Campi Toroidali, anche nel cuore, terzo cervello

Un campo toroidale, se visto in 3D, è un vortice di energia a forma di ciambella, ma al contrario della ciambella al suo centro non c’è semplicemente il vuoto, piuttosto in questo punto, chiamato “punto zero”, il campo toroidale si ripiega su sé stesso, e tutti i suoi punti vi convergono. Tale punto zero non è il “vuoto” come inteso comunemente, ma infinite possibilità. Il toroide è la forma più antica di tutte e senza di questa non esisterebbe la vita.

A settembre del 2001 due satelliti ambientali operativi geostazionari (GOES), che orbitavano intorno alla terra, captarono un aumento del magnetismo globale che ha cambiato per sempre il modo in cui gli scienziati concepiscono noi e il mondo.
Sia il GOES-8 che il GOES-10 evidenziarono un forte picco di intensità del campo geomagnetico nei dati che trasmettevano ogni trenta minuti. Sono state la scala di grandezza dei picchi e la loro tempistica ad attirare per prime l’attenzione degli scienziati.

Da un’altezza di circa 35.880 chilometri al di sopra dell’equatore, il GOES-8 ha captato la prima ondata, seguita da una tendenza al rialzo nelle letture, che superarono di quasi cinquanta unità (nanotesla) qualunque altro rilevamento precedente riferito allo stesso momento.
Erano le 9.00 del mattino secondo l’Eastern Standard Time, l’ora standard dell’est, quindici minuti dopo che avevano attaccato e fatto brillare le “mine” a distanza, nella prima torre del World Trade Center e circa un quarto d’ora prima del secondo attacco e successivo crollo della seconda Torre e del terzo edificio anch’esso minato.
Le due torri ed il terzo grande edificio, sono stati fatti crollare su se stessi in successione, con la “demolizione controllata” e dalle relative mine posizionate precedentemente dagli specialisti nelle demolizioni di palazzi all’interno dei centri urbani.
Gli aerei non sono stati loro a farle crollare… non avevano un tale potenza, ma sono state le mine posizionate nei punti strategici per la demolizione controllata !
La correlazione fra gli eventi e le rilevazioni era inspiegabile — e innegabile.
I dati facevano sorgere due domande: esisteva un reale collegamento fra gli attacchi alle Torri Gemelle e i dati del satellite ? In caso affermativo, qual’era il legame fra i due ?

Milioni e milioni di persone hanno visto in televisione (se pur con immagini adulterate) le immagini del crollo degli edifici e lo stress procurato e la relativa paura, ha influito emotivamente anche sul loro cuore ed il suo relativo campo toroidale, il quale ha influenzato ed alterato momentaneamente quello terrestre.
Alcuni studi svolti in seguito dall’Università di Princeton e dall’Istituto di HeartMath — una innovativa istituzione senza scopo di lucro costituitasi nel 1991 per aprire la strada alla ricerca e sviluppo di tecnologie basare sul cuore – hanno scoperto che la correlazione tra i rilevamenti dei satelliti GOES e gli eventi dell’11 settembre rappresenta più di una semplice coincidenza.
Grazie alla scoperta che i satelliti avevano già registrato in passato altri picchi simili a questi durante eventi di focalizzazione globale, il fattore che sembrava collegare i rilevamenti era chiaro: le indicazioni additavano il cuore umano con le variazioni del campo che esso emette, influiscono anche sul Campo magnetico terrestre.

Il Cuore umano (ed animale) facente parte dell’apparato cardiovascolare, genera il più ampio Campo ElettroMagnetico “toroidale” del corpo che fa parte dell’Aura ed ha un proprio cervello separato dagli altri !
Fonte: Applications of Bioelectromagnetic Medicine (Applicazioni cliniche di Medicina Elettromagnetica), PJ. Rosch e M.S. Markov, New York 200-t – Istitute of HeartMath®  – www.heartmath.org

CERVELLO del Cuore
Il Cuore possiede un piccolo cervello intrinseco e quindi indipendente che “colloquia” con gli altri cervelli degli altri organi, esempio il cervello enterico (intestinale) e quelli/o nel cranio. Questo cervello del cuore è formato da circa 40.000 cellule nervose.
Esso emette anche un Campo Magnetico bipolare toroidale concentrico-informato molto ampio, il quale interferisce e comunica inconsciamente con gli altri campi di tutti i soggetti viventi.
Il corpo umano visto dal punto di vista di campo elettromagnetico emesso e modulato è un trasmettitore che ha una banda che va da circa 1,5 a 9,5 Megahertz. Da altri studi si è arrivati a capire che la banda del corpo umano non è solo nell’intorno delle onde Corte (1,5 -9,5 MHz, questa è quella relativa all’emissione di campo elettromagnetico generato dalle cellule e dagli organi), ma si estende  almeno fino alla banda di emissione della LUCE visibile, lo stesso vale per tutti i corpi.
Le informazioni ricevute ed emesse dal campo (CEU), vengono elaborate dal cervello limbico, (tradizionalmente si intende come sistema limbico un gruppo di strutture neurologiche situate tra il tronco encefalico e la corteccia cerebrale), ed infine dal cervello del cuore, recente scoperta della neurocardiologia: un vero e proprio cervello che ha sede nell’organo cardiaco, dotato di circa 40.000 neuroni e di uno straordinario campo magnetico.
Tre “cervelli” e tre circuiti che rappresentano globalmente tre stadi evolutivi della coscienza umana.

