioni preliminari indicano una distribuzione altamente ordinata di componenti cellulari e di plasma del sangue.
Quando si muovono attraverso le arterie più grandi, i globuli rossi sono in forma toroidale, con la loro massa alla periferia per massimizzare il momento di inerzia, e si presume che ruotino attorno al proprio asse individuale a causa del fenomeno del vorticismo (la creazione di micro-vortici tra gli strati vorticosi nel vortice principale che si muovono a velocità differenti). Così ci si può aspettare di scoprire che i miliardi di globuli rossi in realtà viaggiano nel proprio spazio unico come una prova ulteriore dell’ordine estremo del movimento del sangue.
Tratto da: https://www.fortunadrago.it/3620/il-cuore-non-e-una-pompa-il-sangue-non-circola/

video da visionare, Tratto da:
https://www.arnoldehret.it/il-cuore-non-e-una-pompa

L’ENERGIA e le SUE FORME di ESISTENZA.

Descrizione sintetica del contenuto del nuovo Libro dell’Ing. Giuseppe Reda, ricercatore.

L’autore: «Cerco di chiarire concetti e idee che derivano dalla classica visione dei sistemi considerati come macro unità e non in riferimento alla loro costituzione microscopica. Cerco di chiarire nozioni e significati che si sono diffusi come una sorta di virus pedagogico in tutta la società, producendo una vera pandemia.»

“La meccanica quantistica dimostra che l’oggettività è un fantasma prodotto dal mondo macroscopico, ma che nel microcosmo gli oggetti esistono in modo diverso in funzione del tipo di osservazione cui sono sottoposti. Essi non hanno esistenza oggettiva, ma soggettiva, il loro mostrarsi dipende dal soggetto che li osserva. 

La nostra conoscenza della realtà non potrà più pretendere di essere perfetta. Dobbiamo accettare la necessità di una ‘naturale’ indeterminazione, dietro la quale si nasconde una porzione di realtà attualmente per noi inconoscibile.”  

Prefazione 

Ogni teoria fisica stabilisce una relazione tra due livelli di descrizione del mondo naturale, uno fondamentale e un altro fenomenologico, e cerca di spiegare come il secondo possa emergere dal primo. Così ad esempio, nei primi decenni del novecento la meccanica quantistica ha assunto come livello fondamentale quello degli elettroni, dei nuclei e del campo elettromagnetico, e come livello fenomenologico quello dei sistemi materiali condensati: molecole, cristalli, liquidi, gas ecc. In tempi più recenti il livello fondamentale è stato spostato nel mondo dei leptoni, dei quarks, del campo elettro-debole e cromodinamico, e quello fenomenologico è stato spostato sul vecchio livello fondamentale dei nuclei atomici e degli elettroni.

Diamo per scontate senza riserva alcuna le proprietà macroscopiche della materia mentre essa è costituita di entità che obbediscono a leggi fisiche completamente diverse da quelle che regolano il mondo macroscopico. La descrizione del mondo microscopico richiede una logica profondamente diversa da quella che ci basta per ragionare sui fatti della nostra vita quotidiana.

Proviamo a spiegare come possa formarsi il livello dei fenomeni macroscopici a partire dal livello descrittivo di particelle quantistiche e delle leggi che ne governano il comportamento, ragionando solo quantisticamente. Come possiamo risalire dal livello strutturale fondamentale a quello dei fenomeni macroscopici? Come possiamo spiegare il fatto che da un mondo uniformemente popolato di pochissime specie di entità elementari, che interagiscono secondo leggi tutto sommato estremamente semplici e altamente simmetriche, possa generarsi l’immensa varietà e l’indescrivibile complessità di tutto ciò che si osserva in natura?

Lo scopo primario di questo lavoro è quello di presentare una nuova suddivisione dell’energia in “tipi” e “forme”.

Si cercherà di analizzare la composizione dell’energia interna posseduta da un sistema. Inizieremo a considerare l’energia interna che viene considerata in termodinamica (assenza di fenomeni chimici e nucleari), successivamente considereremo l’energia dovuta ai legami atomici e a quelli subatomici.

Verranno svolte alcune considerazioni sullo scambio di energia.

Verrà effettuata una analisi semantica delle grandezze che vengono usate in termodinamica: Entalpia, Exergia, Temperatura, Entropia, Energia Libera.

Verrà svolta una analisi energetica ed exergetica di un dispositivo termodinamico nel quale si verifica conversione oppure trasferimento di energia, sia che in esso un fluido percorra un ciclo o un circuito aperto, sia che la conversione o il trasferimento avvengano senza che alcun fluido percorra cicli o circuiti aperti ossia in modo diretto.

Il fine è quello di dare una nuova definizione di rendimento termodinamico (energetico) che sia applicabile a qualunque dispositivo termodinamico, sia che in esso avvengano scambi di energia disordinata sia che in esso avvengono scambi di energia ordinata, senza che venga contraddetta la stessa semantica di rendimento termodinamico.
Viene poi effettuato un confronto fra le due analisi.
Verranno dati, sulla base delle conclusioni ottenute, dei nuovi enunciati dei Principi della Termodinamica.

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About the Author: Giuseppe Reda

Ing. Giuseppe Reda, laureato in Ingegneria Meccanica indirizzo Energia Università della Calabria UNICAL. Già ricercatore presso Dipartimento di Chimica UNICAL,  già membro della commissione Rischi ed Etica-Sanitaria di INCER Institute (Centro Internazionale di Eccellenza per la Formazione e la Ricerca), autore del libro: L'ENERGIA E LE SUE FORME DI ESISTENZA - redagiuseppe@hotmail.com
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