Il Campo Magnetico Toroidale del cuore umano può diventare molto incoerente o al contrario molto armonioso, a seconda del tipo di emozioni provate. Inoltre, tale campo è più potente di quello di tutti gli altri organi e supera largamente i confini del corpo fisico, potendosi estendere fino a diversi metri di distanza, il che significa che i nostri campi energetici non si limitano a sfiorarsi, ma addirittura si compenetrano. Siamo quindi tutti immersi nei campi energetici del cuore di coloro che ci circondano.

Ricordiamoci anche che l’oscillatore più potente tende a trascinare gli oscillatori meno forti. Così, che lo vogliamo o no, siamo in una condizione di continua influenza reciproca. Se nutriamo forti emozioni negative, separative, il caotico campo energetico del nostro cuore tenderà a trascinare quelli delle persone che ci circondano (se da questo punto di vista sono meno forti di noi…).
Esse tenderanno ad entrare in risonanza vibratoria e verranno attivate in loro le emozioni inferiori corrispondenti. Se invece nutriamo forti emozioni positive, unificanti e benevole, il fenomeno della risonanza tenderà ad attivare negli altri lo stesso tipo di emozioni. Mettendo in azione la potenza magnetica del nostro cuore, possiamo indurre gli altri “cuori” attorno a noi ad oscillare anch’essi nello stato di coerenza…
Tratto in parte da: Velediluce.com e da mauroscardovelli.com

Cervello
La comunicazione tra Cuore e Cervello è un dialogo dinamico, continuo, a due vie, con ogni organo che influenza continuamente la funzione dell’altro. La ricerca ha dimostrato che il cuore comunica al cervello in quattro modi principali: neurologicamente, biochimico, biofisico ed energetico, anche con i campi elettromagnetici dei rispettivi organi.

Cuore
Il cuore è circa 100 volte più forte elettricamente e 5000 volte più forte magneticamente rispetto al cervello. Il campo magnetico del cuore, che è il campo ritmico più forte prodotto dal corpo umano, copre ogni cellula del corpo, ma si estende anche in tutte le direzioni nello spazio intorno a noi. Comprendere come connettersi al proprio cuore e sentire, è il segreto della Manifestatione.
Una volta che sei nel momento presente, ci sono infinite possibilità che esistono nel campo quantistico come frequenze elettromagnetiche.
By Dr. Joe Dispenza

Il cuore è il terzo cervello”
Con un sistema nervoso intrinseco cardiaco di circa 50mila neuroni ed interneuroni, che creano circuiti neurologici complessi, sufficientemente sofisticati per qualificarli come un “Cervello”

Dal 1986 negli Usa è nata una nuova Disciplina: la Neurocardiologia, ad opera dei ricercatori Cantin e Genest, confermata da altri due ricercatori, Armour e Ardell. Così nel tempo le concezioni sul cervello si sono man mano trasformate mostrandoci come non esiste solo un cervello, ma bensì: tre cervelli!
Si era già molto parlato del secondo Cervello, considerando l’intestino con tutte le sue circonvoluzioni ed elucubrazioni, come un cervello a sé stante: il secondo cervello. Recentemente, però, si è scoperto che c’é ancora un’altro cervello, da considerarsi tale a tutti gli effetti, cioè con circa 50mila neuroni: quello del Cuore.
Si può così oggi parlare del “Terzo Cervello” o “Cervello Cardiaco”, per cui i prof. di Fisiologia e Biofisica Armour e Ardell hanno coniato il termine “Neurocardiologia”, definendone significato e funzioni, anche attraverso la prospettiva delle innovazioni apportate dalla biofisica.

Di fatto, possiamo considerare il cuore come un cervello completo. Con un Sistema Nervoso intrinseco Cardiaco di circa 50mila neuroni ed interneuroni, che creano circuiti neurologici complessi, sufficientemente sofisticati per qualificarli come un “Cervello”. L’insieme dei circuiti, costituiti da questi neuroni, consente al Cuore di apprendere e comprendere, ricordare e prendere decisioni funzionali, indipendentemente dal Cervello della testa, a cui invia informazioni e comunicazioni. Le quali procedono dal Cuore al Cervello e non solo dal Cervello al Cuore, come un tempo si credeva. Allo stesso modo come per il cervello dell’intestino.

“Neurocardiologia”, fu il primo libro scritto da Armour e Ardell, pubblicato per la prima volta nel 1994, anche se le primissime investigazioni nel campo delle interazioni Cuore-Cervello furono condotte negli anni ’70 e nei primi anni ’80 dai fisiologi John e Beatrice Lacey, e nell’86 da Cantin e Genest, tra i primi a postulare il ruolo causale del sistema cardiovascolare nella modulazione delle performances percettive e cognitive. Si vide che il Cuore, inoltre, come il “Secondo Cervello”, produce ormoni e neurotrasmettitori. E fu proprio la scoperta che l’intestino produceva numerosi neurotrasmettitori, in maggior misura la Serotonina, a far decidere che il Sistema Nervoso Enterico rappresentasse un “Secondo Cervello”. Così in seguito si vide che, il Cuore producendo l’ormone Anf (Atrial Natriuretic Factor), molto importante per la sua influenza su molti apparati, inibendo la produzione di ormoni dello stress, come il cortisolo ed assicurando l’equilibrio generale dell’organismo, andava ridefinito al di là delle sue funzioni vascolari. Il cuore secerne persino la propria adrenalina, quando ne ha bisogno, e sintetizza anche altri ormoni che hanno un’influenza diretta sul comportamento emozionale, tra cui l’ossitocina, detta anche ormone dell’amore.

La Neurocardiologia rappresenta, quindi, lo studio della relazione tra Cuore e Cervello, e viene studiata non solo dal punto di vista biochimico, ma anche biofisico. Il cuore invia ad ogni battito un potente gettito di pressione a tutto il corpo e si è riusciti a rilevare che esiste una relazione tra l’arrivo dell’onda di pressione del cuore e l’attività delle onde cerebrali. In particolare si è osservata una relazione diretta tra pressione sanguigna, respirazione ed alcuni ritmi del sistema nervoso autonomo. Dal punto di vista energetico il cuore possiede un campo elettromagnetico 5.000 volte più forte di quello del cervello e più potente di tutti gli altri organi del corpo e produce 40/60 volte più bioelettricità del cervello.

Questa energia elettrica pervade tutte le cellule del corpo fisico crea un legame particolare tra di esse. Quando siamo turbati da emozioni negative (paure, ansie, frustrazioni, stress) il campo diventa caotico e disordinato, cioè ha uno spettro incoerente, mentre quando proviamo emozioni positive, come la gratitudine, la compassione, il perdono, la tenerezza, l’amore, il campo diventa ordinato e si ottiene uno spettro coerente. Possiamo quindi oggi affermare che il cervello del cuore è in grado di registrare direttamente le informazioni del sistema ormonale e di altri sistemi e tradurli in impulsi nervosi, elaborando così direttamente l’informazione che riceve, inviandola poi al cervello lungo un circuito nervoso che utilizza il nervo vago ed i nervi posti ai lati della colonna vertebrale, raggiungendo poi il cervello limbico ed infine la corteccia cerebrale.

Il cervello del cuore può dunque influenzare quello della testa, cioè il nostro modo di pensare, di vedere le cose, la nostra percezione della realtà, le nostre reazioni emozionali. La nuova disciplina mostra che il cuore è molto più di una semplice pompa, è un organo sensoriale, un sistema complesso, con il proprio cervello, un centro per ricevere ed elaborare informazioni. Il sistema nervoso del cuore o cervello cuore consente di imparare, prendere decisioni funzionali ed indipendenti dalla corteccia cerebrale, ed i segnali che invia al cervello influenzano le regioni superiori coinvolte nella percezione, cognizione ed elaborazione emotiva. È sempre presente come campo ritmico ed ha una forte influenza sui processi di tutto il corpo anche attraverso interazioni con i campi magnetici, per cui è responsabile anche dell’intelligenza, del pensiero, della memoria, dell’introspezione, degli aspetti cognitivi, dell’ideazione e immaginazione nonché della consapevolezza.

Il campo elettrico del cuore ha un’ampiezza di 40/60 volte superiore a quello del cervello, mentre quello magnetico è circa 5.000 volte più forte del campo generato al livello cerebrale e si estende tutto intorno al corpo fino ad una distanza di 2/4 metri e l’informazione energetica contenuta nel cuore viene ricevuta da tutte le persone che ci circondano. Il cuore trasmette informazioni attraverso le pulsazioni del suo campo magnetico, non diversamente da come fanno i cellulari o le stazioni radio. Il campo elettromagnetico del cervello si estende invece a non più di alcuni centimetri dal cranio. Il cuore quindi può essere definito come la centrale energetica primaria del corpo, che produce un campo magnetico e forti correnti elettriche che caricano, stimolano, attivano e trasformano le energie del corpo.

Il cuore invia ad ogni battito un potente gettito di pressione a tutto il corpo e si è riusciti a rilevare che esiste una relazione tra l’arrivo dell’onda di pressione del cuore e l’attività delle onde cerebrali. In particolare si è osservata una relazione diretta tra pressione sanguigna, respirazione ed alcuni ritmi del sistema nervoso autonomo. Cioè il ritmo cardiaco e le sue variazioni sono messaggi diretti non solo al cervello, ma a tutto il corpo, senza il “permesso” del cervello. E questo fenomeno è misurabile: le onde cerebrali si sincronizzano naturalmente sulle variazioni del ritmo cardiaco diventando regolari più ampie e più regolari Ma anche grazie al sangue, ogni singola cellula del nostro corpo, attraverso un capillare sanguigno, viene informata di ogni nostro pensiero, di ogni nostra emozione, sensazione, percezione, di ogni evento sia al livello conscio che inconscio. Così che la nostra coscienza, non è rappresentata e localizzata, come si supponeva nel cervello, ma è in ogni parte di noi e del nostro corpo!

Ma c’è di più, per il fenomeno della risonanza, il principio di sincronicità per risonanza dei sistemi oscillatori (fenomeno dei pendoli a bilanciere) mostra che: in ogni sistema oscillatorio, il fenomeno del trascinamento sincrono fa sì che l’elemento che oscilla di più trascini gli altri oscillatori meno potenti. È stato studiato in diversi sistemi fisici evidenziando che: in ogni sistema oscillatorio, sia materiale che biologico, il sistema funziona al massimo delle sue capacità e con il minimo dispendio di energia, quando tutte le sue parti sono sincrone. Questo stato di coerenza perfetta tra esse fa sì che il sistema dia il massimo rendimento.

Il cuore è un potente oscillatore biologico: e questo principio si può applicare direttamente al nostro organismo. Il corpo fisico, attraverso i cristalli liquidi e tutti gli elementi che lo compongono è un grande oscillatore biologico, ed il cuore, non il cervello, è tra tutti gli elementi del corpo l’oscillatore biologico più potente, e può essere indipendente dal cervello. E quando il nostro organismo entra in risonanza sincrona con l’oscillatore più potente si crea uno stato di coerenza biologica perfetta che ottimizza il funzionamento umano ad ogni livello. Quando il cuore, oscillatore principale è in grado di imporre il suo ritmo, tutti gli altri sistemi oscillatori del corpo a tutti i livelli, fisico, emozionale, mentale sono automaticamente armonizzati fra loro dal ritmo principale.

Vengono allora ottimizzate tutte le funzioni specifiche. Quindi cuore, cervello e livelli di coerenza e forse potremmo dire anche di coscienza. Potremmo allora definire un altro percorso della coscienza, che usi il cervello del cuore e tutto il suo potenziale di oscillatore principale? Forse non è il cervello, come si è fino a poco tempo fa creduto a generare la coscienza, ma è il livello di coscienza che determina quali parti del cervello vengono usate? Siamo agli inizi di un’era molto diversa, una nuova età, tutta la medicina va rivisitata alla luce delle nuove conoscenze. Anche perché pur avendo allungata la vita umana e debellato le malattie infettive, sul piano delle malattie degenerative e mentali ben poco è riuscita a fare.

La strada è lunga, ma se finalmente accetteremo il modello della complessità, lavorando in sinergia, in gruppi inter/intra disciplinari integrati, potenziando modelli di ricerca equilibrati che comprendano anche l’elettromagnetismo, e protocolli adeguati per le nuove terapie, forse sarà possibile prevenire gli squilibri della persona e/o curarli in tempo utile! In conclusione, il cuore controlla e coordina tutte le funzioni corporee, fa lavorare all’unisono gli organi ed i tessuti, dice ad ogni singola cellula cosa fare, coordina ogni atto e funzione. Il vecchio detto “al cuor non si comanda” diceva la verità, il cuore non si può comandare, perché è lui il nostro Comandante !

vedi:
http://opinione.it/hi-tech/2020/02/13/emilia-costa_neurocardiologia-cervello-cuore-intestino-coscienza/
vedi anche: Cervello del cuore

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Il Campo Toroidale dell’Uomo, cos’è, ed a che cosa serve – 16/07/2018
Cari amici, quante volte ci è successo di conoscere una persona e di trovarci, già dopo pochi istanti, in uno stato di armonia ed affinità con lei tale da farci asserire: “mi sembra di conoscerti da una vita”.
Quante volte, alla fine di un amore o alla perdita di una persona cara, abbiamo provato per giorni, per settimane, per mesi quella fitta persistente al plesso solare, al cuore.
Quante volte, per affermare la nostra volontà a compiere un’azione “lo faccio io” o la nostra identità “io sono Jacopo”, ci siamo portati istintivamente la mano all’altezza del petto……e non del capo.
Questi quesiti, sorprendentemente, hanno un minimo comune denominatore.
Vediamo di spiegarlo.
Qual è il centro di comando della meravigliosa macchina uomo ?
Dove risiede esattamente la nostra mente creativa ?
Qual è l’organo attraverso il quale il flusso di informazioni veicolate attraverso onde elettriche ed elettromagnetiche è più potente ?
Ovvio, il cervello, mi direte……sbagliato, è il cuore.
Recentemente gli scienziati dell’Istitute of Heart Math in California hanno dimostrato che il cuore umano genera un campo energetico più ampio e potente di tutti quelli prodotti da qualsiasi altro organo del corpo, compreso il cervello.
Il campo elettrico del cuore è infatti all’incirca 60 volte più ampio di quello generato dal cervello. L’emissione di onde elettromagnetiche generate dal cuore è addirittura 5000 volte più potente di quelle generate dal cervello.
Si è scoperto che questo campo elettromagnetico si dipana esattamente dal cuore estendendosi, al di fuori della nostra sagoma, per circa tre metri. La sua forma è toroidale.
Nel toroide l’energia fluisce in maniera vorticosa alla stessa maniera con cui si può vedere e misurare negli atomi, nelle cellule, nei semi, nei fiori e nei frutti, negli alberi, negli animali, negli umani, negli uragani, nei pianeti, nelle stelle, nelle galassie e persino nell’intero cosmo.
Lo scienziato e filosofo Arthur Young ha affermato che: “un toroide rappresenta un processo e non solo una forma, è l’unico modello di energia o dinamica che è in grado di autosostenersi ed autoalimentarsi”.

Nel 1958, la scienza, grazie al fisico americano James Van Hallen, ha appurato che dal nucleo (cuore) del nostro pianeta si dipana un enorme campo elettromagnetico di forma toroidale che lo avvolge completamente. Questo campo è stato appunto chiamato “fasce di Van Allen”. Semplificando, la sua funzione, di concerto con l’atmosfera, è quella di filtrare le onde radioattive provenienti dal sole e trasformarle localmente in luce e calore tale da poter consentire e mantenere la vita sul pianeta.

Perché dunque questa affinità di forma e moto energetico in organismi apparentemente così diversi (l’essere umano e il pianeta Terra) anche e soprattutto nella loro scala di grandezza ?
Perché il filo d’erba, l’insetto, il nostro cane, noi stessi, gli alberi, i frutti e tutta la natura che ci circonda costituiscono un sistema perfettamente integrato, armonico ed autosufficiente edificato e modellato da strutture energetiche invisibili che originano da una matematica perfetta, divina.
L’ ecosistema è dunque quella perfetta integrazione delle quattro dimensioni immanenti (regno minerale, vegetale, animale, umano) tali per cui l’albero cresce attraverso l’assunzione degli elementi minerali presenti nel sottosuolo, genera un frutto commestibile che un animale o un uomo con la propria bocca, zampa o mano stacca dal ramo e mangia, poi il cibo viene elaborato dall’organismo e ciò che non è utile per il sostentamento dello stesso viene restituito alla terra affinché i processi chimici e biologici si rinnovino naturalmente.
L’uomo non è una creazione a parte. Egli è totalmente integrato con la natura in tutte le sue forme, vive con essa (o almeno dovrebbe farlo) in maniera simbiotica.
Non c’è dunque da stupirsi se le forme energetiche che elaborano ed istruiscono il visibile abbiano una comune matrice.
Campo Toroidale della Terra

Si, ma allora se questo è vero, e se volessimo continuare a ragionare cavalcando l’ assioma coniato dai pensatori e dai mistici del passato “così in alto così in basso”, ovvero che i sistemi integrati si replicano all’infinito su diverse scale, allora, parlando di “macro”, anche la nostra galassia, la Via Lattea, dovrebbe ricalcare le stesse dinamiche ?

Ecco infatti che il campo elettromagnetico della Via Lattea è stato misurato e….sorpresa: la sua forma è toroidale. Esso la avvolge dipanandosi dal sole centrale, il sole manassico (guarda un po’, il cuore della Via Lattea), e si espande fino ai limiti della stessa.
…si ok ma nel micro però ?
È mai stato per esempio misurato il campo elettromagnetico di un albero o dei frutti ?
Certo che si, guardate un pò…albero toroide

Torniamo all’uomo:
la ricerca di base presso l’Istituto di Heart Math dimostra anche che: “le informazioni  riguardanti lo stato emotivo di una persona sono trasmesse in tutto il corpo attraverso il campo elettromagnetico del cuore”.
Amore, empatia, allegrezza ma anche rabbia, paura, frustrazione modificano, ovvero alterano, armonizzandolo o disarmonizzandolo il campo toroidale.
Tutti noi siamo portati a considerare il cuore come una pompa che lavora in maniera meccanica. Questo straordinario organo, invece, è capace di agire, attraverso il campo elettromagnetico, come un segnale sincronizzatore tra il cuore stesso, il sistema nervoso ed il cervello, in maniera analoga all’informazione portata dalle onde radio. E in questo modo, comunica costantemente con il resto del corpo.
Ma non solo ! E’ stato dimostrato che i vari campi, quello dell’uomo, delle piante, degli animali, della Terra, comunicano tra loro.
Tutto ciò ci porta a riflettere su quanto ci sia ancora da conoscere sul nostro cuore e, in generale, sulle reali potenzialità del nostro corpo.
Se è vero che il campo del cuore agisce come un’onda portante di informazioni all’interno del corpo e fuori di esso, allora è vero che siamo tutti connessi l’un l’altro, e molto più intimamente di quanto siamo abituati a ritenere.
I campi dunque comunicano tra di loro in maniera automatica, a prescindere dalla nostra volontà di iniziare una relazione o un dialogo con chi abbiamo davanti.
Ecco dunque la risposta al primo quesito che ponevo all’inizio: la natura dell’affinità tra due persone che, pur essendosi appena conosciute, sentono di avere una attrazione reciproca, è diretta conseguenza dell’interazione tra i loro due campi toroidali.

Interazione di campo
Tanto più la frequenza e l’intensità dei due campi è affine tanto più si proverà una sensazione di empatia e benessere a stare assieme, viceversa se le caratteristiche di campo sono troppo distanti si proverà quella sensazione di disagio e di imbarazzo che certamente molte volte ci è capitato di provare.
Nei casi più estremi, dove la risonanza dei due campi è sovrapponibile, si parla di affinità elettiva, ma per indagare questo aspetto, che riguarda la straordinaria capacità del campo di custodire la memoria atavica delle interazioni avvenute tra due entità prima ancora dell’incarnazione, dovremmo aprire discorsi che in questa sede potrebbero essere troppo lunghi e complessi.
Anche la risposta al secondo quesito apparirà adesso logica: la perdita di una persona cara o la fine di un amore interrompono bruscamente l’interazione che si era consolidata tra i due campi toroidali.
Addirittura nella coppia i campi si fondono e, quando c’è armonia e complicità tra le due persone, questi danno origine ad un unico campo che si espande in maniera esponenziale. Ovvio dunque che il distacco genera una lacerazione che disarmonizza il campo e riverbera molto dolorosamente nella zona del cuore o plesso solare.
E’ stato inoltre dimostrato che molte patologie dell’organismo umano sono in diretta relazione con le alterazioni del campo elettromagnetico toroidale.
Ovvero gli stati d’animo prolungati di depressione, rabbia, pena, rimpianto, ecc, essendo scientificamente null’altro che forme energetiche disarmoniche elaborate nel campo toroidale, riverberano nella materia biologica dando origine alle malattie.
Ora, cari amici, alla luce di quanto sopra, facendo l’esempio della depressione successiva ad una perdita affettiva o a un qualsiasi altro grave trauma, pensate veramente che un farmaco chimico possa essere risolutivo ?
Pensate davvero che una pillola possa riarmonizzare e ricostituire le disfunzioni del campo ?
Pensate dunque che una medicina che indaga solo e sempre sugli effetti e non sulle cause e che, per la maggior parte, non contempla neanche l’aspetto energetico della macchina uomo, possa essere una medicina che cura davvero ?
Immagino che la risposta possa trovarci tutti d’accordo.
Immagino anche che ora riusciate ad intuire quale potrebbe essere la medicina (naturale al 100%) che, pian piano, possa agevolare la rigenerazione e la stabilità del nostro campo energetico per garantire un permanente stato di salute psico fisica. Per logica deduttiva dovrebbe trattarsi di tutti quei sentimenti o stati d’animo opposti a quelli che hanno generato le disfunzioni.
Se volessimo sintetizzarli tutti con una sola parola questa sarebbe, certamente, …l’amore.
Il motivo è ovvio: dal momento che i campi energetici comunicano tra di loro alterandosi a vicenda a seconda della carica ed armonia energetica che possiedono, se una persona ama, per legge naturale (legge di causa ed effetto), attrarrà verso di lei persone che la ameranno e l’interazione con esse, con il loro campo energetico, faciliterà il recupero del proprio ottimale stato psico fisico.
In particolare, è stato sperimentato che, dopo un forte trauma come la perdita di una persona cara, la vicinanza con i mondi vegetali ed animali (che per istinto naturale, tendono a compiacere l’essere umano in quanto situato all’apice della piramide dei regni immanenti), la musica, la vicinanza di un amico autentico, velocizzano ed accorciano i tempi di rigenerazione del campo toroidale.
Ora vedete che queste affermazioni, senza i presupposti scientifici che vi ho presentato, sarebbero state etichettate come romantiche farneticazioni di un sciocco che crede nelle favole.
Il nostro problema invece è, come al solito, la corretta informazione.
Senza la corretta informazione, in questo caso la conoscenza su come siamo fatti e su qual è la reale natura dei rapporti tra gli esseri umani ed il mondo naturale, resteremo sempre in quella scomoda posizione di sudditanza ed impotenza verso un sistema che invece ci vuole ignoranti, paralizzati all’interno dei credo, dell’effetto gregge, senza alcuna possibilità di emancipazione culturale.
Lo studio, la conoscenza e la sperimentazione dovrebbero essere gli obiettivi primari da perseguire per l’uomo che vuole uscire dalla gabbia dei dogmi e delle consuetudini costruite per renderlo schiavo.
Infine riguardo al terzo quesito.
Istintivamente ed inconsciamente portiamo la mano al petto quando ci identifichiamo perché li, nel cuore, riverbera il nostro Io, ovvero lo Spirito. Non nel cervello dunque ma nel cuore.
Anche qui i sistemi di potere hanno operato sottilmente ma con grande efficacia inculcando nelle nostre teste il concetto di divisione, quel dividi et impera grazie al quale siamo sempre rimasti con la testa schiacciata sotto il tallone del potente di turno.
Siamo da sempre stati divisi e messi l’uno contro l’altro con la scusa di motivazioni razziali, religiose, politiche o di lotta di classe (e capite ora quanto questo sia assurdo avendo appena visto che le nostre interazioni psichiche ed emotive sono effetto di cause che risiedono nell’intangibile cioè, in questo caso, nel campo elettromagnetico toroidale, che, ovviamente, non contempla razza, credo religioso, partito politico, etc).
Addirittura ci è stata inculcata e fatta accettare la divisione più assurda che si possa pensare cioè quella tra il corpo biologico e l’energia invisibile che lo anima, cioè lo spirito.
Laddove invece è proprio lo spirito (quello che noi generalmente releghiamo nell’ambito “dei credo”) il motivo e la causa dell’esistenza del corpo (quello che invece releghiamo nell’ambito della scienza).
E’ come se, per fare un esempio pratico, dicessimo che il computer esiste ed è vero in quanto possiamo toccarlo e smontarlo mentre l’energia elettrica che gli permette di funzionare, siccome è invisibile, allora è un credo…. forse esiste o forse no !
Noi, cari amici, non siamo un corpo che ha uno spirito….noi siamo lo Spirito Intelligenza che temporaneamente vivifica ed anima quel corpo.
Esistiamo, in quanto spirito, prima dell’incarnazione e continuiamo ad esistere anche quando il corpo cessa di funzionare.
Lo spirito non muore, non può farlo. La sua proprietà intrinseca è infatti proprio quella di vivificare, di dare la vita.
Così come la proprietà intrinseca dell’acqua è quella di bagnare, del fuoco quella di bruciare, della gravità quella di attirarci a terra e così via.
Sono le leggi di natura che “se ne fregano” se noi ci crediamo oppure no, tanto continuano a funzionare così come hanno fatto da sempre.
E’ per questo che quando affermiamo il nostro ego sum dicendo: “io sono” portiamo istintivamente la mano al petto, vicino al cuore, perché è da li che lo Spirito Intelligenza ci ricorda che esiste e che non è un credo.
By Jacopo Bonfili
Tratto da: jacopobonfili.com

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La scienza dimostra: la mente del Cuore è il vero coordinatore del sistema Vivente
Per secoli, tante culture hanno considerato il cuore come la fonte delle emozioni migliori, come l’amore, il coraggio, la generosità. Presso l’Istituto di HeartMath (IHM), sono stati esplorati scientificamente i meccanismi fisiologici con cui il cuore comunica con il cervello, come influenza l’elaborazione delle informazioni, delle percezioni, delle emozioni.
L’osservazione scientifica ha dimostrato che il cuore è molto di più di quello che crediamo e che non  è affatto una pompa, come siamo abituati a considerarlo.
Il muscolo cardiaco è, in sostanza, un centro complesso, auto-organizzato, di elaborazione dati, con una propria mente, che comunica costantemente con il cervello, con il sistema nervoso  e con tutta la nostra fisiologia, influenzando profondamente ogni organo, in un complesso intreccio di messaggi e feedback.
Giovanni e Beatrice Lacey, negli anni tra il 1960 e gli anni ’70, hanno scoperto che il cuore comunica con il cervello in modo tale da influenzare significativamente il modo in cui percepiamo e reagiamo al mondo.
I coniugi Lacey andarono ben oltre: realizzarono che questo motore della circolazione sanguigna sembrava avere una sua logica, una sua mente, che spesso divergeva da quella del sistema nervoso autonomo; soprattutto capirono che è l’organo predominante.
Infatti il cuore inviava messaggi significativi al cervello, dei veri e propri comandi, che  influenzavano tutto il comportamento di una persona.
Mentre i Laceys stavano compiendo le loro ricerche in psicofisiologia, un piccolo gruppo di ricercatori nel campo cardiovascolare si unirono ad alcuni neurofisiologi, dando il via ad una nuova disciplina detta  Neurocardiologia, che da allora ha fornito indicazioni estremamente importanti sul sistema nervoso del cuore e su come il cervello e il cuore comunicano attraverso il  sistema nervoso.
Dopo approfondite ricerche, uno dei primi pionieri della neurocardiologia, il Dott. J. Andrew Armour, nel 1991 introdusse il concetto di  ”cervello del cuore”.
Il suo lavoro dimostrò che il cuore ha un complesso sistema nervoso intrinseco molto sofisticato, un “piccolo cervello” appunto, una rete intricata di diversi tipi di neuroni, neurotrasmettitori, proteine e cellule, molto simili a  quelli trovati nel cervello.
Nel libro “Neurocardiology”, il Dott. Armour e il Dott. Jeffrey Ardell, forniscono una panoramica completa della funzione del sistema nervoso intrinseco del cuore: il quale contiene circa 40.000 neuroni, detti neuriti sensori; essi rilevano gli ormoni circolanti, la chimica corporea, la frequenza cardiaca e la pressione.
Tutto si traduce in impulsi neurologici che dal sistema nervoso del cuore viaggiano fino al cervello, attraverso diverse vie; per gli stessi canali passano anche i segnali del dolore e le sensazioni.  E queste infermazioni entrano nel cervello attraverso una porta d’ingresso che si trova nel tronco cerebrale.
Il sistema nervoso cardiaco è costituito da gangli complessi: si tratta di neuriti multifunzionali, distribuiti in tutto il cuore, sensibili a molti tipi di input sensoriali provenienti dall’interno del cuore stesso e dal resto dell’organismo.
Una volta che le informazioni sono trattate dai neuroni del cuore, i segnali appropriati sono inviati ai nodi senoatriale e atrioventricolare. Così, in normali condizioni fisiologiche, il sistema nervoso intrinseco del cuore gioca un ruolo importante in gran parte del controllo di routine della funzionalità cardiaca, indipendentemente dal sistema nervoso centrale.
Il Dott. Armour ei suoi colleghi hanno dimostrato che il sistema nervoso intrinseco del cuore è vitale per il mantenimento della stabilità cardiovascolare e che senza di esso, il cuore stesso non può funzionare correttamente.

“Il sistema nervoso cardiaco, o cervello del cuore, è fatto di gangli complessi, contenenti un circuito locale ricevente (interneuroni) e trasmittente (neuroni simpatici e parasimpatici). I neuriti sensori multifunzionali, distribuiti nel cuore, sono sensibili a molti tipi di segnali originati dallo stesso cuore. I gangli cardiaci integrano messaggi dal cervello e da altri centri di processazione presenti nel corpo, con l’ informazione ricevuta dai neuriti cardiaci. Quando l’ informazione è stata processata dai neuroni del cuore, i segnali appropriati vengono mandati ai nodi senoatriali e atrioventricolari come ai muscoli del cuore. Sotto normali condizioni psicologiche, il sistema nervoso del cuore gioca un ruolo importante per gran parte della routine di controllo della funzione cardiaca, indipendentemente dal sistema nervoso centrale.
Il Dott. Armour e i suoi colleghi hanno mostrato che il sistema nervoso del cuore è vitale per il mantenimento della stabilità cardiovascolare e per la sua efficienza, senza di esso, il cuore non puo’ operare correttamente.

vedi:  Energia di Punto Zero  +  Campi_Toroidali PDF

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